Pomodori ripieni di pomodoro

Sembra un gioco di parole ma non lo è.
Avevo voglia di pomodori al forno, ma non volevo la pesantezza del ripieno di carne o riso, così ho pensato di rendere la polpa di pomodoro della consistenza giusta per essere ritenuta un degno ripieno. Il risultato è ormai leggenda.

Pomodori (al forno) ripieni di pomodoro

Pomodori (al forno) ripieni di pomodoro _ immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per 4/8 persone:

8 pomodori ramati (circa 1,250 kg)
1 spicchio d’aglio
8 foglie di basilico grandi
1 cucchiaio di olio evo
45 gr di formaggio grana grattugiato
4 cucchiai di prezzemolo tritato
85 gr di pangrattato
4 pizzichi di sale
1 pizzico di pepe
sale q.b. per drenare i pomodori
olio evo q.b. per la cottura

  •  lava i pomodori, taglia le calotte con il picciolo (da conservare per la cottura) e con l’aiuto di un cucchiaino svuotali e versa la polpa ed il succo compresi i semi in un mixer. 
  • cospargi l’interno dei pomodori con un po’ di sale e mettili a riposare a testa in giù per far drenare l’acqua di vegetazione.
  • aggiungi alla polpa di pomodoro nel mixer l’aglio a pezzettini, le foglie di basilico spezzettate, l’olio evo, sale e pepe. Accendi il mixer alla massima potenza per qualche minuto.
  • versa la crema di pomodoro ottenuta in una ciotola ed incorpora uno alla volta il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato e il pangrattato. Fai riposare per circa 10 minuti.
  • riempi i pomodori con l’impasto e chiudili con le calotte che hai tenuto da parte. Disponili in una teglia rivestita di carta forno e cospargili con un pò di olio evo. Inforna a 200° – ventilato su griglia – per 30 minuti. Servire tiepido e temperatura ambiente.
  • Note: a fine cottura, con l’aiuto di un cucchiaio o di una siringa da cucina, preleva l’acqua che i pomodori hanno rilasciato durante la cottura.

Corn Chowder – Zuppa di mais e pancetta

Sono fatta d’autunno, è la mia stagione.
E’ banale, lo so.
Il 90% delle blogger ti diranno la stessa cosa, raccontandoti quanto sono belle le foglie ingiallite che cadono dagli alberi, la poesia dei colori caldi della campagna, di come sia “comfy” e “hygge” il caminetto acceso, meglio ancora se accompagnato da vino e castagne, e di quanto sia coccoloso tirare fuori dall’armadio i primi maglioni e le camicie a quadri. 
Non posso farci niente, amo l’autunno e tutto quello che porta.
Amo scivolare sotto il plaid e fare il countdown a Natale, perché si, sono anche una Christmas addict.
Sono una delle tante, tutte con la stessa passione, inclinazione e  attitudine alla stagione fredda. Ma l’autunno, in qualche modo, riesce sempre a farmi sentire speciale nella mia prevedibilità, e lo fa  ogni volta che mi metto al fornello a cucinare. 

Corn Chowder _ zuppa di mais e pancetta

Corn Chowder – zuppa di mais e pancetta – Immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per 4 persone:
425 gr. di mais in scatola sgocciolato
160 gr. di pancetta affumicata
30 gr di burro
1 piccola cipolla gialla (140 gr.)
1 spicchio d’aglio
2 cippollottti con il gambo verde
2 carote
2 coste di sedano 
3 piccole patate (320 gr.)
1 lt. di brodo di pollo
230 ml di panna fresca (200 ml se a lunga conservazione)
30 gr. di formaggio grana grattugiato
3 cucchiai di farina 00
1 cucchiaino di paprica forte
1 cucchiaio di prezzammo tritato
1 rametto di timo
sale q.b.

  • In un tegame fai rosolare a fuoco vivace la pancetta affumicata con il burro (tienine 1/3 da parte per la decorazione). 
  • abbassa la fiamma, aggiungi la cipolla tritata con l’aglio e soffriggi per 5 minuti mantenendola chiara, se necessario aggiungi un paio di cucchiai di brodo.
  • aggiungi il cippollotto tagliato a rondelle (compreso il gambo verde), le carote, il sedano e le patate tagliati a cubetti piccoli. Mescola le verdure e aggiungi il mais e fai insaporire per circa 10 minuti a fuoco medio.
  • cospargi le verdure con 3 cucchiai di farina, mescola bene e aggiungi il brodo, la paprica forte e le foglioline di timo. Cuoci per trenta minuti da quando riprende il bollore.
  • aggiungi la panna, il prezzemolo e aggiusta di sale. Prosegui la cottura per altri 10 minuti, poi spegni il fuoco e incorpora il grana grattugiato. Mescola e servi ogni porzione con un i cubetti di pancetta che hai tenuto da parte.

