Banana Bread

Banana Bread

Banana Bread _ immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per uno stampo da Plumcake da 25 cm:

190 gr di farina 00
8 gr lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
150 gr di burro morbido
140 gr di zucchero di canna chiaro
60 gr di zucchero muscovado
3 banane molto mature (2 per la ricetta + 1 per la decorazione)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova grandi

  • In una ciotola sbuccia e schiaccia le banana con l’estratto di vaniglia fino ad ottenere una purea e metti da parte.
  • In una ciotola capiente versa gli zuccheri, aggiungi le due uova e monta il tutto fino a farli diventare spumosi con l’aiuto di una frusta elettrica.
  • Aggiungi il cucchiaino di cannella e il pizzico di chiodi di garofano in polvere. Amalgama con le fruste elettriche.
  • Ora aggiungi la purea di banane e il burro morbido e lavora bene il composto sempre con le fruste elettriche.
  • A questo punto aggiungi il lievito e la farina setacciata. Amalgama l’impasto con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso.
  • Rivesti lo stampo da plumcake con carta forna, versa il banana bread e decora la superficie con una banana tagliata per il lato lungo e tenendo la parte interna verso l’alto.
  • Inforna a 180° – forno statico – per 50/60 minuti. Per verificare la cottura fai la prova con lo stecchino in legno. Prima di tagliare il banana bread fallo raffreddare dal tutto.

Note: Il banana bread si può congelare!. Io lo taglio a fette e lo avvolgo nella pellicola, ma l’importante è farlo scongelare a temperatura ambiente.

Pomodori ripieni di pomodoro

Sembra un gioco di parole ma non lo è.
Avevo voglia di pomodori al forno, ma non volevo la pesantezza del ripieno di carne o riso, così ho pensato di rendere la polpa di pomodoro della consistenza giusta per essere ritenuta un degno ripieno. Il risultato è ormai leggenda.

Pomodori (al forno) ripieni di pomodoro

Pomodori (al forno) ripieni di pomodoro _ immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per 4/8 persone:

8 pomodori ramati (circa 1,250 kg)
1 spicchio d’aglio
8 foglie di basilico grandi
1 cucchiaio di olio evo
45 gr di formaggio grana grattugiato
4 cucchiai di prezzemolo tritato
85 gr di pangrattato
4 pizzichi di sale
1 pizzico di pepe
sale q.b. per drenare i pomodori
olio evo q.b. per la cottura

  •  lava i pomodori, taglia le calotte con il picciolo (da conservare per la cottura) e con l’aiuto di un cucchiaino svuotali e versa la polpa ed il succo compresi i semi in un mixer. 
  • cospargi l’interno dei pomodori con un po’ di sale e mettili a riposare a testa in giù per far drenare l’acqua di vegetazione.
  • aggiungi alla polpa di pomodoro nel mixer l’aglio a pezzettini, le foglie di basilico spezzettate, l’olio evo, sale e pepe. Accendi il mixer alla massima potenza per qualche minuto.
  • versa la crema di pomodoro ottenuta in una ciotola ed incorpora uno alla volta il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato e il pangrattato. Fai riposare per circa 10 minuti.
  • riempi i pomodori con l’impasto e chiudili con le calotte che hai tenuto da parte. Disponili in una teglia rivestita di carta forno e cospargili con un pò di olio evo. Inforna a 200° – ventilato su griglia – per 30 minuti. Servire tiepido e temperatura ambiente.
  • Note: a fine cottura, con l’aiuto di un cucchiaio o di una siringa da cucina, preleva l’acqua che i pomodori hanno rilasciato durante la cottura.

Corn Chowder – Zuppa di mais e pancetta

Sono fatta d’autunno, è la mia stagione.
E’ banale, lo so.
Il 90% delle blogger ti diranno la stessa cosa, raccontandoti quanto sono belle le foglie ingiallite che cadono dagli alberi, la poesia dei colori caldi della campagna, di come sia “comfy” e “hygge” il caminetto acceso, meglio ancora se accompagnato da vino e castagne, e di quanto sia coccoloso tirare fuori dall’armadio i primi maglioni e le camicie a quadri. 
Non posso farci niente, amo l’autunno e tutto quello che porta.
Amo scivolare sotto il plaid e fare il countdown a Natale, perché si, sono anche una Christmas addict.
Sono una delle tante, tutte con la stessa passione, inclinazione e  attitudine alla stagione fredda. Ma l’autunno, in qualche modo, riesce sempre a farmi sentire speciale nella mia prevedibilità, e lo fa  ogni volta che mi metto al fornello a cucinare. 

Corn Chowder _ zuppa di mais e pancetta

Corn Chowder – zuppa di mais e pancetta – Immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per 4 persone:
425 gr. di mais in scatola sgocciolato
160 gr. di pancetta affumicata
30 gr di burro
1 piccola cipolla gialla (140 gr.)
1 spicchio d’aglio
2 cippollottti con il gambo verde
2 carote
2 coste di sedano 
3 piccole patate (320 gr.)
1 lt. di brodo di pollo
230 ml di panna fresca (200 ml se a lunga conservazione)
30 gr. di formaggio grana grattugiato
3 cucchiai di farina 00
1 cucchiaino di paprica forte
1 cucchiaio di prezzammo tritato
1 rametto di timo
sale q.b.

  • In un tegame fai rosolare a fuoco vivace la pancetta affumicata con il burro (tienine 1/3 da parte per la decorazione). 
  • abbassa la fiamma, aggiungi la cipolla tritata con l’aglio e soffriggi per 5 minuti mantenendola chiara, se necessario aggiungi un paio di cucchiai di brodo.
  • aggiungi il cippollotto tagliato a rondelle (compreso il gambo verde), le carote, il sedano e le patate tagliati a cubetti piccoli. Mescola le verdure e aggiungi il mais e fai insaporire per circa 10 minuti a fuoco medio.
  • cospargi le verdure con 3 cucchiai di farina, mescola bene e aggiungi il brodo, la paprica forte e le foglioline di timo. Cuoci per trenta minuti da quando riprende il bollore.
  • aggiungi la panna, il prezzemolo e aggiusta di sale. Prosegui la cottura per altri 10 minuti, poi spegni il fuoco e incorpora il grana grattugiato. Mescola e servi ogni porzione con un i cubetti di pancetta che hai tenuto da parte.

 

 

 

 

Cinnamon Rolls – ogni morso ha il sapore della libertà

Il mio primo cinnamon rolls è arrivato tardi, ero in Canada, per l’esattezza a Montréal.
Ero giovanissima, avevo 24 anni e per la prima volta viaggiavo da sola. L’inglese zoppicava molto, ma la voglia di volare via dal nido era tanta, non perché stessi male a casa, ma perché volevo vivere a modo mio e con quel bisogno di sentirmi libera ci sono nata. E’ così, non ci posso fare niente, da quando ho memoria sogno terre lontane e culture diverse.
Il mio viaggio in Canada era partito con questi presupposti, tanto che di nascosto, avevo meditato di comprare solo il biglietto d’andata, perché nella mia testa non sarei dovuta tornare. Fortunatamente mia mamma mi ha inculcato un po’ di sale in zucca e comprai anche il biglietto per il ritorno, che già vi anticipo ho dovuto usare, con grande tristezza e delusione. 
Il piano originale era quello di andare a trovare uno zio che viveva a Montréal, vedere se in una vacanza il posto mi poteva piacere, e se così fosse stato mi sarei trasferita da lui, avrei iniziato vivere con piccoli lavoretti per prendere confidenza con la lingua inglese e francese (nel Québec sono bilingue).
Il condizionale la dice lunga su come è andata a finire. Appena arrivata mio zio mi disse che per motivi di lavoro si sarebbe dovuto trasferire in un’altro paese da lì a breve … in un secondo i miei sogni s’infransero.

La mia non è una famiglia ricca, tutto quello che ho fatto l’ho fatto contando esclusivamente sulle mie forze, ed economicamente non ho mai avuto qualcuno che mi aiutasse. Se volevo fare qualche esperienza all’estero dovevo preoccuparmi totalmente della mia sussistenza, e questo valeva sia per il periodo all’estero che per quando sarei tornata a casa. La mia famiglia oltre al vitto e alloggio non mi avrebbe dato altro.
Il viaggio in Canada è stato per me uno sforzo immenso. Ho messo da parte soldi e ho chiesto un prestito in banca dove ero io totalmente responsabile, mia madre mi fece solo da garante, con mille raccomandazioni e controvoglia. 
La cifra chiesta in banca era piccola, ma per me erano tanti soldi, all’epoca lavoravo come barista e lo stipendio era così basso che se andavo una volta in più a mangiare la pizza finivo il mensile.
Quindi per me quella sarebbe stata l’unica occasione per poter fare un’esperienza di vita all’estero. 
Quell’esperienza mancata è il mio più grande rimpianto, tanto che ancora aggi, a distanza di 17  anni, ci piango sopra.

Comunque non permisi alla tristezza di rovinarmi la vacanza, e devo dire che in Canada ci tornerei domani stesso. Montréal è meravigliosa e le persone sono stupende. La città è sicura, tanto che qualche volta mi avventuravo da sola alla scoperta di negozi e strade. In una di queste esplorazioni solitarie mi sedetti in un caffè e assaggiai il mio primo Cinnamon Rolls.
Fu amore al primo morso, e da allora, ogni volta che ne addento uno, assaporo un po’ di voglia di libertà che ancora oggi non mi ha abbandonata.

Cinnamon Rolls

Cinnamon Rolls – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti: per 12 cinnamon rolls in una teglia cm 20×30 circa

500 gr di farina bianca 00 + q.b. per la spianatoia
120 gr. di latte
120 gr. di acqua 
60 gr. di zucchero semolato
1 uovo
9 gr. di lievito di birra secco (quello che si può aggiungere direttamente nella farina senza farlo sciogliere in acqua)
80 gr. di burro fuso
3 pizzichi di sale super fino
1 pezzetto di burro per ungere la ciotola

per la farcitura alla cannella:
20 gr. di burro fuso
5 gr. di cannella in polvere
30 gr. di zucchero muscovado
25 gr. di zucchero semolato

Per la glassa:
80 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio e 1/2 o al massimo 2 cucchiai d’acqua fredda

cottura:
180° forno preriscaldato – modalità statico – 30 minuti

tempi di riposo:
90 minuti  + 60 minuti 

– In una ciotola mescola insieme gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito di birra secco e il sale.
– In un’altra ciotola mescola insieme tutti gli ingredienti liquidi: latte, acqua, l’uovo sbattuto e il burro sciolto e raffreddato.
– Unisci i liquidi alla farina e impasta con le mani direttamente dentro la ciotola. Sposta l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continua a lavorare l’impasto fino a quando avrai ottenuto una palla liscia ed elastica. Imburra leggermente una ciotola e fai lievitare l’impasto, coperto con della pellicola da cucina per 90 minuti lontano da sbalzi di temperatura.
– Passato il tempo della prima lievitazione, lavora nuovamente l’impasto per qualche istante sulla spianatoia leggermente infarinata. Allarga l’impasto con l’aiuto di un matterello fino ad ottenere un rettangolo che misura 50×40 cm circa.
– A questo punto puoi passare alla farcitura: spennella tutta la superficie con 20 gr di burro sciolto e poi spolvera generosamente con un mix di cannella in polvere, zucchero muscovado e zucchero semolato (vedi la lista ingredienti per la farcitura).
– Arrotola delicatamente l’impasto partendo dal lato più lungo e compatta delicatamente con le mani. Avrai ottenuto un salsicciotto che taglierai in 12 rondelle della stessa dimensione (circa 3 cm d’altezza).
– Disponi ordinatamente i 12 Cinnamon Rolls nella teglia rivestita da carta forno (3 file da 4 Cinnamon Rolls), avendo cura di lasciarli distanziati un centimetro circa uno dall’altro. Copri la teglia con della pellicola da cucina lasciata morbida per permettere la seconda lievitazione, che sarà di 30 minuti in luogo riparato da correnti d’aria.
– Finita la seconda lievitazione inforna a 180° – forno statico preriscaldato – per 30 minuti.
– Quando i Cinnamon Rolls saranno a temperatura ambiente potrai decorarli con la glassa che farai mescolando 80 gr zucchero a velo con un cucchiaio e mezzo o al massimo due d’acqua, avendo cura di ottenere una glassa liscia e priva di grumi. La quantità d’acqua da usare dipende da quanto densa ti piace la glassa.

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io, in un caffè a Montréal (Canada – Québec – anno 2001) – immagine soggetta a Copyright

 

L’anno che verrà

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L’anno che verrà: riflessioni su l’anno che è passato e quello che sta per arrivare- immagine da banca immagine.

Come è andato il 2018?

Bene, ma non benissimo.
No, dai! non mi posso proprio lamentare e consapevolmente posso dire che tutto sommato mi è andata bene, a tratti anche di lusso, ma per dare un valore riconoscibile da tutti, posso dire che del mio 2018, il 75% è andato bene, mentre il 25% male. Il bilancio si è chiuso nettamente in positivo e per questo mi sento veramente fortunata e grata.

Questo che si sta chiudendo è stato un anno strano, avevo delle aspettative diverse, che solo in parte ho raggiunto.

La prima cosa da dire è che il 2018 è volato. Ultimamente mi capita spesso, i mesi e le stagioni si susseguono sempre più velocemente, e io rimango li a guardarmi nello specchio più vecchia ed incredula … ma come?!, mi sembra di essere tornata ieri dal mare e invece siamo già a fine anno! 
Quando il tempo passa così in fretta sono solo due i motivi: si sta invecchiando e si è felici. 
Quindi grazie vita, nel 2019 cercherò di assaporare meglio ogni attimo che mi regali, per custodirlo nella memoria prima che diventi vento. 

Pensavo che il 2018 fosse per me un anno di conferme, invece inaspettatamente, su alcune faccende sono rimasta sui blocchi di partenza. La cosa mi ha fatto sentire come un bozzolo in attesa di diventare farfalla, pronta a qualcosa di grande che però per qualche motivo tarda ad arrivare. Vorrà dire che aspetterò, sperando che il 2019 sia più propizio.

Nel 25% delle cose andate male ho pianto molto. Dio mio se ho pianto! penso di aver pianto parte delle lacrime più amare che la vita ha messo in serbo per me. In quel 25% mi sono sentita come un guscio di noce con dentro un oceano in tempesta, un mare che fa paura veramente, uno di quelli che ti fa dire:“qui non ne esco viva”. Mi sono sentita molto sola. 
Sono stati momenti complicati, il mio corpo ha somatizzato le mie difficoltà e mi ha restituito tutto il dolore in un unico momento. Mi sono resa conto che quel piccolo 25% di “non benissimo” poteva risucchiarmi senza speranza d’appello.
Così non è stato, ne sono uscita malconcia ma umanamente più ricca.

Però c’è da dire, che nonostante la mia sensazione di smarrimento, ho avuto la fortuna e la forza di saper reagire alle avversità.

Cosa mi aspetto per l’anno che verrà?

A dire il vero niente, per la prima volta nella mia vita non mi aspetto niente. Vorrei lasciare al nuovo anno la possibilità di stupirmi. Sento che nel percorso della mia vita fino ad oggi ho dato, ora vorrei sedermi e ricevere, nella speranza di ricevere cose buone e belle – oppure lasciare scorrere un anno così, a briglie sciolte.

Invece a te, che stai leggendo e che mi hai donato un po’ del tuo tempo, voglio augurare un 2019 felice e sereno. Vorrei avere una bacchetta magica per esaudire un tuo proposito o desiderio, ma il dono che vorrei realmente trasmetterti è quello della consapevolezza . 
Si, hai capito bene, consapevolezza!
La consapevolezza è una cosa meravigliosa, ha la forza della verità ed è intrisa di coraggio. La consapevolezza riesce a cambiare la vita, spesso in qualcosa di più onesto per noi stessi e come effetto collaterale ha la leggerezza di cuore e d’animo, quindi serenità e felicità.

Buon anno nuovo!
da Sonia

Natale con i tuoi, come sopravvivere al Natale casalingo

 

Per tutto dicembre, ogni settimana una ricetta è un argomento a tema.

Su Radio Oreb FM 90.200.

