Cinnamon Rolls – ogni morso ha il sapore della libertà

Il mio primo cinnamon rolls è arrivato tardi, ero in Canada, per l’esattezza a Montréal.
Ero giovanissima, avevo 24 anni e per la prima volta viaggiavo da sola. L’inglese zoppicava molto, ma la voglia di volare via dal nido era tanta, non perché stessi male a casa, ma perché volevo vivere a modo mio e con quel bisogno di sentirmi libera ci sono nata. E’ così, non ci posso fare niente, da quando ho memoria sogno terre lontane e culture diverse.
Il mio viaggio in Canada era partito con questi presupposti, tanto che di nascosto, avevo meditato di comprare solo il biglietto d’andata, perché nella mia testa non sarei dovuta tornare. Fortunatamente mia mamma mi ha inculcato un po’ di sale in zucca e comprai anche il biglietto per il ritorno, che già vi anticipo ho dovuto usare, con grande tristezza e delusione. 
Il piano originale era quello di andare a trovare uno zio che viveva a Montréal, vedere se in una vacanza il posto mi poteva piacere, e se così fosse stato mi sarei trasferita da lui, avrei iniziato vivere con piccoli lavoretti per prendere confidenza con la lingua inglese e francese (nel Québec sono bilingue).
Il condizionale la dice lunga su come è andata a finire. Appena arrivata mio zio mi disse che per motivi di lavoro si sarebbe dovuto trasferire in un’altro paese da lì a breve … in un secondo i miei sogni s’infransero.

La mia non è una famiglia ricca, tutto quello che ho fatto l’ho fatto contando esclusivamente sulle mie forze, ed economicamente non ho mai avuto qualcuno che mi aiutasse. Se volevo fare qualche esperienza all’estero dovevo preoccuparmi totalmente della mia sussistenza, e questo valeva sia per il periodo all’estero che per quando sarei tornata a casa. La mia famiglia oltre al vitto e alloggio non mi avrebbe dato altro.
Il viaggio in Canada è stato per me uno sforzo immenso. Ho messo da parte soldi e ho chiesto un prestito in banca dove ero io totalmente responsabile, mia madre mi fece solo da garante, con mille raccomandazioni e controvoglia. 
La cifra chiesta in banca era piccola, ma per me erano tanti soldi, all’epoca lavoravo come barista e lo stipendio era così basso che se andavo una volta in più a mangiare la pizza finivo il mensile.
Quindi per me quella sarebbe stata l’unica occasione per poter fare un’esperienza di vita all’estero. 
Quell’esperienza mancata è il mio più grande rimpianto, tanto che ancora aggi, a distanza di 17  anni, ci piango sopra.

Comunque non permisi alla tristezza di rovinarmi la vacanza, e devo dire che in Canada ci tornerei domani stesso. Montréal è meravigliosa e le persone sono stupende. La città è sicura, tanto che qualche volta mi avventuravo da sola alla scoperta di negozi e strade. In una di queste esplorazioni solitarie mi sedetti in un caffè e assaggiai il mio primo Cinnamon Rolls.
Fu amore al primo morso, e da allora, ogni volta che ne addento uno, assaporo un po’ di voglia di libertà che ancora oggi non mi ha abbandonata.

Cinnamon Rolls

Cinnamon Rolls – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti: per 12 cinnamon rolls in una teglia cm 20×30 circa

500 gr di farina bianca 00 + q.b. per la spianatoia
120 gr. di latte
120 gr. di acqua 
60 gr. di zucchero semolato
1 uovo
9 gr. di lievito di birra secco (quello che si può aggiungere direttamente nella farina senza farlo sciogliere in acqua)
80 gr. di burro fuso
3 pizzichi di sale super fino
1 pezzetto di burro per ungere la ciotola

per la farcitura alla cannella:
20 gr. di burro fuso
5 gr. di cannella in polvere
30 gr. di zucchero muscovado
25 gr. di zucchero semolato