 

 

 

 

Cinnamon Rolls – ogni morso ha il sapore della libertà

Il mio primo cinnamon rolls è arrivato tardi, ero in Canada, per l’esattezza a Montréal.
Ero giovanissima, avevo 24 anni e per la prima volta viaggiavo da sola. L’inglese zoppicava molto, ma la voglia di volare via dal nido era tanta, non perché stessi male a casa, ma perché volevo vivere a modo mio e con quel bisogno di sentirmi libera ci sono nata. E’ così, non ci posso fare niente, da quando ho memoria sogno terre lontane e culture diverse.
Il mio viaggio in Canada era partito con questi presupposti, tanto che di nascosto, avevo meditato di comprare solo il biglietto d’andata, perché nella mia testa non sarei dovuta tornare. Fortunatamente mia mamma mi ha inculcato un po’ di sale in zucca e comprai anche il biglietto per il ritorno, che già vi anticipo ho dovuto usare, con grande tristezza e delusione. 
Il piano originale era quello di andare a trovare uno zio che viveva a Montréal, vedere se in una vacanza il posto mi poteva piacere, e se così fosse stato mi sarei trasferita da lui, avrei iniziato vivere con piccoli lavoretti per prendere confidenza con la lingua inglese e francese (nel Québec sono bilingue).
Il condizionale la dice lunga su come è andata a finire. Appena arrivata mio zio mi disse che per motivi di lavoro si sarebbe dovuto trasferire in un’altro paese da lì a breve … in un secondo i miei sogni s’infransero.

La mia non è una famiglia ricca, tutto quello che ho fatto l’ho fatto contando esclusivamente sulle mie forze, ed economicamente non ho mai avuto qualcuno che mi aiutasse. Se volevo fare qualche esperienza all’estero dovevo preoccuparmi totalmente della mia sussistenza, e questo valeva sia per il periodo all’estero che per quando sarei tornata a casa. La mia famiglia oltre al vitto e alloggio non mi avrebbe dato altro.
Il viaggio in Canada è stato per me uno sforzo immenso. Ho messo da parte soldi e ho chiesto un prestito in banca dove ero io totalmente responsabile, mia madre mi fece solo da garante, con mille raccomandazioni e controvoglia. 
La cifra chiesta in banca era piccola, ma per me erano tanti soldi, all’epoca lavoravo come barista e lo stipendio era così basso che se andavo una volta in più a mangiare la pizza finivo il mensile.
Quindi per me quella sarebbe stata l’unica occasione per poter fare un’esperienza di vita all’estero. 
Quell’esperienza mancata è il mio più grande rimpianto, tanto che ancora aggi, a distanza di 17  anni, ci piango sopra.

Comunque non permisi alla tristezza di rovinarmi la vacanza, e devo dire che in Canada ci tornerei domani stesso. Montréal è meravigliosa e le persone sono stupende. La città è sicura, tanto che qualche volta mi avventuravo da sola alla scoperta di negozi e strade. In una di queste esplorazioni solitarie mi sedetti in un caffè e assaggiai il mio primo Cinnamon Rolls.
Fu amore al primo morso, e da allora, ogni volta che ne addento uno, assaporo un po’ di voglia di libertà che ancora oggi non mi ha abbandonata.

Cinnamon Rolls

Cinnamon Rolls – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti: per 12 cinnamon rolls in una teglia cm 20×30 circa

500 gr di farina bianca 00 + q.b. per la spianatoia
120 gr. di latte
120 gr. di acqua 
60 gr. di zucchero semolato
1 uovo
9 gr. di lievito di birra secco (quello che si può aggiungere direttamente nella farina senza farlo sciogliere in acqua)
80 gr. di burro fuso
3 pizzichi di sale super fino
1 pezzetto di burro per ungere la ciotola

per la farcitura alla cannella:
20 gr. di burro fuso
5 gr. di cannella in polvere
30 gr. di zucchero muscovado
25 gr. di zucchero semolato