Ascolto in diretta e ulteriori info su frequenze Italia nel sito http://www.radioreb.org

Giorni:

Martedì 14.10 e 17.35

Giovedì 14.10 e 17.35

Sabato 22.00 circa

Pumpkin Pie, la torta di zucca perfetta per il Thanksgivin day

Sono una bambina degli anni ’80 e una “teenager” negli anni ’90.  
Era l’era delle boy band in lingua inglese e i telefilm americani nutrivano la mia immaginazione. 
Le mie serie TV preferite, mostravano il thanksgivin day con tanto di  pranzo tradizionale americano, dove enormi tacchini riempivano vassoi decorati in modo sublime. Il tutto avveniva in case meravigliose, con tavole imbandite e decorate in modo impeccabile. Le famiglie si riunivano, i figli tornavano a casa dal college e i parenti attraversavano il continente per ricongiungersi nel giorno del ringraziamento.

Il sogno americano era servito, o per lo meno lo era per me. Penso proprio, che il mio amore smisurato per New York ha radici ben ancorate in quel periodo della mia fanciullezza.

Sarà che sono figlia di divorziati da sempre, ma devo ammettere che questa festa americana aveva su di me un forte scendente … mi dava quel senso di famiglia e di radici che non avevo.
Ora sono grande e sono cambiata, ma la festa del ringraziamento ha sempre su di me un certo fascino.

Quest’anno ho deciso di festeggiare il Thanksgivin day, anche se so benissimo che  questa festa non fa parte della mia tradizione e cultura. Sento di doverlo alla piccola me, quella che stava sul divano a guardare la Tv con occhi sognanti.  
Cucinerò la tradizionale pumpink pie!

Pumpkin pie torta di zucca giorno del ringraziamento thanksgivin day

Pumpkin pie, la torta di zucca tipica del giorno del ringraziamento americano – thanksgivin day – immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per una tortiera diametro 24 cm

Pasta brisè dolce:
300 gr di farina 00
150 gr di burro freddo
75 ml di acqua ghiacciata
20 gr di zucchero semolato

  • In un mixer versa la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti e fai andare per qualche istante con la lama per impasto. Quando la farina avrà l’aspetto sabbioso introduci l’acqua ghiacciata e appena l’impasto si sarà appallottolato su se stesso estrailo.
  • Lavora l’impasto per qualche istante su una spianatoia e se necessario aiutati con un po’ di farina. Avvolgi la pasta brisè con della pellicola e fai riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo dedicati alla farcitura.

Farcitura:
500 gr di zucca già mondata
2 uova
30 gr di farina 00
350 ml di panna fresca da montare
50 gr di zucchero semolato
50 gr di zucchero di canna
50 gr di zucchero muscovado
10 gr (1 cucchiaio e 1/2) di Pumpkin Pie Spice – qui trovi la ricetta perfetta!
1 cucchiaino d’estratto di vaniglia
1 pizzico di sale

  • Cuoci la zucca al vapore, se usi una vaporiera per microonde ci vorranno solo 5 minuti!
  • In una ciotola lavora la zucca con un mixer ad immersione fino ad ottenere una purea liscia. Fai intiepidire per qualche minuto.
  • Aggiungi le uova e mescola bene con una frusta a mano. Continuando a mescolare incorpora gli zuccheri, la panna, il mix di spezie (Pumpkin Pie Spice), l’estratto di vaniglia, il pizzico di sale e infine la farina.
  • Stendi la pasta in una tortiera imburrata ed infarinata e decora il brodo con gli avanzi d’impasto ritagliati a forma di foglia e fiore (per attaccare le decorazioni puoi aiutarti con un pennello imbevuto d’acqua o d’albume). Bucherella la base del guscio di pasta brisè con una forchetta, rivestilo con carta forno e adagia sul fondo dei pesi da cottura in ceramica. Inforna a 180° – forno statico – per 10 minuti.
  • Estrai dal forno il guscio di pasta brisè, elimina la carta forno e i pesi da cottura. Riempi la tortiera con la farcitura di zucca (non preoccuparti se ti sembra troppo liquida, una volta cotta si rassoderà) e inforna a 200° – forno statico – per 10 minuti, poi continua la cottura a 180° – forno statico – per 40 minuti.
  • Questa torta va servita fredda. Se vuoi puoi accompagnarla con della soffice panna montata.

Se ti è piaciuta questa ricetta condividila con i tuoi amici! e prova la ricetta della mia torta di zucca e cioccolato, ottima per entrare in atmosfera natalizia.

Arrosto di maiale al latte – alcune ricette parlano d’amore più di altre.

Alcune ricette parlano d’amore più di altre, come questa che vi voglio raccontare. 

Correva l’anno 2005 e per cena avevo invitato quello che oggi è mio marito.

Era la nostra prima cena “homemade” preparata da me, ci frequentavamo da poco e l’emozione era tanta. Io vivevo da sola e lui ancora non lo sapeva.

Non ricordo nei dettagli quella romantica serata casalinga, ma con tenerezza ricordo bene che eravamo giovani, mediamente stupidi e innamorati.

Il tempo ci ha dato ragione, nonostante che molte delle nostre acerbe convinzioni, con gli anni hanno preso tangenti così lontane dal punto d’origine, da rimanerne quasi stupefatti. In poche parole, siamo cresciuti e siamo più saggi.

Ma una cosa è rimasta invariata da quella sera del 2005, ed è l’amore che ancora oggi ci tiene uniti, e davanti a questo arrosto al latte è iniziato tutto.

arrosto di maiale al latte

Arrosto di maiale al latte – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4/6 persone:
850 gr di Arista o Lonza di maiale legata con spago da cucina
2 carote (circa 180 gr)
1 costa di sedano (circa 85 gr)
1/2 cipolla bianca o gialla (circa 100 gr)
Bouquet garni: fatto con una foglia d’alloro e un rametto di rosmarino
3 cucchiai di olio evo
700 ml di latte (meglio se intero, ma va benissimo anche quello parzialmente scremato)
sale e pepe q.b.

  • In una casseruola dal fondo spesso e dai bordi alti, metti a soffriggere il trito fine di verdure (sedano, carote e cipolla) con l’olio evo.
  • Quando il soffritto avrà preso calore, aggiungi l’arrosto di maiale e fai sigillare ogni lato della carne a fuoco medio alto. Fai attenzione a non far attaccare o bruciare il soffritto.
  • Versa il latte, aggiungi il bouquet garni e aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento.
  • Abbassa la fiamma e continua la cottura sul fornello per almeno due ore e mezza, ricordandoti di controllare e girare l’arrosto di tanto in tanto. (Fai molta attenzione al primo bollore del latte, perché se chiudi il coperchio tenderà a schiumare, quindi, ti consiglio di continuare la cottura con il coperchio leggermente aperto per far sfiatare il vapore).
  • Una volta cotto l’arrosto, elimina lo spago e servilo tagliato a fette irrorato con il fondo di cottura ben frullato, fino ad ottenere crema arancione morbida e vellutata.

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con i tuoi amici! E non perdere il castagnaccio! La mia ricetta è facile, veloce e ti terrà compagnia nelle merende d’autunno.

Pumpkin Pie Spice – Il mix di spezie perfetto per un’ottima Pumpkin Pie, la torta di zucca più famosa d’America nel giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day)

Pumpkin Pie Spice - Il mix di spezie perfetto per un’ottima Pumpkin Pie, la torta di zucca più famosa d’America nel giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day)

Pumpkin Pie Spice, mix di spezie per Pumpkin Pie – Immagine soggetta a Copyright

Sicuramente le avete già notate, nei negozi, in rivendite temporanee sulle strade e in bella mostra nei fruttivendoli.

Stanno entrando prepotentemente nelle mie ricette e fanno parte dei miei “must have” culinari dell’autunno.

Si, sto parlando proprio di loro, le zucche!

Colorano le mie giornate d’arancione e solo a guardale mi rendono felice e serena.

Le mie varianti preferite sono quella marina di Chioggia e quella Mantovana. Le amo, perché sono particolarmente dolci e adatte a tutti i tipi di preparazione.

Con la zucca ci faccio di tutto, passo con disinvoltura dalla confettura ai risotti, ma la parte preponderante delle mie ricette a base di zucca è dedicata ai dolci.

Sono un’adolescente degli anni ’90, intrisa di cultura americana, di conseguenza anche la mia cucina, molto spesso, devia verso orizzonti d’oltreoceano, come ad esempio l’ormai mitica Pumpkin Pie del Thanksgiving Day (giorno del ringraziamento americno).

Con gli anni ho imparato che molti dolci americani (e non solo) a base di zucca, vengono insaporiti con un mix di spezie a base di cannella e zenzero, difficilissimo da trovare nella grande distribuzione italiana.

I paesi anglofoni lo comprano già fatto e si chiama “ Pumpkin Pie Spice”, ma dopo molte ricerche ho elaborato il mix dalle proporzioni perfette da poter fare in casa. 

Il mio consiglio è quello di andare con la ricetta direttamente in un negozio specializzato in farine e spezie biologiche. Fatevi preparare il Pumpkin Pie Spice mix direttamente da loro, si risparmia tempo e denaro.

La mia ricetta è già studiata per potervi garantire il minimo di pesata degli ingredienti in questo tipo di negozi, che generalmente non va mai sotto i 10 gr.

Come conservare il Pumpkin Pie Spice mix di spezie:

In un barattolo di vetro ermetico in frigorifero.

Viste le proporzioni la resa delle spezie è molta, quindi mettendo le spezie in frigorifero vi assicurerete anni di conservazione e gli olii essenziali delle spezie rimarranno invariati nel tempo e nel gusto.

Come utilizzare il Pumpkin Pie Spice mix di spezie:

l’unico limite sarà la vostra fantasia, ma è ottimo per tutti i dolci con zucca, inoltre è un mix di spezie perfetto per frolle, biscotti, brioche e pani aromatici. Buon divertimento!

Pumpkin Pie Spice ingredienti:

240 gr Cannalla macinata
120 gr Zenzero macinato
60 gr Chiodi di Garofano macinati
40 gr Noce Moscata macinata
20 gr Pimento macinato (pepe della Giamaica)
10 gr Macis macinato (fiore della Noce Moscata)
10 gr Cardamomo macinato

Mescolare bene le polveri e metterle in un barattolo di vetro con coperchio ermetico in frigorifero.

La resa del mix di spezie e molta, quindi un’ottima idea e quella di dividere la quantità con parenti e amici! 

Se ti è piaciuta questa ricetta prova anche la mia torta di zucca e cioccolato e non perdere la nuova sezione del sito About Me … per conoscerci meglio!

Condividi questa ricetta con i tuoi amici e fammi sapere se ti è piaciuta e cosa ne pensi.

La mia ricetta del cuore viene dalla Sicilia – Pasta c’anciova e muddica atturrata

Questo è il piatto che mi faceva nonna quando ero piccola e che, ancora oggi, desidero quando sento nostalgia delle mie radici.
Ho origini Palermitane, e la mia famiglia non è esattamente tutta fiocchi e merletti, è più simile ad un guazzabuglio di personalità complesse e contrastanti, ma le cose che ci accomunano tutti sono l’amore per la cucina e l’amore per la famiglia (anche quando le famiglie sono strampalate).
A volte penso che in famiglia siamo tutti un po’ isole. Ogni testa è un mondo a sé, magari vicini ma allo stesso tempo distanti anni luce, perché in fondo e in verità, noi ci bastiamo. La mia famiglia è fatta da gitani con l’arte di cavarsela e da gente dai contrasti accesi, come la nostra amata Sicilia, che incanta per bellezza e allo stesso tempo è un’overdose di vita vera.

Se devo essere onesta, all’inizio la Sicilia non mi piaceva. 
Ero piccola e Palermo era la città dove trascorrevo parte delle mie vacanze per visitare i parenti lontani – e quindi noia assoluta! 
Le mie giornate erano scandite da visite ai vicini di casa, conoscenti, tutto il parentado e affini, in giornate torride e in balia del traffico esasperante di Palermo che mi terrorizzava. 
All’epoca, non so ora, oltre alle macchine e ai motorini, a Palermo c’erano anche i cavalli in strada. Ricordo che avevo tanta paura che qualcuno potesse andare addosso agli animali e fargli del male. Così, tra una strombazzata e un “cornuto!”, evitavo di guardare i calessi e speravo di arrivare a destinazione il prima possibile, senza spargimenti di sangue.

Le uniche gioie erano qualche sporadica passeggiata per mangiare la brioche con il gelato alla cannella (quanto mi manca!), le puntate al bar/rosticceria migliore della città per mangiare le arancine (ancora oggi la mia preferita è al burro) e la casa piena di donne. 
Mi piaceva tanto sentire le mie zie parlare con nonna e sentire cosa si dicevano in quell’accento così strano e bellissimo. 
Le mie zie sono fantastiche, sono tutte fuori testa! 
Parlano, ridono, amano, odiano e si disperano come se fossero prime attrici o regine assolute di un regno immaginario. 

Ma c’è una cosa che ricordo benissimo e che adoravo sin da piccina – e’ l’odore di Palermo. 
Per me Palermo ha sempre avuto l’odore di sesamo, zafferano e agrodolce, un mix impalpabile di questi tre gusti e sapori che profuma l’aria di buono.
E poi c’era nonno, e lui sapeva di pesche e vino perché la sua bevanda preferita consisteva in un bicchierone di vino bianco freddo dove ci tuffava una pesca tagliata in quarti. A fine pasto si mangiava la pesca che aveva marinato nel vino. 
Io e nonno non ci capivamo, lui mi parlava in dialetto palermitano arcaico. Io non capivo niente di quello che mi diceva e lui non capiva me, ma nonostante tutto ci parlavamo e ridevamo. 
Ancora oggi non so cosa ci dicevamo, ma tutte le nostre “conversazioni” si chiudevano con le urla di nonna che diceva: “Tanino! non ti capisce, a picciridda nun te capisce, parla in italiano – poi qualche cosa in siciliano”. Allora nonno rispondeva: “mi capisce, mi capisce, la picciridda un poco capisce”. Poi mi sorrideva e mi diceva: “gioia mia, quanto si bedda, tu si bedda assai, sangu mio va’ a giucà, va’ da nonna”. 
Allora io andavo da nonna e aspettavo con ansia l’arrivo dei negozianti che ci portavano la spesa a domicilio. La cosa bella era quella di “salire o scendere la spesa” con un cestino di vimini legato con una corda alla ringhiera del terrazzo. I terrazzini di Palermo sono un continuo “salire e scendere” di prelibatezze, soldi e dimenticanze.

Poi sono cresciuta, ho iniziato a sopportare meglio il lungo viaggio da Vicenza a Palermo, ho incominciato ad esplorare meglio e con occhi da adulta la città, e devo ammettere che ora Palermo mi ha conquistata. Ora apprezzo e capisco quella mescolanza di bellezza e decadimento, quel mix di strade sporche e trafficate che si aprono in piazze meravigliosamente barocche. 
La Sicilia è una terra agrodolce, fatta di contrasti e sfumature, come questo piatto che mi faceva nonna e che ancora oggi è il mio comfort food del cuore.

pasta c'anciova e muddica atturrata

Pasta c’anciova e muddica atturrata – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
320 gr di Reginette (o il formato di pasta che preferisci)
40 gr di pinoli
40 gr di uvetta secca
3 cucchiai d’olio d’oliva
4 filetti d’acciuga sott’olio
100 gr di concentrato di pomodoro (circa 100 ml)
400 ml d’acqua
2 pizzichi di sale
10 gr di zucchero semolato (circa 2 cucchiaini)

Per la muddica atturrata:
1 cucchiaio d’olio d’oliva
50 gr di pane grattugiato

  • la prima cosa da fare è quella di preparare la muddica atturrata. Trattasi di semplice pane tostato che viene usato come se fosse formaggio grana. Metti una piccola padella antiaderente sul fuoco, versaci un cucchiaio d’olio d’oliva e il pane grattugiato. Mescola in continuazione fino a quando il pane si sarà imbrunito, poi metti da parte. Ricordati di fare molta attenzione, perché il pane brucia in pochi istanti.
  • Metti sul fuoco una capiente pentola con abbondante acqua salata per lessare la pasta, e nel frattempo che le reginette cuociono inizia a preparare il sugo con l’anciova (le acciughe).
  • In una capiente padella fai scaldare l’olio, aggiungi i filetti di acciuga con i pinoli e l’uvetta e mescola fino a quando le acciughe si saranno sciolte. Versa in padella il concentrato di pomodoro e allungalo con l’acqua. Mescolando fai sciogliere il concentrato e aggiungi il sale e lo zucchero. Continua la cottura per qualche minuto e fai amalgamare bene tutti i sapori.
  • Quando la pasta è cotta falla saltare in padella con il sugo. Impiatta e cospargi la pasta con abbondante muddica atturrata (mollica arrostita) come se fosse del formaggio grana.