Per la glassa:
80 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio e 1/2 o al massimo 2 cucchiai d’acqua fredda

cottura:
180° forno preriscaldato – modalità statico – 30 minuti

tempi di riposo:
90 minuti  + 60 minuti 

– In una ciotola mescola insieme gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito di birra secco e il sale.
– In un’altra ciotola mescola insieme tutti gli ingredienti liquidi: latte, acqua, l’uovo sbattuto e il burro sciolto e raffreddato.
– Unisci i liquidi alla farina e impasta con le mani direttamente dentro la ciotola. Sposta l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continua a lavorare l’impasto fino a quando avrai ottenuto una palla liscia ed elastica. Imburra leggermente una ciotola e fai lievitare l’impasto, coperto con della pellicola da cucina per 90 minuti lontano da sbalzi di temperatura.
– Passato il tempo della prima lievitazione, lavora nuovamente l’impasto per qualche istante sulla spianatoia leggermente infarinata. Allarga l’impasto con l’aiuto di un matterello fino ad ottenere un rettangolo che misura 50×40 cm circa.
– A questo punto puoi passare alla farcitura: spennella tutta la superficie con 20 gr di burro sciolto e poi spolvera generosamente con un mix di cannella in polvere, zucchero muscovado e zucchero semolato (vedi la lista ingredienti per la farcitura).
– Arrotola delicatamente l’impasto partendo dal lato più lungo e compatta delicatamente con le mani. Avrai ottenuto un salsicciotto che taglierai in 12 rondelle della stessa dimensione (circa 3 cm d’altezza).
– Disponi ordinatamente i 12 Cinnamon Rolls nella teglia rivestita da carta forno (3 file da 4 Cinnamon Rolls), avendo cura di lasciarli distanziati un centimetro circa uno dall’altro. Copri la teglia con della pellicola da cucina lasciata morbida per permettere la seconda lievitazione, che sarà di 30 minuti in luogo riparato da correnti d’aria.
– Finita la seconda lievitazione inforna a 180° – forno statico preriscaldato – per 30 minuti.
– Quando i Cinnamon Rolls saranno a temperatura ambiente potrai decorarli con la glassa che farai mescolando 80 gr zucchero a velo con un cucchiaio e mezzo o al massimo due d’acqua, avendo cura di ottenere una glassa liscia e priva di grumi. La quantità d’acqua da usare dipende da quanto densa ti piace la glassa.

canada montréal

io, in un caffè a Montréal (Canada – Québec – anno 2001) – immagine soggetta a Copyright

 

L’anno che verrà

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L’anno che verrà: riflessioni su l’anno che è passato e quello che sta per arrivare- immagine da banca immagine.

Come è andato il 2018?

Bene, ma non benissimo.
No, dai! non mi posso proprio lamentare e consapevolmente posso dire che tutto sommato mi è andata bene, a tratti anche di lusso, ma per dare un valore riconoscibile da tutti, posso dire che del mio 2018, il 75% è andato bene, mentre il 25% male. Il bilancio si è chiuso nettamente in positivo e per questo mi sento veramente fortunata e grata.

Questo che si sta chiudendo è stato un anno strano, avevo delle aspettative diverse, che solo in parte ho raggiunto.

La prima cosa da dire è che il 2018 è volato. Ultimamente mi capita spesso, i mesi e le stagioni si susseguono sempre più velocemente, e io rimango li a guardarmi nello specchio più vecchia ed incredula … ma come?!, mi sembra di essere tornata ieri dal mare e invece siamo già a fine anno! 
Quando il tempo passa così in fretta sono solo due i motivi: si sta invecchiando e si è felici. 
Quindi grazie vita, nel 2019 cercherò di assaporare meglio ogni attimo che mi regali, per custodirlo nella memoria prima che diventi vento. 