Per la glassa:
80 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio e 1/2 o al massimo 2 cucchiai d’acqua fredda

cottura:
180° forno preriscaldato – modalità statico – 30 minuti

tempi di riposo:
90 minuti  + 60 minuti 

– In una ciotola mescola insieme gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito di birra secco e il sale.
– In un’altra ciotola mescola insieme tutti gli ingredienti liquidi: latte, acqua, l’uovo sbattuto e il burro sciolto e raffreddato.
– Unisci i liquidi alla farina e impasta con le mani direttamente dentro la ciotola. Sposta l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continua a lavorare l’impasto fino a quando avrai ottenuto una palla liscia ed elastica. Imburra leggermente una ciotola e fai lievitare l’impasto, coperto con della pellicola da cucina per 90 minuti lontano da sbalzi di temperatura.
– Passato il tempo della prima lievitazione, lavora nuovamente l’impasto per qualche istante sulla spianatoia leggermente infarinata. Allarga l’impasto con l’aiuto di un matterello fino ad ottenere un rettangolo che misura 50×40 cm circa.
– A questo punto puoi passare alla farcitura: spennella tutta la superficie con 20 gr di burro sciolto e poi spolvera generosamente con un mix di cannella in polvere, zucchero muscovado e zucchero semolato (vedi la lista ingredienti per la farcitura).
– Arrotola delicatamente l’impasto partendo dal lato più lungo e compatta delicatamente con le mani. Avrai ottenuto un salsicciotto che taglierai in 12 rondelle della stessa dimensione (circa 3 cm d’altezza).
– Disponi ordinatamente i 12 Cinnamon Rolls nella teglia rivestita da carta forno (3 file da 4 Cinnamon Rolls), avendo cura di lasciarli distanziati un centimetro circa uno dall’altro. Copri la teglia con della pellicola da cucina lasciata morbida per permettere la seconda lievitazione, che sarà di 30 minuti in luogo riparato da correnti d’aria.
– Finita la seconda lievitazione inforna a 180° – forno statico preriscaldato – per 30 minuti.
– Quando i Cinnamon Rolls saranno a temperatura ambiente potrai decorarli con la glassa che farai mescolando 80 gr zucchero a velo con un cucchiaio e mezzo o al massimo due d’acqua, avendo cura di ottenere una glassa liscia e priva di grumi. La quantità d’acqua da usare dipende da quanto densa ti piace la glassa.

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io, in un caffè a Montréal (Canada – Québec – anno 2001) – immagine soggetta a Copyright

 

L’anno che verrà

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L’anno che verrà: riflessioni su l’anno che è passato e quello che sta per arrivare- immagine da banca immagine.

Come è andato il 2018?

Bene, ma non benissimo.
No, dai! non mi posso proprio lamentare e consapevolmente posso dire che tutto sommato mi è andata bene, a tratti anche di lusso, ma per dare un valore riconoscibile da tutti, posso dire che del mio 2018, il 75% è andato bene, mentre il 25% male. Il bilancio si è chiuso nettamente in positivo e per questo mi sento veramente fortunata e grata.

Questo che si sta chiudendo è stato un anno strano, avevo delle aspettative diverse, che solo in parte ho raggiunto.

La prima cosa da dire è che il 2018 è volato. Ultimamente mi capita spesso, i mesi e le stagioni si susseguono sempre più velocemente, e io rimango li a guardarmi nello specchio più vecchia ed incredula … ma come?!, mi sembra di essere tornata ieri dal mare e invece siamo già a fine anno! 
Quando il tempo passa così in fretta sono solo due i motivi: si sta invecchiando e si è felici. 
Quindi grazie vita, nel 2019 cercherò di assaporare meglio ogni attimo che mi regali, per custodirlo nella memoria prima che diventi vento. 

Pensavo che il 2018 fosse per me un anno di conferme, invece inaspettatamente, su alcune faccende sono rimasta sui blocchi di partenza. La cosa mi ha fatto sentire come un bozzolo in attesa di diventare farfalla, pronta a qualcosa di grande che però per qualche motivo tarda ad arrivare. Vorrà dire che aspetterò, sperando che il 2019 sia più propizio.

Nel 25% delle cose andate male ho pianto molto. Dio mio se ho pianto! penso di aver pianto parte delle lacrime più amare che la vita ha messo in serbo per me. In quel 25% mi sono sentita come un guscio di noce con dentro un oceano in tempesta, un mare che fa paura veramente, uno di quelli che ti fa dire:“qui non ne esco viva”. Mi sono sentita molto sola. 
Sono stati momenti complicati, il mio corpo ha somatizzato le mie difficoltà e mi ha restituito tutto il dolore in un unico momento. Mi sono resa conto che quel piccolo 25% di “non benissimo” poteva risucchiarmi senza speranza d’appello.
Così non è stato, ne sono uscita malconcia ma umanamente più ricca.