Lasagna estiva di pane Carasau, verdure grigliate e crema di pecorino

Questa è la lasagna dell’estate, ottima come “schiscetta” da portare in ufficio e piatto unico equilibrato.
A differenza della lasagna tradizionale, la sfoglia all’uovo viene sostituita dal pane Carasau e la crema di pecorino prende il posto della besciamella. Al palato gli ingredienti risultano meno “legati” tra loro, ma se ne guadagna in leggerezza e gusto.

Lasagna di Pane Carasau, verdure grigliate e crema di pecorino sardo

Lasagna di Pane Carasau, verdure grigliate e crema di pecorino sardo – immagine soggetta a Copyright

 

Ingredienti per una teglia da 6 persone cm 21×32:
350 gr di pane Carasau
600 gr di pomodori (ramati, piccadilly grandi, san marzano o cuore di bue)
500 gr di zucchine
350 gr di melanzane
olio d’oliva
sale e pepe q.b.
acqua q.b. per bagnare il pane Carasau

per la crema al pecorino:

500 ml di latte 
40 gr di farina bianca ( 00 o tipo 1)
100 gr di pecorino sardo semistagionato
sale q.b.

  • Lava e affetta finemente, con l’aiuto di una mandolina, i pomodori, le zucchine e le melanzane.
  • Metti a scaldare sul fuoco una bistecchiera in ghisa, spennella la superficie con un pò di olio d’oliva e fai grigliare le zucchine e le melanzane.
  • Prepara la crema di formaggio mettendo a scaldare il latte in un pentolino, quando sarà ben caldo aggiungi il pecorino sardo grattugiato miscelato insieme alla farina. Mescola con una frusta e fai addensare senza che si formino grumi. Assaggia e aggiusta di sale a tuo piacimento.
  • Rivesti una teglia con carta forno e sul fondo versa un paio di cucchiai di crema di pecorino. 
  • Metti a bagno per qualche istante il pane Carasau per ammorbidirlo, poi fai uno strato di pane, seguito da uno strato di zucchine. Spolvera le zucchine con sale e pepe e cospargile con la crema di pecorino sardo.
  • Procedi alternado il pane Carasau bagnato con le verdure. Ogni strato sarà composto da un solo tipo di verdura, fatta eccezione per l’ultimo strato che avrà un mix di zucchine, melanzane e pomodori. Le quantità indicate sono per un totale di 4 strati.
  • Inforna a 200° –  forno ventiato –  per 30 minuti

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con i tuoi amici! e non perdere la ricetta della mia panzanella, ottima per le giornate afose.

 

Anthony Bourdain, le 14 regole del bad boy della cucina per diventare Chef

 

“Allora, volete diventare chef?
Volete veramente, veramente, veramente diventare chef?”

In quei tre “veramente” c’è l’essenza di una vita e di un lavoro che va oltre lo svolgimento corretto ed impeccabile di un mestiere, la buona volontà personale, e il concetto tradizionale di vita, lavoro e famiglia. Quei tre “veramente” sono ben descritti, tra rari successi e molte cadute, nel libro di Bourdain “Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York”.
Anthony Bourdain ci ha lasciati l’8 giugno 2018, con un gesto inspiegabile ed improvviso.
Con sgomento ed incredulità sento il bisogno di scrivere qualcosa per non dimenticarlo troppo in fretta.

Anthony mi piaceva tanto, e con le sue parole smaccatamente vere e oneste mi ha insegnato molto, dandomi la possibilità di sbirciare “dietro le quinte” di famosi ristoranti, svelando retroscena di vita e cucina, non propriamente patinati ma decisamente veri.
Mi piaceva la sua vita stropicciata, mi piaceva il suo atteggiamento, e se penso a lui, non posso fare a meno di visualizzare i suoi occhi: velatamente malinconici, da ex cattivo ragazzo sopravvissuto a qualcosa di peggio.

Penso che il modo più corretto e veritiero per ricordarlo è attraverso le sue parole, i suoi pensieri e soprattutto attraverso le sua esperienza di vita e di cuoco.
Così metto nero su bianco le sue 14 regole per diventare uno chef. Leggendole scoprirai che gran parte di esse, in realtà, sono regole di vita applicabili ad ogni persona.

anthony bourdain kitchen confidential new york

Anthony Bourdain – foto di copertina del libro “Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York – casa editrice: Universale Economica Feltrinelli.

Eccole le 14 regole per diventare chef di Anthony Bourdain – tratte dal suo libro “Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York – casa editrice: Universale Economica Feltrinelli.

1. Impegnatevi a fondo. Non perdetevi in chiacchiere e non mostrate indecisione. Se un giorno volete diventare chef, dovete essere certi; concentratevi nella vostra determinazione a riuscirci a tutti i costi. Tuttavia, se pensate che un giorno potreste ritrovarvi nella postazione delle preparazioni a pelare 200 patate chiedendovi se avete fatto la mossa giusta oppure se, dopo una movimentata serata al grill, vi trovate a dubitare della saggezza della vostra scelta, allora sarete un peso morto per voi stessi e per gli altri. Sotto ogni punto di vista, state entrando nell’esercito. Preparatevi a eseguire e, se necessario, impartire ordini nonché a vivere con le conseguenze di tali ordini, senza lamentarvi. Siate pronti a comandare, seguire, o toglietevi di torno.

2. Imparate lo spagnolo! Non lo ripeterò mai abbastanza. Nell’industria in cui state per entrare buona parte della forza lavoro parla spagnolo. La vera spina dorsale del mondo della ristorazione, che vi piaccia o no, è costituita da economica manodopera messicana, domenicana, salvadoregna ed equadoregna, e questi individui, per la maggior parte, sono capaci di imbrogliarvi senza nemmeno battere ciglio. Se non riuscite a comunicare, sviluppare un rapporto, capire le istruzioni e trasmetterle, sarete enormemente svantaggiati – Se poi assumete il comando, lo spagnolo è assolutamente essenziale. …

3. Non rubate. Anzi, non fate nulla che vi farebbe fare brutta figura alla macchina della verità. Se siete il genere di chef che beve troppi drink gratis al bar, di tanto in tanto porta a casa la bistecca per la moglie oppure fuma erba fuori orario, siate preparati ad ammetterlo apertamente, senza scusanti, con chiunque. Probabilmente, tutto sommato, le vostre idiosincrasie non vi sminuiranno come chef agli occhi dei vostri datori di lavoro e dei vostri dipendenti. Tuttavia, se mentite o fate la spia, ne porterete le conseguenze per tutta la vita. Il nostro è un mondo piccolo: si conoscono tutti. Farete un danno incommensurabile a voi stessi. – Non accettate mai bustarelle o tangenti dai fornitori: finiranno per avervi in loro potere e voi avrete svenduto le vostre migliori qualità da chef – onestà, affidabilità e integrità – in un modo dove spesso sono rare e preziose. …

4. Siate sempre puntuali.

5. Non accampare scuse, non incolpare gli altri.

6. Non datevi mai per malati. A meno che non vi amputino un arto, abbiate un’emorragia arteriosa, ferite al petto invalidanti o muoia un parente prossimo. Vi è morta la nonna? Seppellitela nel vostro giorno libero.

7. Pigrizia, sciatteria e lentezza sono cattive qualità. Intraprendenza, ingegnosità e iperattività sono buone.

8. Siate preparati ad assistere a ingiustizie e follie umane di ogni sorta. Senza che vi mandino in tilt o vi avvelenino l’umore. Dovrete semplicemente sopportare le contraddizioni e le iniquità di questa vita. “Perché quel ritardato, indolente aiutocameriere porta a casa più soldi di me, un maledetto cous-chef?” ; non dovrebbe essere una questione che vi fa piangere per la rabbia e la frustrazione. A volte, semplicemente accade. Accettatelo. – “Perché lui/lei è trattato meglio di me?”. “Come mai gli chef possono bighellonare in sala da pranzo facendo smancerie a [qui inserire il nome di qualche celebrità di secondaria importanza] mentre io sto qui a sbattermi come un dannato? “Perché il mio duro lavoro e la mia dedizione non sono adeguatamente apprezzati?” – Queste sono tutte le domande che è meglio non farsi. Le risposte finiranno per farvi impazzire. Se continuate a chiedervi cose del genere, rischiate di farvi travolgere dal vittimismo, e vi ritroverete disoccupati, alcolizzati, drogati e cadaveri.

9. Aspettatevi sempre il peggio. Da tutti. Ciononostante, non permettete che questa prospettiva negativa influenzi il vostro rendimento lavorativo. Buttatevi tutto alle spalle. Ignoratelo. Ridete di ciò che vedete e sospettate. Il fatto che un vostro collega sia un miserabile, infido, capriccioso, corrotto farabutto che pensa solo a se stesso non dovrebbe impedirvi di godere della sua compagnia, lavorare con lui o trovarlo divertente. Questa attività produce farabutti: sono la nostra principale merce d’esportaizione. Io sono un farabutto. Anche voi, probabilmente, siete dei farabutti.

10. Cercate di non mentire. Ricordate che questo è il mondo della ristorazione. A prescindere da quanto una cosa possa essere grave, c’è qualcuno che probabilmente ha sentito di peggio. Avete dimenticato di fare l’ordine di frutta e verdura? Non mentire a riguardo. Avete commesso un errore: ammettetelo e andate avanti. Però non fatelo più. Mai più.

11. Evitate i ristoranti che portano il nome del proprietario scritto sopra la porta. Evitate i ristoranti che puzzano. Evitate i ristoranti dal nome buffo e patetico; stonerà sul vostro curriculum.

12. Pensate al curriculum! che effetto farà su quello chef che sta vagliando una pila di fax il fatto che non abbiate mai lavorato nello stesso posto per più di sei mesi? Che ci sia un buco negli anni dal ’95 al ’97? Che abbiate lavorato come chef preparando sandwich alla Gallina Allegra di Felice Pincopallino? Forse è meglio non farne cenno. E per favore, se siete apparso come “Bud” in una soap opera, se avete fatto il narratore in una produzione dilettantistica estiva di Our Town, non mettetelo nel curriculum. Non importa a nessuno, a eccezione dello chef che non assumerà persone con velleità teatrali. Sotto “Ragioni per aver lasciato l’ultima posizione” non indicate mai il vero motivo, a meno che non si tratti di soldi o ambizione.

13. Leggete! leggete libri di cucina e riviste specializzate …. Anche qualche nozione storica sulla vostra attività è utile. L’aver studiato e apprezzato la storia della cucina nel suo complesso vi permetterà di considerare in prospettiva la vostra miserabile condizione. … Leggete i vecchi maestri … e le più recenti generazioni di innovatori e artisti.

14. Prendete le cose con umorismo. Ne avrete bisogno.

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1° di copertina del libro di Anthony Bourdain “Kitchen Confidential - Avventure gastronomiche a New York - casa editrice: Universale Economica Feltrinelli

1° di copertina del libro di Anthony Bourdain “Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York – casa editrice: Universale Economica Feltrinelli

4° di copertina del libro di Anthony Bourdain “Kitchen Confidential - Avventure gastronomiche a New York - casa editrice: Universale Economica Feltrinelli

4° di copertina del libro di Anthony Bourdain “Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York – casa editrice: Universale Economica Feltrinelli

 

Gamberi grigliati in agrodolce con salsa di piselli e menta

Questa è una ricetta nata per caso e per sfida.
Una sfida bella, di quelle che ti fanno crescere ed imparare facendo le cose, sporcandosi le mani e aguzzando l’ingegno.
Me ne sono innamorata dal primo morso e ha superato il giudizio insindacabile di mio marito. 
Così ho messo questo piatto nel mio ricettario del cuore, in quello scritto a mano e impiastricciato, che tengo in cucina a portata di sguardo e di dispensa.
Farò questa ricetta tutte le volte che ho voglia di prendere una valigia con la mente, per avventurarmi in gusti esotici … ma non troppo
.

gamberi grigliati in agrodolce con salsa di piselli e menta

Gamberi grigliati in agrodolce con salsa di piselli e menta – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 7 spiedini (misura dello spiedino in legno: 15 cm):

21 code di gamberi (circa 440 gr)
1 cucchiaio di semi di sesamo
4 cucchiai d’olio d’oliva (o di semi)
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaino di miele millefiori
1 pizzico di pepe
1 pizzico di aglio in polvere
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di paprica dolce in polvere
6 foglie grandi di menta fresca

Ingredienti per la salsa:

300 gr di piselli freschi o surgelati
4 foglie grandi di menta fresca
1 lt d’acqua per la cottura (di cui conserva 50 ml d’acqua di cottura)
100 gr. di robiola fresca
sale e pepe q.b.
olio d’oliva (o semi) q.b. per la cottura

– Monda i gamberi, togliendo il carapace ed elimina l’intestino. Sciacquali rapidamente sotto l’acqua fredda e asciugali tamponandoli con carta da cucina.

– In un recipiente (con coperchio) prepara la marinatura emulsionando insieme l’olio, la salsa di soia, il miele, il sale e pepe, la paprica dolce, il pizzico d’aglio in polvere e le foglie di menta tritate al coltello. Aggiungi alla marinata i gamberi, mescola bene facendo attenzione a non romperli e fai riposare in frigorifero per almeno un’ora con il contenitore chiuso.

– In una padella fai tostare i semi di sesamo per circa 5 minuti, senza aggiungere nessun tipo di condimento, e fai attenzione a farli imbrunire dolcemente senza bruciarli. Metti da parte.

– Ora è il momento di dedicarsi alla salsa: in una pentola porta ad ebollizione 1 lt d’acqua con le foglie di menta. Quando l’acqua bolle tuffa i piselli e falli cuocere per 15 minuti, dopodiché scolali e tuffali nuovamente in acqua fredda, meglio se da frigorifero.

– In un frullatore metti la robiola fresca, le 4 foglie di menta che ai usato durante la cottura dei piselli, i piselli ben scolati, 50 ml d’acqua di cottura dei piselli e aggiusta di sale e pepe. Frulla bene il tutto e conserva la salsa in frigorifero.

– Preleva i gamberi dalla marinatura e infilzali tre alla volta negli spiedini. Otterrai in tutto 7 spiedini.

– Fai scaldare una bistecchiera in ghisa , quando sarà ben calda spennellala con un goccio d’olio e cuoci gli spiedini di gamberi 3 minuti per lato, e quando saranno cotti spolverizzali in entrambi i lati con i semi di sesamo tostato.

– Servi gli spiedini caldi accompagnati con la salsa di piselli alla menta.

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con i tuoi amici! Prova il mio Pollo al Curry, non te ne pentirai!

Torta di ricotta e limone

Questa è la torta delle belle giornate passate in montagna, quando vado per malghe e compro il burro e il formaggio in alpeggio, ed è anche il motivo per cui non la faccio spesso, e generalmente è la torta del lunedì.
Fare questo dolce è come come prolungare il ricordo della gita nel bosco e nei prati del giorno prima, è come estendere le sensazioni, è come portare un po’ della montagna in città, è un modo “soft” per iniziare la settimana.
Questo dolce profuma di latte e limone, ma penso che questa descrizione sia troppo riduttiva.
Per me questo dolce profuma di erba e di bosco, sa di mucche al pascolo in lontananza e ha il gusto del sole e dell’aria fresca sulla faccia.

Torta di ricotta e limone

Torta di ricotta e limone – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti

30 gr di burro
3 uova
90 gr di zucchero
300 gr di ricotta fresca
1 limone (scorza e succo)
50 gr di farina di riso
zucchero a velo q.b.