Pensavo che il 2018 fosse per me un anno di conferme, invece inaspettatamente, su alcune faccende sono rimasta sui blocchi di partenza. La cosa mi ha fatto sentire come un bozzolo in attesa di diventare farfalla, pronta a qualcosa di grande che però per qualche motivo tarda ad arrivare. Vorrà dire che aspetterò, sperando che il 2019 sia più propizio.

Nel 25% delle cose andate male ho pianto molto. Dio mio se ho pianto! penso di aver pianto parte delle lacrime più amare che la vita ha messo in serbo per me. In quel 25% mi sono sentita come un guscio di noce con dentro un oceano in tempesta, un mare che fa paura veramente, uno di quelli che ti fa dire:“qui non ne esco viva”. Mi sono sentita molto sola. 
Sono stati momenti complicati, il mio corpo ha somatizzato le mie difficoltà e mi ha restituito tutto il dolore in un unico momento. Mi sono resa conto che quel piccolo 25% di “non benissimo” poteva risucchiarmi senza speranza d’appello.
Così non è stato, ne sono uscita malconcia ma umanamente più ricca.

Però c’è da dire, che nonostante la mia sensazione di smarrimento, ho avuto la fortuna e la forza di saper reagire alle avversità.

Cosa mi aspetto per l’anno che verrà?

A dire il vero niente, per la prima volta nella mia vita non mi aspetto niente. Vorrei lasciare al nuovo anno la possibilità di stupirmi. Sento che nel percorso della mia vita fino ad oggi ho dato, ora vorrei sedermi e ricevere, nella speranza di ricevere cose buone e belle – oppure lasciare scorrere un anno così, a briglie sciolte.

Invece a te, che stai leggendo e che mi hai donato un po’ del tuo tempo, voglio augurare un 2019 felice e sereno. Vorrei avere una bacchetta magica per esaudire un tuo proposito o desiderio, ma il dono che vorrei realmente trasmetterti è quello della consapevolezza . 
Si, hai capito bene, consapevolezza!
La consapevolezza è una cosa meravigliosa, ha la forza della verità ed è intrisa di coraggio. La consapevolezza riesce a cambiare la vita, spesso in qualcosa di più onesto per noi stessi e come effetto collaterale ha la leggerezza di cuore e d’animo, quindi serenità e felicità.

Buon anno nuovo!
da Sonia

Natale con i tuoi, come sopravvivere al Natale casalingo

 

Per tutto dicembre, ogni settimana una ricetta è un argomento a tema.

Su Radio Oreb FM 90.200.

Ascolto in diretta e ulteriori info su frequenze Italia nel sito http://www.radioreb.org

Giorni:

Martedì 14.10 e 17.35

Giovedì 14.10 e 17.35

Sabato 22.00 circa

Pumpkin Pie, la torta di zucca perfetta per il Thanksgivin day

Sono una bambina degli anni ’80 e una “teenager” negli anni ’90.  
Era l’era delle boy band in lingua inglese e i telefilm americani nutrivano la mia immaginazione. 
Le mie serie TV preferite, mostravano il thanksgivin day con tanto di  pranzo tradizionale americano, dove enormi tacchini riempivano vassoi decorati in modo sublime. Il tutto avveniva in case meravigliose, con tavole imbandite e decorate in modo impeccabile. Le famiglie si riunivano, i figli tornavano a casa dal college e i parenti attraversavano il continente per ricongiungersi nel giorno del ringraziamento.

Il sogno americano era servito, o per lo meno lo era per me. Penso proprio, che il mio amore smisurato per New York ha radici ben ancorate in quel periodo della mia fanciullezza.

Sarà che sono figlia di divorziati da sempre, ma devo ammettere che questa festa americana aveva su di me un forte scendente … mi dava quel senso di famiglia e di radici che non avevo.
Ora sono grande e sono cambiata, ma la festa del ringraziamento ha sempre su di me un certo fascino.

Quest’anno ho deciso di festeggiare il Thanksgivin day, anche se so benissimo che  questa festa non fa parte della mia tradizione e cultura. Sento di doverlo alla piccola me, quella che stava sul divano a guardare la Tv con occhi sognanti.  
Cucinerò la tradizionale pumpink pie!