Però c’è da dire, che nonostante la mia sensazione di smarrimento, ho avuto la fortuna e la forza di saper reagire alle avversità.

Cosa mi aspetto per l’anno che verrà?

A dire il vero niente, per la prima volta nella mia vita non mi aspetto niente. Vorrei lasciare al nuovo anno la possibilità di stupirmi. Sento che nel percorso della mia vita fino ad oggi ho dato, ora vorrei sedermi e ricevere, nella speranza di ricevere cose buone e belle – oppure lasciare scorrere un anno così, a briglie sciolte.

Invece a te, che stai leggendo e che mi hai donato un po’ del tuo tempo, voglio augurare un 2019 felice e sereno. Vorrei avere una bacchetta magica per esaudire un tuo proposito o desiderio, ma il dono che vorrei realmente trasmetterti è quello della consapevolezza . 
Si, hai capito bene, consapevolezza!
La consapevolezza è una cosa meravigliosa, ha la forza della verità ed è intrisa di coraggio. La consapevolezza riesce a cambiare la vita, spesso in qualcosa di più onesto per noi stessi e come effetto collaterale ha la leggerezza di cuore e d’animo, quindi serenità e felicità.

Buon anno nuovo!
da Sonia

Natale con i tuoi, come sopravvivere al Natale casalingo

 

Per tutto dicembre, ogni settimana una ricetta è un argomento a tema.

Su Radio Oreb FM 90.200.

Ascolto in diretta e ulteriori info su frequenze Italia nel sito http://www.radioreb.org

Giorni:

Martedì 14.10 e 17.35

Giovedì 14.10 e 17.35

Sabato 22.00 circa

Pumpkin Pie, la torta di zucca perfetta per il Thanksgivin day

Sono una bambina degli anni ’80 e una “teenager” negli anni ’90.  
Era l’era delle boy band in lingua inglese e i telefilm americani nutrivano la mia immaginazione. 
Le mie serie TV preferite, mostravano il thanksgivin day con tanto di  pranzo tradizionale americano, dove enormi tacchini riempivano vassoi decorati in modo sublime. Il tutto avveniva in case meravigliose, con tavole imbandite e decorate in modo impeccabile. Le famiglie si riunivano, i figli tornavano a casa dal college e i parenti attraversavano il continente per ricongiungersi nel giorno del ringraziamento.

Il sogno americano era servito, o per lo meno lo era per me. Penso proprio, che il mio amore smisurato per New York ha radici ben ancorate in quel periodo della mia fanciullezza.

Sarà che sono figlia di divorziati da sempre, ma devo ammettere che questa festa americana aveva su di me un forte scendente … mi dava quel senso di famiglia e di radici che non avevo.
Ora sono grande e sono cambiata, ma la festa del ringraziamento ha sempre su di me un certo fascino.

Quest’anno ho deciso di festeggiare il Thanksgivin day, anche se so benissimo che  questa festa non fa parte della mia tradizione e cultura. Sento di doverlo alla piccola me, quella che stava sul divano a guardare la Tv con occhi sognanti.  
Cucinerò la tradizionale pumpink pie!

Pumpkin pie torta di zucca giorno del ringraziamento thanksgivin day

Pumpkin pie, la torta di zucca tipica del giorno del ringraziamento americano – thanksgivin day – immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per una tortiera diametro 24 cm

Pasta brisè dolce:
300 gr di farina 00
150 gr di burro freddo
75 ml di acqua ghiacciata
20 gr di zucchero semolato

  • In un mixer versa la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti e fai andare per qualche istante con la lama per impasto. Quando la farina avrà l’aspetto sabbioso introduci l’acqua ghiacciata e appena l’impasto si sarà appallottolato su se stesso estrailo.
  • Lavora l’impasto per qualche istante su una spianatoia e se necessario aiutati con un po’ di farina. Avvolgi la pasta brisè con della pellicola e fai riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo dedicati alla farcitura.