Rompi le uova e dividi gli albumi dai tuorli.
Con le fruste elettriche monta i tuorli con lo zucchero fino a farli gonfiare.
Aggiungi all’impasto, il burro sciolto, la buccia grattugiata e il succo filtrato di un limone intero, continuando a mescolare con le fruste elettriche a media velocità.
Incorpora la ricotta, aggiungi la farina di riso, amalgama e metti da parte.
In una ciotola a parte, monta a neve ferma gli albumi e incorporali all’impasto con l’aiuto di una spatola, mescolando dal basso verso l’alto per non farli smontare.
Rivesti di carta forno una tortiera a cerniera del diametro di 20 cm, versa l’impasto, livella la superficie e inforna a 170° – forno statico – per 50 minuti.
Fai la prova dello stecchino per verificare la cottura, ma tieni presente che è un dolce dalla pasta soffice e leggermente umida.
Una volta cotta e completamente raffreddata la torta, cospargila con abbondante zucchero a velo e servi.
Conservare il dolce in frigorifero per 2 o 3 giorni al massimo.

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Torta di ricotta e limone

Torta di ricotta e limone – Immagine soggetta a Copyright

 

 

 

Crema pasticcera al cioccolato

Pasqua è dietro l’angolo, e casa è già un tripudio di colombe, focacce e uova di cioccolato, perché si sa, Pasqua arriva una sola volta all’anno e bisogna darci dentro per non farsi sfuggire l’occasione di un boccone di colomba (questo è il mio alibi).
Così oggi preparo la crema pasticciera al cioccolato, per smaltire un po’ di uova pasquali e per dare una forma ed un utilizzo diverso a questo tripudio di dolcezza che invade la mia dispensa.
Quando si tratta di cioccolato, perdo la testa!, ma il gianduia è indubbiamente il mio preferito insieme al cremino.
Per le creme, non sono una puritana dell’extra fondente, ma amo usare tutti i tipi di cioccolato che mi capitano a tiro, anche se il cioccolato fondente ha una marcia in più, perché non è stucchevole e il suo gusto è perfettamente equilibrato.
Quando voglio fare le cose per bene uso il cioccolato fondente, ma posso assicurare che anche un avanzo di uovo al cioccolato al latte è un’ottima idea per questa crema.
Confesso che a volte, faccio addirittura un mix di cioccolato, usando stecche di cioccolato fondente insieme a gianduiotti e cioccolatini al latte … io lo chiamo il mix della felicità! Un mix di cioccolato godurioso e perfettamente adattabile alla crema pasticciera, che indubbiamente è una preparazione che si esprime al  meglio in periodi come Pasqua e Natale.
Questa crema al cioccolato si può usare per farcire torte e crostate, per arricchire brioche e bignè, per essere mangiata al cucchiaio con un po’ di panna montata, o addirittura per farcire una leggiadra Pavlova. Come accompagnamento a colombe pasquali, pandoro e panettone non è niente male!

crema_pasticcera_al_cioccolato

Crema pasticcera al cioccolato – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti:

250 ml di panna fresca
250 ml di latte intero
100 gr di cioccolato fondente
7 tuorli d’uovo (circa 125 gr)
100 gr di zucchero
20 gr di farina di riso (o farina 00)
20 gr di amido di mais (maizena)
1/2 baccello di vaniglia

Versa il latte e la panna fresca in un tegame.
Incidi il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza e con la lama di un coltello estrai i semi e aggiungili nel tegame con il latte.
Fai scaldare a fuoco dolce fino a sfiorare il bollore poi spegni il fuoco.
Nel frattempo in una capiente ciotola, sbatti con le fruste elettriche i tuorli d’uovo con lo zucchero fino a renderle spumose, poi aggiungi la farina di riso e l’amido di mais setacciati insieme.
Mescola il tutto sempre con le fruste elettriche a bassa la velocità fino ad ottenere una crema liscia e senza grumi.
A questo punto aggiungi metà dei liquidi intiepiditi nella ciotola con la crema di uova e zucchero, mescola con una frusta a mano e incorpora bene la parte liquida con la parte cremosa.
Questa operazione serve per non cuocere le uova con il latte e la panna troppo caldi e per evitare che la crema faccia grumi.
Ora versa tutta la crema nel tegame con il latte e panna rimanenti, accendi il fuoco a fiamma bassa e fai addensare continuando a mescolare con una frusta a mano per circa 5 minuti.
Quando la crema sarà ben soda, spegni il fuoco, aggiungi il cioccolato fondente a scaglie, continuando a mescolare fino a quando non di sarà completamente sciolto e la crema avrà un bel colore omogeneo.

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e non perdere la ricetta delle MINI QUICHE DI PRIMAVERA

Come nasce un’idea

A volte, la magia si compie da sola, come in questo caso, in una mattina qualunque, in una città qualunque, in una cucina qualunque.
Nella mia routine quotidiana taglio una cipolla rossa (color rubino per essere precisi), distrattamente la taglio dal lato sbagliato, e quando si apre mi accorgo che sembra un cuore.
Faccio una foto divertita, poi aggiungo una frase che dico spesso, ed ecco che la magia si è compiuta.
Le cose belle nascono così, improvvisamente, senza avvertire, o perlomeno nella mia vita è sempre stato così.

C’ho messo un attimo a fare questa locandina, ma se ci penso bene, è una vita intera che mi preparo per attimi come questi. Ho gettato basi, sono cresciuta, ho preso occasioni al volo, mentre alcune le ho perdute, costringendomi a stare in panchina ad aspettare e scalpitare, perché la voglia di volare ce l’ho sempre avuta.

Manifesto pubblicitario del sito www.foodandlifeblog.com - locandina c'è amore nell'aria

Manifesto pubblicitario del sito http://www.foodandlifeblog.com – immagine soggetta a Copyright

Io nemmeno me lo ricordavo quel post di Instagram del 14 febbraio 2017, dove fotografai una cipolla a forma di cuore e mi sembrava una cosa divertente per festeggiare San Valentino. Ma quell’immagine e quella sensazione, si sono acquattate silenziosamente in un angolo della mia mente, per poi esplodere un anno e una settimana dopo.
E’ come se quell’immagine fosse stata un embrione, e in possesso di volontà propria avesse deciso autonomamente di venir fuori una volta cresciuta e completa, usando il caso come complice.

Così mi soffermo a pensare … sono io che fatto questa immagine oppure è lei che a trovato me?

Il mio lavoro è fatto di tante professioni, ed è per questo che mi piace da impazzire.
Pensare che fare la food blogger voglia dire solo cucinare è veramente riduttivo.
Il mio lavoro consiste nel rendere concreta un’idea, un pensiero o un’atmosfera attraverso un’immagine e/o un testo, è rendere solido un sentimento attraverso una ricetta, è amore per il cibo e la gastronomia in modo sano e curioso.

Racchiudere tutto questo in un post è dannatamente difficile, soprattutto se ci metti il cuore in tutto quello che fai.
Ma un giorno qualunque, in una città qualunque e in una cucina qualunque si è creata un’immagine che dice e rispecchia chi sono, che rappresenta appieno il mio lavoro ed è il manifesto concettuale (e ora anche fisico) del mio blog.

Questa è l’immagine zero, la prima, quella più vera. Da qui verrà migliorata graficamente ma sarà sempre lei, sarà la mia bandiera nel mondo, perché quella cipolla sono io e il mio blog.
Non serve altro.
Una cipolla a forma di cuore racchiude la mia essenza … chi l’avrebbe mai detto.

 

Castagnaccio

Alcune persone si rivelano poco alla volta, non danno confidenza nell’immediato, preferiscono mantenere un certo distacco, per studiare e capire se chi le circonda è in grado di amarle.
Come castagne mettono il mondo alla prova.
Inizialmente pungono, ma solo per difendersi, solo per capire se demordi alla prima difficoltà. Poi, se ne vale la pena, iniziato a togliersi gli strati di diffidenza fino a rivelarsi.
Ne ho conosciute molte di persone così, tutte bellissime.
Le “persone castagna” sono tesori da custodire gelosamente, perché come le castagne si concedono per poco tempo. Le “persone castagna” sono così selettive che alcune di loro preferiscono marcire nel loro guscio ricciuto, nell’attesa che qualcuno vada oltre il primo pungiglione.

Castagnaccio

Castagnaccio _ Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti (per una pirofila da forno rettangolare 17 x 26 cm):

300 gr di farina di castagne
150 gr di zucchero semolato
3 cucchiai di olio evo + 1 cucchiaio per la pirofila + q.b. per la cottura.
200 ml di latte
150 ml d’acqua
70 gr di uvetta
30/40 gr di pinoli
1 rametto di rosmarino fresco

  • Setaccia in una ciotola abbastanza capiente la farina di castagne, poi aggiungi lo zucchero e mescola.
  • Aggiungi alla farina e zucchero il latte e l’acqua e mescola fino ad ottenere una pastella liscia.
  • Incorpora all’impasto l’olio e l’uvetta precedentemente ammollata e strizzata. Mescola bene il tutto.
  • Ungi una pirofila da forno con l’olio, versa il castagnaccio e decora la superficie con i pinoli, gli aghi di rosmarino e cospargi con un po’ di olio evo prima d’infornare.
    Inforna a 200° – forno statico – per 30 minuti. Il castagnaccio è pronto quando la superficie farà delle crepe e di colore brunito. Servire a temperatura ambiente.

Note: la ricetta originale non prevede l’uso del latte, quindi se preferisci puoi usare solo 350 ml d’acqua, ma secondo me il latte dà morbidezza e rotondità ad un impasto decisamente aromatico. La dose dell’acqua potrebbe variare in base all’umidità della farina, quindi se l’impasto risultasse troppo denso, basta aggiungere qualche cucchiaio d’acqua o latte.
Generalmente non si fa, ma se volte potete spolverare la superficie del castagnaccio con un po’ di zucchero prima d’infornarlo. Anche la dose dello zucchero è soggettiva, ma ritengo che essendo un dolce povero, le quantità che ho indicato è la più idonea.

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Se ti è piaciuto questo dolce della tradizione contadina, prova anche questa zuppa:
Vellutata ai formaggi con briciole di pane

 

 

 

 

 

Biscotti di Halloween ripieni di zucca

Era una piccola città, con un piccolo fiume e un piccolo lago, in una piccola regione dell’America del Nord.
Ed era il pomeriggio della vigilia di Halloween.
E tutte le case erano serrate contro il vento freddo.
E un pallido sole illuminava la città.
Ma improvvisamente il giorno svanì.
La notte usci dagli alberi e allargò il suo manto.
Dietro le porte delle case si udivano grida soffocate, uno scalpiccio leggero di passi e s’intravedeva un tremolare di luci.
Dietro la porta della propria casa Tom Skelton, anni tredici, si fermò in ascolto…
(Ray Bradbury, l’albero di Hallowen)

Biscotti di halloween ripieni di zucca

Biscotti di Halloween ripieni di zucca – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 7 biscotti (grandi) diametro 11 cm

Pasta frolla: 160 gr di burro morbido – 330 gr di farina – 1 bustina di vanillina o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia – 130 gr di zucchero a velo – 3 tuorli d’uovo.

Per la farcitura: circa 200 gr di confettura di zucca ( = 1 vasetto da 20 cl) per la ricetta clicca qui.

Per la decorazione: 10 gr di cioccolato fondente (quantitativo per 3 biscotti a forma di scheletro)

  • Prepara la pasta frolla impastando a mano la farina con il burro morbido, lo zucchero a velo, la vinillina e i tuorli d’uovo fino ad ottenere un composto sodo e liscio. Dividi l’impasto a metà e forma due palle, avvolgile nella pellicola e fai raffreddare in frigorifero per circa 30 minuti.
  • Stendi con il matterello i due impasti tenendoli separati. Su uno ricava 7 biscotti con uno stampo a tema halloween (vedi immagine sopra), mentre nell’altro ricava altri 7 biscotti lisci e senza fustella per fare il fondo dei biscotti.
  • Spalma sulla frolla liscia (quella per il fondo del biscotto) due cucchiaini abbondanti di confettura di zuccapoi chiudi i biscotti sovrapponendo la frolla con la fustella di halloween e sigilla i bordi facendo pressione con una forchettina.
  • Disponi i biscotti su una teglia rivestita di carata forno e inforna a 180° – forno statico – per 25 minuti. Una volta cotti, fai raffreddare i biscotti su una griglia.
  • Ora fai sciogliere al microonde o a bagnomaria il cioccolato fondente e con uno stecchino in legno decora i biscotti a seconda della fustella di halloween utilizzata. In questo caso, ho usato il cioccolato per decorare la bocca del biscotto a forma di scheletro (vedi immagine sopra).

Note: Con un semplice cartoncino e un po’ di pazienza potrai fare in casa delle bellissime fustelle a tema halloween per sagomare golosissimi biscotti.

 

 

 

Zucca al forno con crumble di pistacchi e avena

Quando guardo una zucca, non posso fare a meno di considerarla una delle piante più magiche che esistano al mondo. Forse, è proprio questo alone di mistero che inconsciamente mi attrae e mi fa amare le zucche in modo smisurato.
La magia, quella cosa impalpabile fatta di atmosfere, desideri e alchimie, che trasformano piccoli eventi quotidiani in giornate migliori, e che si manifesta sotto forma d’incanto, quando l’amore invade il cuore e soggioga la mente.
C’è veramente bisogno di più di magia nelle nostre vite, per ritrovare la meraviglia nelle cose e nelle persone, per aver fiducia nel futuro, per arrendersi alla bellezza e per credere che l’impossibile possa diventare possibile.

* * * * * * * *

“Non esiste la parola impossibile per una fata” affermò sventolandole la sua bacchetta magica sotto il naso. “Voglio esaudire il tuo desiderio, ma mi serve una zucca”. “Una zucca?” ripeté sorpresa Cenerentola. “Poi chiama i tuoi amici topolini e anche la talpa”.
Cenerentola corse nell’orto, scelse la zucca più grande e chiamò i suoi amici. La fata socchiuse gli occhi e…. magia! La zucca si trasformò in una splendida carrozza,
i topolini in meravigliosi cavalli bianchi e la grossa talpa in un perfetto cocchiere. “Ecco fatto, mia cara, ma manca la cosa più importante!” Strinse gli occhi, impugnò la sua bacchetta e… il vestito di Cenerentola si trasformò in un abito splendido, tessuto con fili di seta azzurra e trapuntato di candide perle.
(tratto da Cenerentola della Disney, su ispirazione della fiaba di Charles Perrault)

Zucca al forno con crumble di pistacchi e avena

Zucca al forno con crumble di pistacchi e avena – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:

1/2 kg di zucca marina di chioccia o mantovana già mondata
6 cucchiai di olio evo
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di miele millefiori
cannella in polvere q.b.
sale q.b.

per il crumble:

40 gr di farina integrale
30 gr di grana padano grattugiato
2 cucchiai di fiocchi d’avena
2 cucchiai di pistacchi sgusciati
1 rametto di prezzemolo
sale q.b.
50 gr di burro freddo

  • Taglia la zucca a fette dello spessore di circa 2 cm (la zucca si intende già priva di semi e buccia).
  • In una ciotola prepara la marinata , emulsionando l’olio, il miele, gli aghi di rosmarino, due pizzichi di sale e un pizzico di cannella.
  • Immergi e mescola bene le fette di zucca nella marinata, poi posizionale in una teglia rivestita di carta forno e inforna a 160° per 20/25 minuti forno statico.
  • Nel frattempo prepara il crumble mescolando la farina con il grana padano grattugiato, i pistacchi e il prezzemolo tritati. Aggiungi il burro freddo e con le dita lavora il composto formando delle briciole. Aggiusta di sale e distribuisci il crumble sulle fette di zucca e inforna nuovamente a 180° per 15 minuti forno statico, finché la superficie sarà croccante e dorata. Servire caldo.

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Se ti è piaciuta questa ricetta di zucca con crumble, prova anche questa:
Vellutata ai formaggi con briciole di pane

Risotto con noci, mele e gorgonzola

Voglio un autunno rosso come l’amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo, arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare.

(Stephen Littleword)

risotto con noci, mela e gorgonzola

Risotto con noci, mela e gorgonzola – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
300 gr di riso vialone nano o carnaroli
200 gr di gorgonzola
100 ml di vino bianco secco
1,5 lt di brodo vegetale
50 gr di burro
1 cipolla bianca piccola
1 mela – circa 250 gr (Pink lady, Fuji, stark o Gala)
4 cucchiai rasi di noci tritate a mano
sale e pepe q.b.
erba cipollina fresca per decorare.