Pumpkin pie torta di zucca giorno del ringraziamento thanksgivin day

Pumpkin pie, la torta di zucca tipica del giorno del ringraziamento americano – thanksgivin day – immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per una tortiera diametro 24 cm

Pasta brisè dolce:
300 gr di farina 00
150 gr di burro freddo
75 ml di acqua ghiacciata
20 gr di zucchero semolato

  • In un mixer versa la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti e fai andare per qualche istante con la lama per impasto. Quando la farina avrà l’aspetto sabbioso introduci l’acqua ghiacciata e appena l’impasto si sarà appallottolato su se stesso estrailo.
  • Lavora l’impasto per qualche istante su una spianatoia e se necessario aiutati con un po’ di farina. Avvolgi la pasta brisè con della pellicola e fai riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo dedicati alla farcitura.

Farcitura:
500 gr di zucca già mondata
2 uova
30 gr di farina 00
350 ml di panna fresca da montare
50 gr di zucchero semolato
50 gr di zucchero di canna
50 gr di zucchero muscovado
10 gr (1 cucchiaio e 1/2) di Pumpkin Pie Spice – qui trovi la ricetta perfetta!
1 cucchiaino d’estratto di vaniglia
1 pizzico di sale

  • Cuoci la zucca al vapore, se usi una vaporiera per microonde ci vorranno solo 5 minuti!
  • In una ciotola lavora la zucca con un mixer ad immersione fino ad ottenere una purea liscia. Fai intiepidire per qualche minuto.
  • Aggiungi le uova e mescola bene con una frusta a mano. Continuando a mescolare incorpora gli zuccheri, la panna, il mix di spezie (Pumpkin Pie Spice), l’estratto di vaniglia, il pizzico di sale e infine la farina.
  • Stendi la pasta in una tortiera imburrata ed infarinata e decora il brodo con gli avanzi d’impasto ritagliati a forma di foglia e fiore (per attaccare le decorazioni puoi aiutarti con un pennello imbevuto d’acqua o d’albume). Bucherella la base del guscio di pasta brisè con una forchetta, rivestilo con carta forno e adagia sul fondo dei pesi da cottura in ceramica. Inforna a 180° – forno statico – per 10 minuti.
  • Estrai dal forno il guscio di pasta brisè, elimina la carta forno e i pesi da cottura. Riempi la tortiera con la farcitura di zucca (non preoccuparti se ti sembra troppo liquida, una volta cotta si rassoderà) e inforna a 200° – forno statico – per 10 minuti, poi continua la cottura a 180° – forno statico – per 40 minuti.
  • Questa torta va servita fredda. Se vuoi puoi accompagnarla con della soffice panna montata.

Se ti è piaciuta questa ricetta condividila con i tuoi amici! e prova la ricetta della mia torta di zucca e cioccolato, ottima per entrare in atmosfera natalizia.

Arrosto di maiale al latte – alcune ricette parlano d’amore più di altre.

Alcune ricette parlano d’amore più di altre, come questa che vi voglio raccontare. 

Correva l’anno 2005 e per cena avevo invitato quello che oggi è mio marito.

Era la nostra prima cena “homemade” preparata da me, ci frequentavamo da poco e l’emozione era tanta. Io vivevo da sola e lui ancora non lo sapeva.

Non ricordo nei dettagli quella romantica serata casalinga, ma con tenerezza ricordo bene che eravamo giovani, mediamente stupidi e innamorati.

Il tempo ci ha dato ragione, nonostante che molte delle nostre acerbe convinzioni, con gli anni hanno preso tangenti così lontane dal punto d’origine, da rimanerne quasi stupefatti. In poche parole, siamo cresciuti e siamo più saggi.