Farcitura:
500 gr di zucca già mondata
2 uova
30 gr di farina 00
350 ml di panna fresca da montare
50 gr di zucchero semolato
50 gr di zucchero di canna
50 gr di zucchero muscovado
10 gr (1 cucchiaio e 1/2) di Pumpkin Pie Spice – qui trovi la ricetta perfetta!
1 cucchiaino d’estratto di vaniglia
1 pizzico di sale

  • Cuoci la zucca al vapore, se usi una vaporiera per microonde ci vorranno solo 5 minuti!
  • In una ciotola lavora la zucca con un mixer ad immersione fino ad ottenere una purea liscia. Fai intiepidire per qualche minuto.
  • Aggiungi le uova e mescola bene con una frusta a mano. Continuando a mescolare incorpora gli zuccheri, la panna, il mix di spezie (Pumpkin Pie Spice), l’estratto di vaniglia, il pizzico di sale e infine la farina.
  • Stendi la pasta in una tortiera imburrata ed infarinata e decora il brodo con gli avanzi d’impasto ritagliati a forma di foglia e fiore (per attaccare le decorazioni puoi aiutarti con un pennello imbevuto d’acqua o d’albume). Bucherella la base del guscio di pasta brisè con una forchetta, rivestilo con carta forno e adagia sul fondo dei pesi da cottura in ceramica. Inforna a 180° – forno statico – per 10 minuti.
  • Estrai dal forno il guscio di pasta brisè, elimina la carta forno e i pesi da cottura. Riempi la tortiera con la farcitura di zucca (non preoccuparti se ti sembra troppo liquida, una volta cotta si rassoderà) e inforna a 200° – forno statico – per 10 minuti, poi continua la cottura a 180° – forno statico – per 40 minuti.
  • Questa torta va servita fredda. Se vuoi puoi accompagnarla con della soffice panna montata.

Se ti è piaciuta questa ricetta condividila con i tuoi amici! e prova la ricetta della mia torta di zucca e cioccolato, ottima per entrare in atmosfera natalizia.

Arrosto di maiale al latte – alcune ricette parlano d’amore più di altre.

Alcune ricette parlano d’amore più di altre, come questa che vi voglio raccontare. 

Correva l’anno 2005 e per cena avevo invitato quello che oggi è mio marito.

Era la nostra prima cena “homemade” preparata da me, ci frequentavamo da poco e l’emozione era tanta. Io vivevo da sola e lui ancora non lo sapeva.

Non ricordo nei dettagli quella romantica serata casalinga, ma con tenerezza ricordo bene che eravamo giovani, mediamente stupidi e innamorati.

Il tempo ci ha dato ragione, nonostante che molte delle nostre acerbe convinzioni, con gli anni hanno preso tangenti così lontane dal punto d’origine, da rimanerne quasi stupefatti. In poche parole, siamo cresciuti e siamo più saggi.

Ma una cosa è rimasta invariata da quella sera del 2005, ed è l’amore che ancora oggi ci tiene uniti, e davanti a questo arrosto al latte è iniziato tutto.

arrosto di maiale al latte

Arrosto di maiale al latte – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4/6 persone:
850 gr di Arista o Lonza di maiale legata con spago da cucina
2 carote (circa 180 gr)
1 costa di sedano (circa 85 gr)
1/2 cipolla bianca o gialla (circa 100 gr)
Bouquet garni: fatto con una foglia d’alloro e un rametto di rosmarino
3 cucchiai di olio evo
700 ml di latte (meglio se intero, ma va benissimo anche quello parzialmente scremato)
sale e pepe q.b.

  • In una casseruola dal fondo spesso e dai bordi alti, metti a soffriggere il trito fine di verdure (sedano, carote e cipolla) con l’olio evo.
  • Quando il soffritto avrà preso calore, aggiungi l’arrosto di maiale e fai sigillare ogni lato della carne a fuoco medio alto. Fai attenzione a non far attaccare o bruciare il soffritto.
  • Versa il latte, aggiungi il bouquet garni e aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento.
  • Abbassa la fiamma e continua la cottura sul fornello per almeno due ore e mezza, ricordandoti di controllare e girare l’arrosto di tanto in tanto. (Fai molta attenzione al primo bollore del latte, perché se chiudi il coperchio tenderà a schiumare, quindi, ti consiglio di continuare la cottura con il coperchio leggermente aperto per far sfiatare il vapore).
  • Una volta cotto l’arrosto, elimina lo spago e servilo tagliato a fette irrorato con il fondo di cottura ben frullato, fino ad ottenere crema arancione morbida e vellutata.

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con i tuoi amici! E non perdere il castagnaccio! La mia ricetta è facile, veloce e ti terrà compagnia nelle merende d’autunno.