  • In un tegame da risotto fai soffriggere la cipolla con il 25 gr di burro per qualche istante, facendo attenzione che la cipolla non prenda colore. Aggiungi il riso, mescola e quando il chicco avrà preso calore sfumalo con il vino bianco fino a farlo evaporare tutto.
  • Continua la cottura del risotto aggiungendo di volta in volta il brodo caldo continuando a mescolare e aggiusta di sale e pepe.
  • Quando mancano circa 3 minuti alla cottura ottimale del risotto, aggiungi le mele tagliate a cubetti con la buccia.
  • A cottura ultimata spegni il fuoco e manteca il riso con il gorgonzola, le noci e il burro rimasto.
  • Servi caldo decorando il risotto con un pizzico di erba cipollina sminuzzata al coltello.

Note: In questo risotto le mele non devono risultare cotte, ma mantenete la polpa soda e compatta anche se ammorbidita dal calore.

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Se ti è piaciuta questa gustosa ricetta, prova anche questa: Tortino di patate e pera con Roquefort

 

 

Vellutata ai formaggi con briciole di Pane

E’ iniziato ottobre, al mercato sono arrivate le prime castagne, le patate americane e i cestini in vimini di casa si sono riempiti di noci e arachidi. Presto si cambierà l’ora e il pomeriggio avrà l’aspetto della sera.
In questi scuri pomeriggi ripenserò a mia madre, a quando mi portava a Ponte degli Angeli, per comprare le caldarroste da un eccentrico signore di cui ora non ricordo il nome, ma ricordo benissimo, che in fatto di castagne era un’istituzione nella mia bella Vicenza. Ricordo anche, che le vendeva a peso d’oro, ma erano un premio, una rarità … e in fondo, cosa sono due soldi in più, di fronte ad un momento di pura fanciullesca felicità?!
Ecco, posso tranquillamente affermare che le mie serate autunnali, hanno sempre molto a che fare con quei momenti di spensieratezza e genuinità, quando bastava veramente poco per rendermi felice.
Un po’ come questa zuppa, semplicemente buona.

Vellutata ai formaggi con briciole di pane

Vellutata ai formaggi con briciole di pane – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:

50 gr farina bianca
60 gr di burro
250 ml di latte
250 gr di ricotta fresca
600 ml di brodo vegetale
100 gr di pecorino romano grattugiato
noce moscata q.b.
2 cucchiai di Grana Padano grattugiato
olio evo q.b.
pane raffermo q.b. (per la decorazione)
sale e pepe q.b.

  • In una ciotola lavora 180 gr di ricotta con 100 ml di latte e metti da parte.
  • In una casseruola fai sciogliere il burro, tosta la farina per qualche istante nel burro e aggiungi il latte a filo mescolando continuamente come se preparassi una besciamella, facendo attenzione a non fare grumi.
  • Aggiungi il composto di ricotta e latte, il brodo caldo, il pecorino e il grana grattugiati, il pepe e la noce moscata. Fai cuocere per circa 15 minuti fino ad ottenere un composto cremoso e aggiusta di sale se necessario.
  • Nel frattempo sbriciola il pane raffermo, condiscilo con sale, olio, pepe e passalo velocemente in un padellino antiaderente per farlo tostare.
  • Servi la vellutata tiepida decorandola con fiocchi di ricotta fresca avanzata, con la mollica di pane tostata e una spolverata di noce moscata.

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Se ti è piaciuta questa vellutata, prova anche questa ricetta: Banana Bread

Tortino di patate e pera con Roquefort

Ricetta goduriosa, aromatica e allo stesso tempo dolce e delicata.
E’ così semplice da fare, che sembra quasi impossibile che con così pochi ingredienti e passaggi, possa uscirne fuori qualcosa di così buono e appagante.
Con questa ricetta, il livello del mio comfort food autunnale si è decisamente alzato di una tacca.

Tortino di patate e pera con Roquefort

Tortino di patate e pera con Roquefort – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
4 patate medie a pasta gialla (circa 250 – 300 gr. cad)
1 pera abate (circa 300 gr)
100 gr. formaggio Roquefort
olio d’oliva evo q.b.
sale e pepe q.b.

  • Lava e pela le patate, poi con una mandolina tagliale a fette dello spessore di circa 1/2 cm.
  • Rivesti una teglia con carta forno e disponi sopra le fette di patate leggermente sormontate, ricavandone 4 porzioni distinte. Condisci le patate con una leggera spolverata di sale e pepe e un filo d’olio. Inforna a 200° per 25 minuti – forno statico.
  • Le patate con questa prima infornata dovranno raggiungere i 2/3 di cottura. Estrai la teglia dal forno e procedi come segue.
  • Lava la pera, dividila in 4 parti senza eliminare la buccia, scarta il torsolo e tagliala a cubetti e distribuiscili sopra le patate. (1/4 di pera per porzione).
  • Sgrana con le mani il Roquefort e disponilo sopra le pere cercando di contenerlo il più possibile al centro della porzione. Informa a 180° – forno statico – per 20 minuti.
  • Servi caldo.

Note: in alternativa al Roquefort puoi utilizzare qualsiasi formaggio verde erborinato, meglio se poco cremoso.
Se lo desideri puoi tenere la buccia delle patate, in tal caso ti consiglio di utilizzare quelle novelle e togli 5 minuti di cottura ad ogni infornata. I tempi di cottura di questa ricetta possono variare in base alla qualità di patate che hai deciso di usare.

 

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Se ti è piaciuto questo godurioso tortino di patate, prova anche questa ricetta, perfetta per le sere autunnali o per il pranzo della domenica: Strangolapreti alla trentina

Banana Bread alle noci pecan

Da oggi la mia cucina cambia.
Cambia per assecondare la stagione fredda, cambia nei colori e nei profumi.
Dalle pietanze alla casa la parola d’ordine è comfort, o meglio ancora, comfort food.

Banana Bread

Banana Bread _ immagine soggetta a copyright

Ingredienti:
190 gr di farina bianca
1/2 bustina di lievito per dolci (8 gr)
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
150 gr di burro morbido
140 gr di zucchero di canna chiaro
60 gr di zucchero di canna scuro integrale
2 banane grandi mature
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova grandi

Per la decorazione:
1 cucchiaino di zucchero bianco
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
60 gr di noci pecan

  • In una ciotola schiaccia le banane con il cucchiaino d’estratto di vaniglia, fino ad ottenere una purea e metti da parte.
  • Monta con le fruste elettriche o in una planetaria il burro morbido con lo zucchero di canna chiaro e con quello scuro integrale, aggiungi la purea di banane e vaniglia e incorpora una alla volta le uova.
  • A parte setaccia insieme la farina, il lievito, la cannella e i chiodi di garofano macinati. Incorpora all’impasto la miscela di polveri e amalgama il tutto.
  • Versa l’impasto in uno stampo da plumcake precedentemente rivestito con carta forno. Cospargi la superficie con le noci tritate grossolanamente e spolvera con il cucchiaino di zucchero e cannella mescolati insieme.
  • Cuoci a 180° per 50/60  minuti – forno statico. Per verificare la cottura fai la prova dello stecchino al centro della torta.

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Se ti è piaciuto il mio Banana Bread, prova anche questa ricetta, perfetta per le sere autunnali: Zuppa di ceci e castagne

 

 

 

 

 

Linguine alle vongole

José Manuel Fajardo disse:

“Il più bel successo in cucina è riuscire a riempire lo stomaco con l’immaginazione”.

Cos’è cucinare? è solo nutrire e assemblare ingredienti in modo più o meno armonico?
Io non lo credo.
Per me cucinare è emotivamente complesso, straordinariamente appagante, qualcosa d’istintivo e profondo.

Penso che cucinare sia come l’amore: non ha padroni, non conosce regole e trova sempre il modo per farsi sentire. Così è chi cucina, va’ dove lo porta il cuore e le pentole lo seguono.

Cucinare è come l’arte: appena potrà troverà il modo di rendere straordinarie anche le cose semplici e banali. Se chiedi ad un artista uno scarabocchio, lui ti restituirà qualcosa di bello, perché non puoi togliere l’arte dalle mani di chi ha il dono. La stessa cosa vale per chi ama cucinare, se chiedi una pasta al pomodoro, ti restituirà un piatto perfetto nella sua semplicità e ad ogni boccone ne sarai compiaciuto e vorrai ripete l’esperienza.

Penso che la cucina sia anche accudimento: si capisce subito se ho cucinato per riempire la pancia per zittire la fame o se ho voluto bene al mio commensale, aggiungendo alla ricetta il mio ingrediente segreto, quel pizzico che rende tutto straordinariamente diverso e migliore … l’amore.

Cucinare è una potente medicina: cura l’anima e la mente quando sono ferite e prolunga la sensazione di benessere se stai bene. Impastare libera la testa, il profumo del pane o dei biscotti appena sfornati sono un antistress naturale. I’odore del brodo la domenica mattina fa bene al cuore … e allo stomaco.

Ed infine penso che cucinare sia come un meraviglioso viaggio: lo desideri, lo immagini, lo programmi nei dettagli ma strada facendo troverai imprevisti e cambi di programma, ti arrangerai con quello che hai, ti stupirai, immaginerai le reazioni e farai tesoro di tutto, così in futuro non farai gli stessi errori e sarai pronto e preparato.

…. e stai “solo” cucinando un piatto di linguine alle vongole …

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Linguine – Spaghetti alle vongole_immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 3 persone:
250 gr di linguine (o spaghetti)
1 kg di vongole lupino
2 spicchi d’aglio
1 mazzettino di prezzemolo
1/2 peperoncino piccante
1/2 limone non trattato
6 cucchiai d’olio evo
sale q.b.
+ abbondante acqua leggermente salata per cuocere la pasta
+ abbondante acqua salata per pulire le vongole

  • La prima cosa da fare è pulire le vongole, quindi falle spurgare in abbondante acqua salata per almeno due ore ricordandoti di cambiarla almeno 2/3 volte, poi scolale e risciacquale bene sotto l’acqua corrente.
  • In una padella capiente fai scaldare due cucchiai d’olio evo, unisci le vongole e falle aprire a fuoco vivace e con il coperchio per circa 5 minuti. Scolale dalla padella con una ramina ed elimina quale che sono rimaste chiuse. Ora preleva i molluschi dalle conchiglie e raccoglili in una ciotola (tieni circa 20 conchiglie intere con i molluschi per la decorazione del piatto).
  • Filtra attraverso una garza o un foglio di carta da cucina il liquido di cottura delle vongole e metti da parte.
  • Pulisci la padella che hai usato per far aprire le vongole, rimettila sul fuoco e versa 4 cucchiai di olio evo, l’aglio schiacciato e fai scaldare a fuoco basso. Appena l’aglio prende il colore toglilo e unisci la scorza di 1/2 limone grattugiata con il liquido di cottura delle vongole e fai restringere a fuoco vivo. Una volta ristretto il sughetto, aggiungi le vongole e il peperoncino. Dai una mescolata veloce e matti da parte.
  • Nel frattempo che prepari il condimento per la pasta, fai lessare le linguine in abbondante acqua leggermente salata (circa1/3 della dose di sale che generalmente usi). Quando la pasta è cotta al dente scolala e falla saltare in paella con il sugo alle vongole, aggiungi il prezzemolo tritato e decora con le vongole in conchiglia che hai tenuto da parte. Se necessario allunga il sugo alle vongole con un po’ d’olio evo e qualche cucchiaio d’acqua di cottura della pasta. Servire caldo.

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Cerchi una ricetta facile ma non vuoi rinunciare al gusto? prova i miei Strangolapreti alla Trentina

Pappa al Pomodoro, souvenir di Toscana

Viaggiare è quella cosa meravigliosa che mi permette di vedere il mondo con occhi nuovi e con rinnovato incanto. Quelli che preferisco sono itineranti e assomigliano un po’ ad un menù degustazione, perché mi regalano quell’impagabile sensazione di libertà e mi permettono di vedere vari aspetti e sfumature di un territorio.
Sono appena tornata da un weekend in Toscana, e tra una valigia da svuotare e una lavatrice da fare, ne sento già la nostalgia.
Prendo tempo e con un sospiro cerco di rassegnarmi al bucato da fare e alla routine che mi aspetta. Chiudo gli occhi e rivedo il mare, le colline, la strada del vino, i borghi antichi e quei meravigliosi pomodori scarlatti scottati dal sole e dalla brezza marina. 
Ho deciso, questa sera cucinerò la Pappa al Pomodoro!

Pappa al Pomodoro ricetta toscana

Immagine soggetta a Copyright – Pappa al Pomodoro ricetta toscana

Ingredienti per 4 persone:

500/600 gr di pomodori maturi (quelli che preferite, vanno bene anche misti)
200/250 gr di pane Toscano raffermo
1 cipolla rossa media
4/5 spicchi d’aglio
Olio e.v.o. in abbondanza, possibilmente toscano
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
8 foglie grandi di Basilico

  • In un tegame (meglio se di coccio) fai stufare la cipolla tagliata finemente (quasi a velo) a fuoco basso. Questa operazione richiederà circa 8/10 minuti e se ti accorgi che la cipolla tende ad imbiondire troppo, aggiungi un cucchiaio di brodo vegetale.
  • Nel frattempo che stufa la cipolla, lava e taglia a cubetti i pomodori, mantenendo i semi e la pelle e metti da parte. Prendi il pane, taglialo a cubetti grossolani e metti da parte anche questo.
  • Ora che la cipolla è pronta versa nel tegame i pomodori, aggiungi gli spicchi d’aglio interi e sbucciati, aggiusta di sale e pepe e fai insaporire tutti gli ingredienti tra di loro per circa 20 minuti a fuoco medio.
  • Aggiungi ai pomodori il pane a pezzetti e con un mestolo di legno amalgama bene gli ingredienti fino a quando il pane si sarà inzuppato tutto. A questo punto aggiungi un paio di mestoli di brodo vegetale caldo e prosegui la cottura per almeno 10 minuti.
  • A fine cottura aggiungi alla Pappa di Pomodoro le foglie di basilico spezzettate a mano, mescola e fai riposare il tutto a fuoco spento e con il coperchio.
  • Servi la Pappa al Pomodoro tiepida o temperatura ambiente in ciotole monoporzione con una abbondante irrorata sulla superficie di olio e.v.o.

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Cerchi una ricetta fresca, veloce, facile e che ti mantenga in forma per l’estate? prova la mia zuppa fredda estiva!

Zuppa fredda di avocado e cetrioli

Ogni volta mi stupisco di come basta una giornata calda e un deciso raggio di sole a farmi sentire il richiamo dell’estate, ad esempio, ieri annusavo avidamente i gambi verdi dei pomodori – adoro quel profumo così unico e fresco -, è bastata una piccola annusatina che in un attimo si è proiettato nella mia mente l’orto di famiglia in piena estate, dove tutto è rigoglioso e generoso. Ho immaginato e ricordato le cicale all’imbrunire e il calore della terra salirmi sulle caviglie.
La mente, che cosa meravigliosa, ci fa vivere ricordi e nuovi film personali proiettando i nostri desideri. Questa zuppa fredda è nata così, scavando nei miei ricordi, fatti di sole, di vecchie ricette conservate in quaderni spiegazzati e il desiderio d’estate.

Zuppa fredda di avocado e cetriolo

Zuppa fredda di Avocado e Cetriolo – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti:
2 cetrioli
1 avocado maturo
1 ciuffo di prezzemolo + qualche foglia per la decorazione
10 foglie di menta + qualche foglia per la decorazione
125 ml di yogurt naturale
il succo di un Lime
1 cucchiaino di miele d’acacia o millefiori
sale e pere q.b.

Per questa ricetta basterà un frullatore, non dovrai usare pentole e fornello.