Ma una cosa è rimasta invariata da quella sera del 2005, ed è l’amore che ancora oggi ci tiene uniti, e davanti a questo arrosto al latte è iniziato tutto.

arrosto di maiale al latte

Arrosto di maiale al latte – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4/6 persone:
850 gr di Arista o Lonza di maiale legata con spago da cucina
2 carote (circa 180 gr)
1 costa di sedano (circa 85 gr)
1/2 cipolla bianca o gialla (circa 100 gr)
Bouquet garni: fatto con una foglia d’alloro e un rametto di rosmarino
3 cucchiai di olio evo
700 ml di latte (meglio se intero, ma va benissimo anche quello parzialmente scremato)
sale e pepe q.b.

  • In una casseruola dal fondo spesso e dai bordi alti, metti a soffriggere il trito fine di verdure (sedano, carote e cipolla) con l’olio evo.
  • Quando il soffritto avrà preso calore, aggiungi l’arrosto di maiale e fai sigillare ogni lato della carne a fuoco medio alto. Fai attenzione a non far attaccare o bruciare il soffritto.
  • Versa il latte, aggiungi il bouquet garni e aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento.
  • Abbassa la fiamma e continua la cottura sul fornello per almeno due ore e mezza, ricordandoti di controllare e girare l’arrosto di tanto in tanto. (Fai molta attenzione al primo bollore del latte, perché se chiudi il coperchio tenderà a schiumare, quindi, ti consiglio di continuare la cottura con il coperchio leggermente aperto per far sfiatare il vapore).
  • Una volta cotto l’arrosto, elimina lo spago e servilo tagliato a fette irrorato con il fondo di cottura ben frullato, fino ad ottenere crema arancione morbida e vellutata.

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con i tuoi amici! E non perdere il castagnaccio! La mia ricetta è facile, veloce e ti terrà compagnia nelle merende d’autunno.

Pumpkin Pie Spice – Il mix di spezie perfetto per un’ottima Pumpkin Pie, la torta di zucca più famosa d’America nel giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day)

Pumpkin Pie Spice - Il mix di spezie perfetto per un’ottima Pumpkin Pie, la torta di zucca più famosa d’America nel giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day)

Pumpkin Pie Spice, mix di spezie per Pumpkin Pie – Immagine soggetta a Copyright

Sicuramente le avete già notate, nei negozi, in rivendite temporanee sulle strade e in bella mostra nei fruttivendoli.

Stanno entrando prepotentemente nelle mie ricette e fanno parte dei miei “must have” culinari dell’autunno.

Si, sto parlando proprio di loro, le zucche!

Colorano le mie giornate d’arancione e solo a guardale mi rendono felice e serena.

Le mie varianti preferite sono quella marina di Chioggia e quella Mantovana. Le amo, perché sono particolarmente dolci e adatte a tutti i tipi di preparazione.

Con la zucca ci faccio di tutto, passo con disinvoltura dalla confettura ai risotti, ma la parte preponderante delle mie ricette a base di zucca è dedicata ai dolci.

Sono un’adolescente degli anni ’90, intrisa di cultura americana, di conseguenza anche la mia cucina, molto spesso, devia verso orizzonti d’oltreoceano, come ad esempio l’ormai mitica Pumpkin Pie del Thanksgiving Day (giorno del ringraziamento americno).

Con gli anni ho imparato che molti dolci americani (e non solo) a base di zucca, vengono insaporiti con un mix di spezie a base di cannella e zenzero, difficilissimo da trovare nella grande distribuzione italiana.

I paesi anglofoni lo comprano già fatto e si chiama “ Pumpkin Pie Spice”, ma dopo molte ricerche ho elaborato il mix dalle proporzioni perfette da poter fare in casa. 

Il mio consiglio è quello di andare con la ricetta direttamente in un negozio specializzato in farine e spezie biologiche. Fatevi preparare il Pumpkin Pie Spice mix direttamente da loro, si risparmia tempo e denaro.

La mia ricetta è già studiata per potervi garantire il minimo di pesata degli ingredienti in questo tipo di negozi, che generalmente non va mai sotto i 10 gr.

Come conservare il Pumpkin Pie Spice mix di spezie:

In un barattolo di vetro ermetico in frigorifero.

Viste le proporzioni la resa delle spezie è molta, quindi mettendo le spezie in frigorifero vi assicurerete anni di conservazione e gli olii essenziali delle spezie rimarranno invariati nel tempo e nel gusto.

Come utilizzare il Pumpkin Pie Spice mix di spezie:

l’unico limite sarà la vostra fantasia, ma è ottimo per tutti i dolci con zucca, inoltre è un mix di spezie perfetto per frolle, biscotti, brioche e pani aromatici. Buon divertimento!

Pumpkin Pie Spice ingredienti:

240 gr Cannalla macinata
120 gr Zenzero macinato
60 gr Chiodi di Garofano macinati
40 gr Noce Moscata macinata
20 gr Pimento macinato (pepe della Giamaica)
10 gr Macis macinato (fiore della Noce Moscata)
10 gr Cardamomo macinato

Mescolare bene le polveri e metterle in un barattolo di vetro con coperchio ermetico in frigorifero.

La resa del mix di spezie e molta, quindi un’ottima idea e quella di dividere la quantità con parenti e amici! 

Se ti è piaciuta questa ricetta prova anche la mia torta di zucca e cioccolato e non perdere la nuova sezione del sito About Me … per conoscerci meglio!

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La mia ricetta del cuore viene dalla Sicilia – Pasta c’anciova e muddica atturrata

Questo è il piatto che mi faceva nonna quando ero piccola e che, ancora oggi, desidero quando sento nostalgia delle mie radici.
Ho origini Palermitane, e la mia famiglia non è esattamente tutta fiocchi e merletti, è più simile ad un guazzabuglio di personalità complesse e contrastanti, ma le cose che ci accomunano tutti sono l’amore per la cucina e l’amore per la famiglia (anche quando le famiglie sono strampalate).
A volte penso che in famiglia siamo tutti un po’ isole. Ogni testa è un mondo a sé, magari vicini ma allo stesso tempo distanti anni luce, perché in fondo e in verità, noi ci bastiamo. La mia famiglia è fatta da gitani con l’arte di cavarsela e da gente dai contrasti accesi, come la nostra amata Sicilia, che incanta per bellezza e allo stesso tempo è un’overdose di vita vera.

Se devo essere onesta, all’inizio la Sicilia non mi piaceva. 
Ero piccola e Palermo era la città dove trascorrevo parte delle mie vacanze per visitare i parenti lontani – e quindi noia assoluta! 
Le mie giornate erano scandite da visite ai vicini di casa, conoscenti, tutto il parentado e affini, in giornate torride e in balia del traffico esasperante di Palermo che mi terrorizzava. 
All’epoca, non so ora, oltre alle macchine e ai motorini, a Palermo c’erano anche i cavalli in strada. Ricordo che avevo tanta paura che qualcuno potesse andare addosso agli animali e fargli del male. Così, tra una strombazzata e un “cornuto!”, evitavo di guardare i calessi e speravo di arrivare a destinazione il prima possibile, senza spargimenti di sangue.

Le uniche gioie erano qualche sporadica passeggiata per mangiare la brioche con il gelato alla cannella (quanto mi manca!), le puntate al bar/rosticceria migliore della città per mangiare le arancine (ancora oggi la mia preferita è al burro) e la casa piena di donne. 
Mi piaceva tanto sentire le mie zie parlare con nonna e sentire cosa si dicevano in quell’accento così strano e bellissimo. 
Le mie zie sono fantastiche, sono tutte fuori testa! 
Parlano, ridono, amano, odiano e si disperano come se fossero prime attrici o regine assolute di un regno immaginario. 