  • Lava e pela i cetrioli, tagliali a cubetti e mettili in un capiente frullatore.
  • Aggiungi nel frullatore l’avocado lavato, pelato e privato del nocciolo. Aggiungi le foglie di menta e prezzemolo lavate, lo yogurt, il succo del lime filtrato, il miele e infine sale e pepe a tuo piacimento.
  • Frulla alla massima potenza per 4 minuti e se la zuppa ti sembra troppo densa, aggiungi qualche goccio d’acqua fredda fino a raggiungere la densità che più desideri.
  • Servi la zuppa fredda oppure a temperatura ambiente e decora con le foglie di menta e prezzemolo.

Note: Anche se questa zuppa è perfettamente bilanciata con gli ingredienti che ho indicato, non è male aggiungere un filo di olio a crudo al momento dell’impiattamento. Per questa ricetta ti consiglio di usare un olio d’oliva Del Lago di Garda.

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Se ti è piaciuta questa zuppa fredda di avocado e cetriolo, prova anche questa ricetta: Panzanella

Strangolapreti alla Trentina

Sarà che siamo arrivati all’ultimo colpo di coda dell’inverno, sarà che ho voglia di sole, anche se in realtà non sono ancora psicologicamente pronta ad abbandonare il mio caldo maglione. Sarà che in questo pigro pomeriggio riesco ancora a godere di una tazza di te caldo, e mentre sprofondo in un plaid, sento la nostalgia della montagna, quella che colora di salute le guance e il freddo accorcia il fiato.
Ho voglia del profumo di legno e burro.
Cocciutamente indugio nella stagione fredda, nel tentativo di fermare il tempo nella mia mente e nel cuore.
La primavera si sta già preannunciando e arriverà in un batter d’occhio, ma non ancora, per un po’ può ancora attendere; nel frattempo lesso gli spinaci e metto a bagno il pane, annuso compiaciuta la salvia e preparo uno dei miei piatti di montagna preferiti: gli strangolapreti alla trentina.

Strangolapreti alla trentina

Strangolapreti alla trentina – copyright http://www.foodandlifeblog.com

Ingredienti per 4/6 persone:

500 gr di spinaci già puliti
150 gr di pane comune raffermo dalla crosta sottile
1 uovo
350 ml di latte caldo
40 gr di farina integrale (va bene anche la farina bianca)
20 gr di pangrattato
250 ml di acqua per la cottura degli spinaci
100 gr di burro
1 rametto di salvia
sale e pepe q.b.
Grana Padano q.b.

  • Spezzetta il pane in una ciotola, poi versagli sopra il latte caldo e copri con un piattino tenuto premuto da un peso (esempio una bottiglia) per far inzuppare bene il pane nel latte. Fai riposare per almeno 1 ora.
  • Nel frattempo fai lessare gli spinaci in una pentola con il coperchio e utilizza solo i 250 ml d’acqua. Una volta pronti, scolali e falli raffreddare.
  • Con l’aiuto di un passaverdura a fori larghi o di un mixer, frutta il pane e gli spinaci ben trizzati. Mettili entrambi in una ciotola e mescola il tutto con l’uovo, e aggiusta il sapore con il sale e pepe. A questo punto incorpora nell’impasto la farina e il pangrattato per fare addensare il composto, che comunque rimarrà morbido. (Questo impasto, essendo ricco di spinaci, nella consistenza non può essere paragonato a quello degli gnocchi di patate tradizionali).
  • Con l’aiuto di due cucchiai, o se preferisci con le mani, preleva un po’ d’impasto e dagli la tipica forma ovale, poi rotola ogni singolo gnocco in un po’ di farina per non farli attaccare.
  • In una pentola capiente lessa gli Srangolapreti in acqua salata (saranno cotti quando verranno a galla) e con una ramina scolali direttamente in una padella, dove nel frattempo avrai fatto sciogliere il burro con le foglioline di salvia.
  • Servi gli strangolapreti ben caldi, con una generosa spolverata di Grana Padano e brurro.

Note:
la consistenza dell’impasto varia da molti fattori, come ad esempio l’umidità e da quanto vengono strizzati gli spinaci. Se necessario aumenta in base alla necessità la dose di farina e pangrattato.

Se preferisci un risultato più grezzo e dai colori più frastagliati, basterà tritare finemente al coltello sia gli spinaci che il pane inumidito.
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Se ti sono piaciuti gli Strangolapreti alla Trentina , prova anche questa ricetta: uova in cocotte

Zuppa di Ceci e Castagne

Tic Tic Tic
Aspetto in piedi, infreddolita e umidiccia,
Tic Tic Tic
Il mio ombrello è sfacciato, sfida il grigiore di questa giornata piovosa con i suoi colori arcobaleno.
Mentre aspetto guardo la città all’imbrunire, i marciapiedi bagnati sembrano specchi e riflettono le luci scarlatte dei fari delle auto. La gente accelera il passo, i cani rassegnati seguono i loro padroni e io mi stringo il collo del cappotto.
Per un attimo, questa giungla d’asfalto mi sembra meno ostile e meno frenetica; siamo tutti in balia della pioggia, ci cade addosso indistintamente, per un po’ siamo tutti nella stessa situazione.
Tic Tic Tic
Il mio passaggio è arrivato.
Mi affretto.
Ho una zuppa calda che mi aspetta.

Zuppa_di_ceci_e_Castagne

Zuppa di Ceci e Castagne

Ingredienti per 4/6 persone:

300 gr di ceci secchi
200 gr di castagne secche
5 semi di finocchio
1 foglia di alloro
1 spicchio d’aglio piccolo
1 rametto di rosmarino
sale e pepe q.b.
1/2 cipolla gialla (circa 80 gr)
3 cucchiai di olio e.v.o.
1,300 lt di acqua per la cottura
fette di pane tostato per accompagnare la zuppa

  • In due ciotole differenti metti in ammollo (in acqua fredda) i ceci e le castagne per una notte. Al momento di preparare della zuppa, scolali e sciacquali bene.
  • In un tegame (meglio se di coccio) fai scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio e la cipolla tritata, aggiungi i ceci e le castagne sbriciolate a mano grossolanamente. Elimina eventuali pellicine dalle castagne, perché in cottura tenderanno a far diventare la zuppa scura.
  • Aggiungi i semi di finocchio, la foglia d’alloro e il rametto di rosmarino. Copri con l’acqua e fai cuocere con coperchio per un’ora da quando riprende il bollore. A metà cottura regola con sale e pepe. A fine cottura elimina l’aglio.
  • Quando la zuppa è cotta, prendine circa 1/3 dal tegame e frullala al mixer, dovrai ottenere una vellutata senza grumi, poi rimettila in pentola e mescola. Otterrai una zuppa cremosa con gustosi ceci e castagne a pezzi.
  • Servi la zuppa calda accompagnandola con pane tostato e un filo d’olio d’oliva a crudo.

Zuppa di frutti rossi. Dalla Scandinavia un dessert per stupire.

Questa ricetta arriva dal Grande Nord, e porta con sé la bellezza e lo stile semplice della Scandinavia. Certamente è una ricetta per stupire, non è da tutti i giorni servire un dessert caldo e sotto forma di zuppa.

Ora immagina paesaggi nordici innevati, un bosco di bianche betulle e neve che ricopre tutto. Ad ogni passo uno scricchiolio sordo sotto i tuoi piedi e nient’altro. Ci sei solo tu e il bosco incantato che ti accoglie. Il tuo cammino è facile e tra un respiro e l’altro vedi cespugli e rovi ricchi di bacche e succulenti frutti rossi.

Questa è l’atmosfera e l’essenza stessa del dessert che ti propongo. Un cammino lento e sensoriale dove potrai farti confortare dal tepore di una zappetta e coccolare dalla freschezza della frutta abbinata a soffice panna montata.

zuppa_di_frutti_Rossi_dessert_caldo_della_scandinavia

Zuppa di frutti rossi, dessert caldo tipico della Scandinavia

Ingredienti per 6 monoporzioni:
200 gr di fragole
250 gr di lamponi
100 gr di zucchero
1/2 stecca di vaniglia (i semi)
25 gr di maizena
300 ml di succo di ribes nero
400 ml d’acqua
150 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaio raso di zucchero a velo

  • In un pentolino versa la frutta lavata e mondata, lo zucchero, i semi della vaniglia, il succo di ribes e all’acqua. Frulla con un frullino ad immersione e porta a bollore per 5 minuti. Ricordati di tenere qualche lampone per la decorazione finale.
  • Filtra accuratamente la zuppetta ottenuta per eliminare tutti i semi e ricordati di tenerne da parte circa mezzo bicchiere.
  • Metti la zuppa filtrata nel pentolino e aggiungi la maizena sciolta nel mezzo bicchiere di liquido che hai tenuto da parte. Porta nuovamente ad ebollizione mantenendo la fiamma bassa e continuando a mescolare. Una volta addensata a sufficienza, spegni la fiamma e fai intiepidire per circa 10 minuti.
  • Nel frattempo monta la panna e lo zucchero a velo con le fruste elettriche.
  • Versa in coppette monoporzione la zuppa tiepida e decora con quenelle di panna montata e qualche lampone fresco.

Note: al posto del succo di ribes nero è possibile utilizzare del succo di melagrana, e se lo trovate, potete utilizzare anche del ribes rosso nel mix di frutta fresca. Fai molta attenzione perchè i frutti rossi macchiano.

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Se ti è piaciuta questa zuppa dolce di frutti rossi, prova anche questa ricetta: mattonella di budino e biscotti

Crema al mandarino per il Panettone e Pandoro di Natale

Hai già pensato al pranzo di Natale?
Stai organizzando il cenone di Capodanno e pregusti i festeggiamenti?
Con questa ricetta potrai trasformare il solito Panettone e Pandoro in qualcosa di speciale.
Con la crema al mandarino stupirai i tuoi ospiti e gli amici. Proporrai qualcosa di nuovo, che andrà oltre la solita crema al mascarpone … provare per credere!

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Crema al mandarino per il Panettone e Pandoro di Natale

Ingredienti:
latte 250 gr
panna fresca liquida 75 gr
succo filtrato di 5 mandarini
scorza di 2 mandarini
2 tuorli d’uovo
zucchero semolato 120 gr
maizena 40 gr

  •  In una pentola antiaderente versa il latte, la panna, il succo di mandarino con la scorza grattugiata, mescola e porta a bollore a fiamma bassa.
  • A parte separa gli albumi dai tuorli. Monta i tuorli con lo zucchero, poi aggiungi la maizena setacciata, amalgama e metti da parte.
  • Aggiungi la pastella di uova e zucchero nella pentola del latte e mescola velocemente con le fruste per evitare che si creino i grumi e fai addensare continuando a mescolare.
  • Una volta pronta, versa la crema in una pirofila e mettila in frigorifero a raffreddare coprendo la superficie a contatto con della pellicola trasparente, così non si formerà la pellicina.
  • Accompagna questa crema con il Panettone o il Pandoro.

Note: come conservare la crema? In frigorifero per 2-3 giorni in un contenitore chiuso e con la superficie della crema a contatto con della pellicola alimentare. Al momento dell’uso mescolare nuovamente per renderla nuovamente morbida. Servita a temperatura ambiente o tiepida questa crema sprigiona meglio il suo irresistibile aroma.

Stufato di mais e pancetta con sorpresa

Abbandona la tua idea di stufato tradizionale.
Con questa ricetta scoprirai un piatto dal carattere semplice, ideale per queste fredde serate d’inverno. Uno stufato divertente perché senza “etichetta”: si mangia con il cucchiaio e si spilucca con le mani – le fette di mais hanno il torsolo duro, quindi l’ideale da sgranocchiare in libertà.
I bambini adorano questa ricetta, c’è il dolce del mais, il croccante della pancetta e il tutto condito da goloso pomodoro.
Siete pronti a farvi conquistare?

Non perderti le note a fine ricetta, ti aspetta una golosa sorpresa!

 

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Stufato di mais e pancetta

 

Ingredienti per 4 persone:
100 gr di pancetta affumicata tagliata a strisce spesse
250 gr di cipolla
1 spicchio d’aglio
180 gr di pomodori pelati in scatola (circa 3 pelati senza il sugo)
450 gr di patate (circa 4 patate piccole)
2 pannocchie di mais precotte (circa 500 gr)
sale e pepe q.b.
2 cucchiai di brodo (solo se necesario)
prezzemolo tritato q.b. (per la decorazione)

  • Nella casseruola che userai per lo stufato, fai rosolare la pancetta tagliata a striscioline, senza l’aggiunta d’olio. Quando sarà croccante in entrambi i lati mettila a raffreddare in un piatto rivestito di carta da cucina. In questo modo la carta assorbirà il grasso in accesso.
  • Nella stessa pentola fai imbiondire la cipolla mondata e tagliata a fette con lo spicchio d’aglio. Come grasso per la cottura userai l’olio della pancetta, se ti sembra troppo elimina quello in eccesso. Aggiungi le patate lavate e tagliate in quarti, poi, versa i pelati rotti a mano. Mescola bene il tutto.
  • Ora taglia le pannocchie precotte a rondelle, per farlo usa una mannaia da cucina. Fai molta attenzione! il mais è umido e ha il torsolo molto duro, potrebbe scivolare facilmente. Sconsiglio l’uso del coltello, mentre l’ideale è un colpo secco di mannaia … e dita al sicuro.
  • Il difficile di questa ricetta è fatto. Ora non ti resta che aggiungere il mais a rondelle nella casseruola, insaporire con sale e pepe e continuare la cottura con coperchio per 50 minuti a fuoco basso. Quando saranno pronte le patate, sarà pronto anche lo stufato. Se necessario, allunga con il brodo durante la cottura.
  • Servi lo stufato caldo o tiepido, con una spolverata di prezzemolo tritato.

Note: come ti trasformo questo stufato in una zuppa? semplice: al posto delle pannocchie precotte usa del mais già sgranato in scatola. Al posto della pancetta a fette usa i cubetti già pronti. Taglia le patate a cubetti e aggiungi brodo. Il gioco è fatto, la tua zuppa è pronta!
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Se ti è piaciuto questo stufato, prova anche questa ricetta: Manzo alla Guinness

 

Tian di zucca e formaggio

Finalmente è arrivato l’autunno, con i suoi primi freddi e incantevoli colori.
Mentre cammino su strade bagnate e foglie ingiallite, sento l’odore di caldarroste e pregusto il tepore di casa al mio rientro. Cammino più veloce, non vedo l’ora di rientrare, ho una ricetta nel cuore e negli occhi un sorriso che mi aspetta, e se sono fortunata, delle fusa solo per me.

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Tian di zucca e formaggio

Ingredienti per 4 monoporzioni:

380 gr di zucca già mondata e pronta all’uso
450 gr di patate americane (circa due medie)
200 gr di formaggio pecorino toscano o provolone piccante
2 rametti di rosmarino
2 cucchiai di grana padano grattugiato
burro q.b.
sale e pepe q.b.

  • Cuoci la zucca in forno a 200° per 40 minuti – forno statico, e metti da parte.
  • Mentre cuoce la zucca, lessa le patate americane in acqua bollente, una volta cotte, sbucciale e mettile da.
  • Taglia a fettine dello stesso spessore la zucca, le patate americane ed il formaggio, poi riempi 4 contenitori monoporzione (da forno) precedentemente imburrati.
  • Aggiusta di sale e pepe e cospargi la superficie con il grana padano grattugiato e con il rosmarino tritato al coltello.
  • Guarnisci con qualche ricciolino di burro e inforna a 180° per 15 minuti – forno statico + 3 minuti di grill per dorare la superficie.

Note: Le patate americane possono essere sostituite con le patate normali. Un’ottima idea è sostituire il formaggio che ti ho proposto con del formaggio verde o formaggi dal gusto forte e pungente.

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Se ti è piaciuta questa Tian di Zucca e Formaggio, prova anche questa ricetta: Lasagna con zucca e salsiccia

Salame di cioccolato

Nella mia infanzia, il salame di cioccolato, era un dolce che brillava per assenza.
Era rarissimo se non inesistente, infatti, non ho ricordi di mia mamma intenta ad impastare questo tripudio di dolcezza e bontà. Fortunatamente, nelle feste di compleanno c’era sempre una mamma che lo portava.
Lo adoravo.
Mi piace tuttora, e quando lo preparo devo farmi violenza per non mangiarne troppo.
Voglio condividere con voi questa ricetta, e portare un po’ di felicità nelle vostre case.

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Salame di cioccolato

Ingredienti:

200 gr di cioccolato fondente
300 gr di biscotti (tipo Oro Saiva)
2 uova
100 gr di zucchero
150 gr di burro morbido
2 cucchiai di rum (che può essere sostituito con caffè normale, deca oppure orzo)
zucchero a velo q.b per la decorazione

  • In una capiente ciotola lavora con la frusta il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema, aggiungi le uova, il rum (o il caffè) e amalgama bene gli ingredienti.
  • Sciogli a bagnomaria il cioccolato fondente e quando sarà intiepidito versalo nella crema di burro, mescola bene e metti da parte.
  • Sbriciola grossolanamente i biscotti e aggiungili alla crema di burro e cioccolato. Amalgama bene gli ingrediente e trasferisci il composto in un foglio di carta da forno dandogli la tipica forma di salame.
  • Avvolgi il salame di cioccolato ottenuto nella carta da forno e successivamente in un foglio d’alluminio, se necessario comprimi ancora con le mani per dare meglio la forma desiderata. Riponi in frigorifero per almeno 5 ore, ma ti consiglio di farlo riposare una notte intera.
  • Servilo tagliato a fette spesse un centimetro.
  • Se lo desideri, prima di tagliarlo a fette, puoi spolverare la superficie del dolce con un po’ di zucchero a velo, per dargli un aspetto più rustico.

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Se ti è piaciuto questo dolce, prova anche questa ricetta: Mattonella di budino e biscotti

Mattonella di budino e Biscotti

Questa ricetta, più di tutte, è legata ai miei momenti di fanciullesca spensieratezza.
Durante la chiusura della scuola per le festività natalizie, andavo sempre in vacanza ad Asiago, e questo dolce era un rito irrinunciabile.
Era tutto bello, il viaggio non era troppo lungo e la neve era una certezza.
Ricordo che lungo la strada, man mano che ci avvicinavamo ad Asiago, trovavamo sempre il bosco innevato, allora, strombazzavamo il clacson come dei matti per salutare la neve e per far sapere al mondo intero la nostra felicità.
La casa dove abitavo era malconcia, la cucina consisteva in una vecchia stufa a legna, un lavello di marmo ed un fornello da campeggio che veniva usato raramente.
Nella casa di montagna il forno non esisteva , e per cucinare si usava sempre la stufa a legna.
Le pentole erano vecchie pure quelle, per la maggioranza in alluminio e latta smaltata.
Ogni volta che cucinavamo il budino per questo dolce, inevitabilmente si attaccava e bruciacchiava, così, per lavare i tegami, bisognava lasciarli in ammollo o raschiare il fondo finché era ancora caldo.

Inutile dire che preferivo di gran lunga la seconda opzione. Il budino attaccato mi piaceva tantissimo, e faceva parte del gioco anche questo.

Dolce mattonella di budino e biscotti

Dolce Mattonella di budino e biscotti

 

Ingredienti per una teglia da cm 22×17:

-1 busta di preparato per budino al cioccolato circa 48 gr ( + gli ingredienti come indicato nella confezione – generalmente 500 ml di latte e 3 cucchiai di zucchero)
-1 busta di preparato per budino alla vaniglia circa 48 gr ( + gli ingredienti come indicato nella confezione – generalmente 500 ml di latte e 3 cucchiai di zucchero)
-190 gr di biscotti tipo Oro Saiva (circa 36 biscotti)
-circa 200 ml di caffè = 1 moka da tre (caffè normale, decaffeinato o orzo)
-codette di zucchero arcobaleno per la decorazione q.b.

  • In due tegami differenti prepara i budini come indicato nella confezione.
  • Mentre cuociono i budini, prepara il caffè e versalo in un recipiente e metti da parte.
  • Spalma nel fondo della teglia un paio di cucchiaiate di budino per tipo, poi immergi i biscotti nel caffè e inizia a fare strati di biscotti intervallati da strati di budino.
  • Gli starti di biscotti saranno quattro, quindi ti consiglio di iniziare facendo uno strato di budino al cioccolato, così l’ultimo strato (quello superiore) sarà di budino alla vaniglia.
  • Matti in frigorifero il dolce per almeno 4 ore.
  • Prima di servire cospargi la superficie con le codeste di zucchero colorato.

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Se ti è piaciuto questo dolce, prova anche questa ricetta: Torta di riso soffiato al cioccolato (Barrette Mars)

Torta di riso soffiato al cioccolato

Questo post è per te,
che domani, fremerai d’amore e d’attesa in un cortile di scuola.
Sentirai la campanella e vedrai il tuo bambino correrti incontro con le braccia tese.
Ricorderai la tua infanzia, e vorrai regalare a tuo figlio un po’ di quella gioia.

Come era la tua infanzia?
Probabilmente molto simile alla mia. Semplice e spensierata.

Quando ero bambina, ricordo che i muffin non esistevano, le intolleranze erano rarissime e si affrontava l’alimentazione in modo più sereno e permissivo. Il momento della merenda era magico, specialmente nelle festicciole, dove le mamme preparavano dolci semplicissimi, ma tutto era rigorosamente fatto in casa. Il massimo della trasgressione era una torta in scatola, e generalmente questa la portavo io, perché mia mamma lavorava e non aveva molto tempo da dedicare alla cucina.

A partire da oggi, ti racconterò quali erano i miei tre dolci preferiti, e sono certa che piaceranno anche a te e al tuo bambino.
Come primo appuntamento, non potevo che iniziare con il dolce di riso soffiato al cioccolato. Immancabile, ad ogni festa ce n’erano almeno un paio sicuri (per la mia gioia). Ricordo che io e la mia amichetta del cuore avevamo una specie di rito:
arrivate alla festa, si doveva fare immediatamente una corsetta al tavolo del buffet per sondare la situazione, e comunque, andare nella cucina della mamma di turno, a sbirciare sotto le stagnole dei vassoi riempiti con ogni ben di Dio.
Trovare la torta di riso soffiato, significava la matematica certezza che la festa sarebbe andata alla grande. Dopodiché, con l’animo in pace, andavamo a scatenarci soddisfatte.

torta riso soffiato al cioccolato mars

Torta di riso soffiato al cioccolato (barrette Mars)

 

Ingredienti per una teglia diametro 28 cm:

6 barrette Mars
70 gr di burro
200 gr di riso soffiato (quello che si usa per la colazione)
60 gr di cioccolato fondente per la decorazione

  • In una pentola capiente e dai bordi alti, fai sciogliere il burro con le barrette Mars a pezzetti.
    Quando avrai ottenuto una crema uniforme, aggiungi il riso soffiato a fuoco spento e mescola velocemente (il caramello del Mars tende ad indurirsi molto rapidamente).
  • Rivesti una teglia con carta forno, versaci il riso al cioccolato ancora caldo e livellalo facendo pressione con le mani.
  • Fai sciogliere il cioccolato fondente in un pentolino a bagnomaria e usalo per decorare la superficie della torta.

Se ti è piaciuto questo dolce, prova anche questa ricetta: Madeleine al limone

Sarde in Saor

Penso che questa sia la ricetta che più di tutte identifica la laguna di Venezia.
Il sapore del Saor è così unico e particolare, che non posso fare altro che invitarvi a provare questa meravigliosa e semplicissima ricetta, meglio ancora se accompagnata da un bel calice di prosecco.

Ingredienti:
1 Kg di sardine
1 kg di cipolle bianche
sale e pepe q.b.
3 cucchiai di olio e.v.o.
200 ml di aceto di vino bianco
40 gr di pinoli
40 gr di uvetta sultanina
farina bianca per friggere q.b.
olio di semi per friggere q.b.

  • Pulisci le sardine eliminando la testa, le viscere, la lisca dorsale e aprile a libro. Infarina i filetti ottenuti e friggili in olio di semi, ma fai attenzione a mantenerli rosati. Una volta pronti falli asciugare su carta assorbente e sala con moderazione.
  • Pela e taglia le cipolle a metà, affettale con un coltello il più finemente possibile e falle stufare a fuoco basso in una casseruola dove avrai precedentemente versato tre cucchiai d’olio e.v.o. A metà cottura aggiungi alle cipolle l’aceto di vino bianco, i pinoli è l’uvetta precedentemente ammollata in acqua e aggiusta di sale e pepe. Le cipolle non devono assolutamente imbiondire, ma dovranno diventare trasparenti. Non far asciugare troppo l’aceto, perché servirà un po’ di liquido per fare insaporire il tutto, se necessario durante la cottura aggiungi un po’ d’acqua.
  • In una pirofila fai una strato di sardine, poi uno di cipolle, e ripeti l’operazione concludendo con uno strato di cipolle e irrora con il liquido di cottura rimasto.
  • Chiudi la pirofila con pellicola da cucina e fai riposare/macerare in frigorifero per tre giorni. Questa operazione è indispensabile per far amalgamare tutti i sapori. Servi a temperatura ambiente.

Note: L’aceto di oggi non è come quello prodotto in casa dai nostri avi, quindi alcune varietà d’aceto potrebbero essere troppo forti e pungenti. Per rimediare, puoi aggiungere un cucchiaio raso di zucchero alle cipolle mentre stufano. Questo accorgimento renderà il vostro Saor più amabile.

Tortino di sardine e patate

Questo tortino di sardine e patate mi riporta subito alla mente il mare in burrasca, quando d’improvviso il caldo e le belle giornate di sole vengono spazzate via da vento furioso e pioggia battente. Questo semplicissimo sformato porta con sé il rumore delle onde, che violente, s’infrangono sugli scogli, è il ricordo di una ricetta figlia di un frigorifero di villeggiatura poco fornito, e l’attesa della cottura è l’occasione giusta per l’ultima partita di carte.

Se questo piatto fosse una canzone, sarebbe questa: https://youtu.be/wFuubVEdJ9Q

 

Ingredienti per una pirofila rotonda diametro 27 cm:
3 patate (circa 550 gr)
350 gr sardine
1 cucchiaio di capperi (facoltativo)
prezzemolo fresco tritato q.b.
pane grattugiato q.b.
sale e pepe q.b.
1 cucchiaio di vino bianco secco (15 ml)
olio e.v.o. q.b.
burro per ungere la pirofila

  • Monda le sardine, ricavane dei filetti e metti da parte.
  • Pela le patate, affettale con una mandolina e sbollentale in acqua leggermente salata per 5 minuti, poi disponile a cerchio in una pirofila precedentemente imburrata. Aggiusta di sale e pepe.
  • Sopra le patate disponi a raggiera i filetti di sardina, irrora la superficie delle sardine con un cucchiaio di vino, olio, una generosa manciata di prezzemolo tritato e una leggera spolverata di pane grattugiato. Guarnisci con i capperi.
  • Inforna a 180° – ventilato – per 30 minuti. Servire caldo.

Pasta con le sarde

Con questa ricetta inizia il mese dedicato alle sardine, un pesce poverissimo ma di grande gusto e versatilità. Proporrò tre ricette semplici da realizzare, ma di grande soddisfazione per gli occhi ed il palato. Sono sicura che alcuni dei piatti che andrò a proporvi, diventeranno la base di molte vostre cene d’estate.

pasta con le sarde, sardine, cucina siciliana

Copyright immagine http://www.foodandlifeblog.com

Ingredienti per 4 persone:
400 gr di bucatini
1 bustina di zafferano
600 gr di sarde fresche
350 gr circa di finocchietto selvatico (4 rami grandi)
1 cucchiaio di uvetta secca (25 gr)
1 cucchiaio di pinoli (15 gr)
4 filetti di acciughe sott’olio
3 cucchiai di olio e.v.o.
1/2 cipolla (90 gr)

  • Monda le sarde e ricavane dei filetti. Fai ammollare l’uvetta in acqua tiepida, poi strizzala e metti tutto da parte.
  • Fai bollire abbondante acqua salata per cuocere la pasta e lessa nella stessa acqua bollente il finocchietto per 10 minuti. Una volta pronto togli dall’acqua il finocchietto e fallo sgocciolare in un colapasta. Ora lessa i bucatini nell’acqua che avrà preso l’aroma del fionocchietto.
  • Nel frattempo che cuoce la pasta, procedi con la preparazione del condimento: Prendi una padella capiente, versa i 3 cucchiai d’olio e.v.o. e fai appassire la cipolla tritata finemente con i filetti d’acciuga fino a farli sciogliere. Aggiungi i pinoli, l’uvetta e i filetti di sarde e cuoci a fiamma vivace per circa 6 minuti mescolando sempre.
  • A questo punto versa nella padella il finocchietto (lessato in precedenza) tritato al coltello e lo zafferano. Per amalgamare bene tutti i sapori aggiungi un mestolo di acqua di cottura della pasta e fai rapprendere.
  • Una volta pronto il condimento, versa nella padella i bucatini scolati e fai insaporire bene. Servire caldo.

Note: Il finocchietto selvatico è quasi impossibile trovarlo nei fruttivendoli e nella grande distribuzione, specialmente al Nord. Vi consiglio di comprarne una piantina in un vivaio, vi costerà come compralo sfuso (parliamo di 2/3 € al massimo). 

Pollo al Curry

Questo è uno dei miei piatti unici preferiti ed è adatto a tutte le stagioni.
Se cercate una pietanza economica ma di grande effetto, questa è la ricetta che fa per voi.

pollo al curry con riso basmati

Pollo al Curry – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:

1 Kg di petto di pollo
2 cucchiai di curry in polvere
1 cipolla bianca (circa 135 gr)
1 spicchio d’aglio piccolo
1 foglia d’alloro
4 rametti di timo
4 cucchiai di olio di semi (va benissimo anche l’olio d’oliva) + q.b per condire il riso.
100 ml di brodo vegetale
150 ml di panna fresca
100 ml di yogurt bianco magro
farina di riso o normale farina bianca q.b
sale q.b.
300 gr di riso Basmati

  • In una padella tipo wok versa l’olio e fai appassire la cipolla tritata con l’aglio, aggiungi il pollo tagliato a cubetti e fai cuocere per qualche minuto.
  • Aggiungi al pollo la panna, lo yogurt, la foglia d’alloro tagliata grossolanamente con le mani e le foglioline di timo. Fai insaporire per qualche istante.
  • In un pentolino fai scaldare il brodo vegetale e sciogli i due cucchiai di curry. Aggiungi il brodo con il curry al pollo, mescola bene e aggiusta di sale a tuo piacimento.
  • Continua la cottura del pollo per 40 minuti a fuoco basso ricordandoti di mescolare spesso. Se necessario, 10 minuti prima della fine cottura, spolvera il pollo con un po’ di farina e mescola velocemente per non far formare i grumi. Questa operazione ti permetterà di ottenere una crema più densa.
  • Nel frattempo che cuoce il pollo, lessa in abbondante acqua salata il riso Basmati per il tempo indicato nella confezione (generalmente cuoce in 14 minuti). Quando è cotto, scolalo e condiscilo con olio q.b.
  • Servi il pollo al curry accompagnato dal riso Basmati. Servire caldo.

CLAM CHOWDER, ZUPPA DI VONGOLE DEL NEW ENGLAND

Questa ricetta arriva da oltre oceano e porta con sé tutta la storia dei coloni europei sbarcati e trapiantati nel meraviglioso New England. Questa zuppa parla di porti, pescatori e baleniere. Racconta la storia ed il carattere duro e selvaggio dell’isola di Nantucket, bagnata dal mare più pescoso al mondo.

“Di tutti i posti pescosi pescosissima era la Locanda delle Marmitte, che ben meritava il suo nome, visto che le marmitte vi stavano sempre a cucinare zuppe di pesce. Zuppa a colazione, zuppa a pranzo, zuppa a cena, che quasi cominci a guardarti addosso per vedere se le lische ti spuntano dal vestito. Lo spiazzo davanti alla casa era pavimentato di gusci di cozze. Mrs. Hussey portava una collana di vertebre di merluzzo tirate a lucido, e Hosea Hussey aveva i libri dei conti rilegati in vecchia pelle di pescecane finissima. Perfino il latte aveva un sapore di pesce che non sapevo
spiegarmi affatto, finché una mattina, nel fare due passi lungo la spiaggia in mezzo a certe barche di pescatori, non vidi la mucca pezzata di Hosea che mangiava resti di pesce, e marciava sulla sabbia con ciascuno dei quattro zoccoli infilato nella testa decapitata di un merluzzo, e giuro che parevano ciabatte”

clam chowder zuppa di vongole del new england

Copyright immagine foodandlifeblog.com

Sicuramente un piatto povero, visto che i pescatori dovevano arrangiarsi con quello che avevano e di facile reperibilità nelle imbarcazioni. Da qui le vongole, le patate e il maiale sotto sale.
Di sicuro è la zuppa più virile al mondo, ben descritta in Moby Dick di Herman Melville.