Ma c’è una cosa che ricordo benissimo e che adoravo sin da piccina – e’ l’odore di Palermo. 
Per me Palermo ha sempre avuto l’odore di sesamo, zafferano e agrodolce, un mix impalpabile di questi tre gusti e sapori che profuma l’aria di buono.
E poi c’era nonno, e lui sapeva di pesche e vino perché la sua bevanda preferita consisteva in un bicchierone di vino bianco freddo dove ci tuffava una pesca tagliata in quarti. A fine pasto si mangiava la pesca che aveva marinato nel vino. 
Io e nonno non ci capivamo, lui mi parlava in dialetto palermitano arcaico. Io non capivo niente di quello che mi diceva e lui non capiva me, ma nonostante tutto ci parlavamo e ridevamo. 
Ancora oggi non so cosa ci dicevamo, ma tutte le nostre “conversazioni” si chiudevano con le urla di nonna che diceva: “Tanino! non ti capisce, a picciridda nun te capisce, parla in italiano – poi qualche cosa in siciliano”. Allora nonno rispondeva: “mi capisce, mi capisce, la picciridda un poco capisce”. Poi mi sorrideva e mi diceva: “gioia mia, quanto si bedda, tu si bedda assai, sangu mio va’ a giucà, va’ da nonna”. 
Allora io andavo da nonna e aspettavo con ansia l’arrivo dei negozianti che ci portavano la spesa a domicilio. La cosa bella era quella di “salire o scendere la spesa” con un cestino di vimini legato con una corda alla ringhiera del terrazzo. I terrazzini di Palermo sono un continuo “salire e scendere” di prelibatezze, soldi e dimenticanze.

Poi sono cresciuta, ho iniziato a sopportare meglio il lungo viaggio da Vicenza a Palermo, ho incominciato ad esplorare meglio e con occhi da adulta la città, e devo ammettere che ora Palermo mi ha conquistata. Ora apprezzo e capisco quella mescolanza di bellezza e decadimento, quel mix di strade sporche e trafficate che si aprono in piazze meravigliosamente barocche. 
La Sicilia è una terra agrodolce, fatta di contrasti e sfumature, come questo piatto che mi faceva nonna e che ancora oggi è il mio comfort food del cuore.

pasta c'anciova e muddica atturrata

Pasta c’anciova e muddica atturrata – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
320 gr di Reginette (o il formato di pasta che preferisci)
40 gr di pinoli
40 gr di uvetta secca
3 cucchiai d’olio d’oliva
4 filetti d’acciuga sott’olio
100 gr di concentrato di pomodoro (circa 100 ml)
400 ml d’acqua
2 pizzichi di sale
10 gr di zucchero semolato (circa 2 cucchiaini)

Per la muddica atturrata:
1 cucchiaio d’olio d’oliva
50 gr di pane grattugiato

  • la prima cosa da fare è quella di preparare la muddica atturrata. Trattasi di semplice pane tostato che viene usato come se fosse formaggio grana. Metti una piccola padella antiaderente sul fuoco, versaci un cucchiaio d’olio d’oliva e il pane grattugiato. Mescola in continuazione fino a quando il pane si sarà imbrunito, poi metti da parte. Ricordati di fare molta attenzione, perché il pane brucia in pochi istanti.
  • Metti sul fuoco una capiente pentola con abbondante acqua salata per lessare la pasta, e nel frattempo che le reginette cuociono inizia a preparare il sugo con l’anciova (le acciughe).
  • In una capiente padella fai scaldare l’olio, aggiungi i filetti di acciuga con i pinoli e l’uvetta e mescola fino a quando le acciughe si saranno sciolte. Versa in padella il concentrato di pomodoro e allungalo con l’acqua. Mescolando fai sciogliere il concentrato e aggiungi il sale e lo zucchero. Continua la cottura per qualche minuto e fai amalgamare bene tutti i sapori.
  • Quando la pasta è cotta falla saltare in padella con il sugo. Impiatta e cospargi la pasta con abbondante muddica atturrata (mollica arrostita) come se fosse del formaggio grana.