“ti pare possibile cavare una cena per due da una singola cozza?
Ma un vapore caldo e appetitoso che usciva di cucina servì a smentire la prospettiva in apparenza poco allegra che avevamo davanti. E quando poi arrivò la zuppa fumante, il mistero venne deliziosamente chiarito. Dolci amici aprite bene le orecchie! Era una zuppa di piccole cozze succose, appena più grosse delle nocciòle, mescolate con gallette peste e porco salato affettato a scaglie sottili, il tutto arricchito di burro e abbondantemente condito con pepe e sale”

Libro: Moby Dick
Genere: romanzo avventura
Autore: Herman Melville
1° edizione originale: 1851
1° edizione italiana: 1932
Ambientazione: New Bedford, nave baleniera Pequod, Oceano Atlantico
Protagonista: Il capitano Achab
Antagonista: Il capodoglio chiamato Moby Dick

Musica: Moby Dick – Led Zeppelin

RICETTA CLAM CHOWDER

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di vongole veraci
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai d’olio e.v.o. per la cottura delle vongole
2 patate (circa 350 gr)
40 gr di burro
300 ml d’acqua per la cottura della zuppa
1 cipolla bianca (circa 160 gr)
2 coste di sedano (circa 130 gr)
200 ml di panna fresca
100 gr di bacon o pancetta affumicata
1 cucchiaio di farina bianca
sale e pepe q.b.
qualche foglia di timo

  • Immergi le vongole in acqua salata per almeno 2 ore per farle spurgare dalla sabbia, poi risciacquale e mettile da parte.
  • Lava e taglia le patate a cubetti piccoli, monda e fai un trito fine con il sedano e la cipolla, taglia a cubetti il bacon e metti da parte.
  • In una casseruola metti a scaldare l’olio e.v.o. con uno spicchio d’aglio a fiamma vivace, versa le vongole e coprile con un coperchio. Cuoci per 5 minuti fino a quando si saranno aperte e scarta quelle che sono rimaste chiuse. Filtra e conserva il liquido di cottura delle vongole ed estrai i molluschi dal guscio e tienili da parte.
  • In una casseruola da zuppa, fai rosolare il bacon fino a farlo diventare croccante e mettilo da parte. Nella stessa casseruola, sciogli il burro e fai insaporire il trito di cipolla, sedano e le patate, cospargi con un cucchiaio di farina e mescola per non creare grumi di farina. A questo punto aggiungi l’acqua filtrata delle vongole, le foglioline di timo, i 300 ml d’acqua e la panna fresca. Aggiusta si sale e pepe e cuoci per 20 minuti a fuoco medio/basso. Mescola spesso.
  • Dopo 20 minuti le patata saranno ben cotte, spegni la fiamma e aggiungi le vongole sgusciate ed il bacon. Servire immediatamente.

MINI QUICHE DI PRIMAVERA

mini quiche torta pasqualina spinaci e uova

Mini quiche di primavera – Copyright immagine foodandlifeblog.com

 

Ingredienti per 22 mini quiche:

400 gr di pasta Brisée
500 gr di spinaci freschi
250 gr di ricotta
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
sale e pepe q.b.
acqua q.b. per la cottura degli spinaci
22 uova di quaglia
ceci secchi q.b. (verranno usati come pesi di cottura)

 

  •  Stendi la pasta Brisèe su un piano leggermente infarinato fino ad una altezza di 3 mm. Con un coppapasta o un bicchiere del diametro di 7/7,5 cm ritaglia dei cerchietti di pasta che posizionerai sui vari fondi di una teglia per muffins leggermente imburrata. Punzecchia con una forchetta il fondo dei gusci di pasta brisée ottenuti, metti sopra ad ognuno un pezzetto di carta da forno dove verserai sopra dei ceci secchi come pesi per la cottura. Questa operazione è indispensabile per non far alzare e gonfiare la pasta Brisèe mentre cuoce. Inforna a 180° per 20 minuti, poi estrai i gusci di pasta e falli raffreddare possibilmente su una graticola e metti da parte.
  • Nel frattempo in una pentola fai scaldare l’olio extra vergine d’oliva con lo spicchio d’aglio, versa gli spinaci lavati e privati dei gambi e fai cuocere per circa 25 minuti fino a quando saranno cotti e morbidi. Durate la cottura aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e se necessario aggiungi un po’ di acqua per aiutare la cottura. Una volta pronti gli spinaci falli raffreddare e passali al frullatore, poi incorpora la purea di spinaci ottenuta alla ricotta e se necessario aggiusta ancora di sale e pepe.
  •  Lessa in acqua bollente le uova di quaglia per 5 minuti, privale dei gusci e mettile da parte.
  • Ora componi le mini quiche: con l’aiuto di una sac-à-poche riempi ogni guscio di pasta brisèe con la mousse di ricotta e spinaci facendo un movimento circolare, poi metti al centro di ogni mini quiche un uovo di quaglia lesso. Al momento di servire cospargi leggermente la superficie di ogni ovetto di quaglia con una spolverata di  pepe (solo in ultima prima di servire).

Note: queste quiche possono essere servita a temperatura ambiente, ma consiglio di scaldarle leggermente in forno a 180° per 8/10 minuti, servite tiepide sono ancora più deliziose!

Condividi la ricetta con i tuoi amici!e prova la ricetta della mia panzanella

Uova in cocotte

Questa ricetta nasce come sostanziosa colazione, ma ammetto che spesso queste uova sono le protagoniste dei miei pranzi solitari, o quel tocco particolare in una semplice cena in famiglia.
Provate questa ricetta, vi stupirete di come un semplice ovetto può diventare comfort food senza troppi sensi di colpa.

uova in cocotte con uova di lombo rosso

Uova in cocotte – Copyright immagine foodandlifeblog.com

Ingredienti per 2 persone:
2 uova
100 ml di panna acida
50 gr di formaggio spalmabile alle erbe
2 cucchiaini di uova di lombo rosse
2 pizzichi di prezzemolo tritato
acqua calda per la cottura q.b.
sale e pepe q.b.
pane tipo Baguette q.b.

  • Mescola la panna acida con il formaggio alle erbe fino ad ottenere una crema fluida e liscia.
  • Prendi una cocotte (o una tazzina, come ho fatto io) e versa sul fondo una generosa cucchiaiata di crema al formaggio. Rompi un uovo sopra il formaggio e aggiusta di sale e pepe, poi, a lato dell’uovo versa l’ultimo cucchiaio di formaggio e guarnisci con un pizzico di prezzemolo tritato. Ripeti il procedimento con la seconda cocotte.
  • Metti le cocotte in una teglia da forno e riempila d’acqua fino ad 1/3 delle cocotte.
    Inforna a 190° – statico – per 20/25 minuti. I tempi di cottura variano in base a come ti piace la cottura dell’uovo.
  • Una volta cotte le uova, guarniscile con un cucchiaino di uova di lombo e accompagna con il pane.

Note: Le uova di lombo possono essere sostituite con i tuoi ingredienti preferiti. Ad esempio il prosciutto, i funghi e il salmone sono un’ottima alternativa . Non mettete freni alla tua immaginazione!

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e prova la ricetta delle mie Mini quiche di primavera

Radicchio in agrodolce al forno

Il radicchio è un prodotto di stagione versatile ma spesso sottovalutato.
Con questa ricetta ho voluto dare un tocco d’originalità a questo ortaggio dal color rubino e renderlo amabile anche a chi non ama quel suo gusto amarognolo.
Il bello di questa ricetta è che potete utilizzarla come antipasto o come contorno per occasioni speciali.

Radicchio di Treviso tardivo in agrodolce al forno

Copyright immagine foodandlifeblog.com

 

Ingredienti per 4 persone:
3 cespi di radicchio di Treviso tardivo
3 cucchiai di aceto balsamico
8 cucchiai di olio e.v.o.
sale e pepe q.b.
2 cucchiaini di miele millefiori o acacia
12 fette di pancetta affumicata
1 melagrana sgranata

  • Lava sotto l’acqua corrente i cespi di radicchio, asciugali e tagliali in quarti.
  • In una terrina emulsiona con una frusta da cucina l’olio, l’aceto, sale, pepe e il miele.
  • Immergi i quarti di radicchio nell’emulsione cercando di far aderire il condimento in tutte le foglie. Fai sgocciolare l’eccesso di condimento e adagia il radicchio in una teglia rivestita di carta da forno. Arrotola una fetta di pancetta ad ogni quarto di radicchio e inforna a 180° per 15 minuti.
  • Servi il radicchio caldo e decoralo con qualche chicco di melagrana che, oltre ad esaltare il colore darà al piatto una nota di freschezza.

Crema fritta alla Veneziana

Crema fritta alla veneziana

Copyright immagine foodandlifeblog.com

 

Ingredienti:
1 lt di latte intero fresco
150 gr farina bianca
80 gr di maizena
200 gr zucchero
6 uova
1 limone (solo la buccia grattugiata)
1/2 baccello di vaniglia
un pizzico di sale
pangrattato q.b
1 lt di olio di semi per friggere
zucchero semolato q.b. per la decorazione
– Inizia portando ad ebollizione 700 ml di latte con la scorza del limone ed il baccello di vaniglia.
– Nel frattempo in una pentola abbastanza capiente sbatti con le fruste i 6 tuorli d’uovo con lo zucchero, la farina setacciata insieme alla maizena e il latte rimanente (300 ml) fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Tieni da parte gli albumi.
– Incorpora al composto il latte caldo privato del baccello di vaniglia, e continua la cottura su fuoco basso per circa 10 minuti. Dovrai ottenere una crema molto soda.
– Rivesti di pellicola trasparente una pirofila e versa la crema che dovrà raffreddare. Consiglio di lasciarla riposare una notte intera in frigorifero.
– Una volta rassodata in frigo, estrai la crema dalla pirofila e tagliala a rombi con un coltello. Passa ogni singolo rombo negli albumi leggermente montati e successivamente impanali uno ad uno nel pane grattugiato.
– scalda l’olio a 180°/190° e friggi i rombi di crema su entrambi i lati per qualche istante. Una volta pronti scolali e falli asciugare bene su carta assorbente. Una volta pronti cospargili con zucchero.
Consiglio: la crema alla veneziana andrebbe mangiata calda ma è ottima anche a temperatura ambiente o leggermente riscaldata in forno.

Frittelle di carnevale

Questa è una ricetta che si tramandano le donne della mia famiglia, e io la voglio condividere con voi.

frittelle di carnevale con uvetta

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Ingredienti:
1/2 litro di latte
50 gr di semola di grano duro rimacinata
50 gr di farina bianca
1 pizzico di sale
3 uova
35 gr di burro
80 gr di zucchero
90 gr di uvetta
1 arancia (la buccia grattugiata)
1 limone (la buccia grattugiata)
il succo di mezza arancia spremuta
1 cucchiaio di grappa
1 busta di vanillina
olio di semi per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.
– Metti a bagno in acqua l’uvetta.
– In una pentola fai bollire il latte con il burro, poi aggiungi la farina e la semola setacciate insieme e mescola velocemente per evitare che si formino grumi. Continua a mescolare per qualche minuto fino a quando si sarà creata una “polentina” molto densa. Togli la pentola dal fuoco e fai raffreddare.
– Mentre l’impasto raffredda, grattugia la buccia degli grumi e spremi il succo di mezza arancia, poi strizza e asciuga l’uvetta e metti da parte.
– Prendi la pentola con l’impasto che nel frattempo si e’ raffreddato e aggiungi ed amalgama uno alla volta tutti gli ingredienti rimanenti.
– In una casseruola da frittura fai scaldare l’olio e quando avrà raggiunto la temperata, con un cucchiaio raccogli l’impasto delle frittelle e tuffalo nell’olio con l’aiuto di un cucchiaino.
– Fai friggere per qualche minuto e poi scola le frittelle e falle asciugare su carta da cucina. Una volta fredde cospargile con abbondante zucchero a velo.

Lasagna con zucca e salsiccia per il cenone di capodanno

Cosa fai l’ultimo dell’anno?
Festa a casa di amici dove ognuno porta qualcosa?
Questa è la ricetta che fa per te, LASAGNA D’ASPORTO con zucca e salsiccia.
Gli ingredienti sono pochi ed economici, la ricetta è facile e il risultato è garantito.

Buon anno nuovo a tutti con la mia lasagna per il cenone di capodanno!

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Copyright immagine foodandlifeblog.com

Ingredienti per 6 persone:
(teglia usa e getta in alluminio cm 28×22 – lasagna da 4 strati di pasta all’uovo)

400 gr di zucca già mondata
3 salsicce (circa 300 gr)
1 scalogno (circa 23 gr)
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di olio evo
sale e pepe q.b.
burro per la teglia q.b.
80 gr di grana padano grattugiato
170 gr di pasta all’uovo fresca per lasagne (8 fogli)
650 gr circa di besciamella (fatta con 600 ml di latte, 60 gr di burro, 60 gr di farina).
per la ricetta della besciamella clicca qui: http://wp.me/p3OzLs-6a

  • Taglia la zucca a cubetti e scottala in acqua bollente per 5 minuti, poi scolala con una ramina e metti da parte.
  • Elimina il budello delle salsicce, tritale al coltello e metti da parte.
  • In una padella fai un soffritto con l’olio, lo scalogno e il rosmarino tritati finemente. Aggiungi la zucca e la salsiccia, fai insaporire fino a quando la carne sarà cotta e aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento. Metti da parte.
  • In una casseruola prepara la besciamella. Per il procedimento clicca qui: http://wp.me/p3OzLs-6a .
  • Imburra la teglia e fai un leggero strato di besciamella sul fondo. Disponi sopra la besciamella 2 fogli affiancati di pasta all’uovo, ricoprili con un’altro strato di besciamella e cospargi la superficie con il composto di zucca e salsiccia. Infine spolvera il tutto con una generosa manciata di grana grattugiato. Ripeti l’operazione per i tre strati rimanenti.
  • Cuoci in forno preriscaldato a 180° – forno statico per 30 minuti – livello cottura 3 – teglia su leccarda o griglia.

Torta natalizia con zucca, cioccolato e spezie

La ricetta di questa torta è semplicemente perfetta per le feste natalizie, ottima per un tè pomeridiano o una colazione speciale.
Gli ingredienti sono molti, lo ammetto, ma posso scommettere che una volta provato questo dolce, diventerà uno dei vostri piatti forti delle feste.

Ingredienti:

250 gr di purea di zucca
325 gr di farina bianca
1 cucchiaino di miele millefiori
16 gr di lievito in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
un pizzico di chiodi di garofano in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata
100 gr di noci pecan
100 gr di gocce di cioccolato fondente
100 gr di cioccolato bianco
80 gr di zucchero semolato
40 gr di zucchero di canna
125 ml di olio di semi
2 uova
1 bustina di vanillina
175 ml di latte

Per la glassa:

100 gr di cioccolato bianco

  • Pulisci la zucca, ricavane 250 gr di polpa da cuocere al vapore e riducila in purea. Fai raffreddare e metti da parte.
  • Setaccia e mescola insieme la farina, il lievito, le spezie e le noci tritate – metti da parte.
  • Con una frusta elettrica a bassa velocità lavora in una seconda ciotola gli zuccheri con le uova, aggiungi il latte, l’olio, la vanillina e la purea di zucca e amalgama gli ingredienti per un minuto.
  • Incorpora le farine nel composto liquido e una volta amalgamati bene aggiungi le gocce di cioccolato fondente e il cioccolato bianco tritato.
  • Versa la torta in uno stampo imburrato ed infarinato. Inforna a 175° per 55 minuti – forno ventilato – parte bassa del forno su griglia. In caso di muffin cucinare per 30 minuti.
  • Quando la torta è fredda, glassala con il cioccolato bianco sciolto a bagnomaria.