Insalata di finocchio, arance e noci

La ricetta perfetta per un contorno facile e veloce per il pranzo di Natale.

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Ingredienti per 2 persone:
1 finocchio grande
2 arance bionde + 1/2 arancia bionda per il succo
50 gr. di gherigli di noci
4 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaio di aceto di mele
sale e pepe q.b.

– Lava e affetta il finocchio finemente e adagialo su un piatto da portata.
– Pela con il coltello due arance e ricavane degli spicchi di sola polpa che dovranno essere senza la pelle ed eventuali ossicini.
– Decora il finocchio con gli spicchi d’arancia e cospargilo con i gherigli di noci sbriciolati a mano.
– Prepara la vinaigrette*: emulsiona* 4 cucchiai d’olio e.v.o. con un cucchiaio di aceto di mele, il succo di 1/2 arancia filtrato e sale e pepe a tuo piacimento.
– Condisci l’insalata di finocchio con la vinaigrette e servi.
(* vedi sezione “parole in cucina” del blog)

Biscotti di Natale speziati

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Ecco la ricetta facile e di sicuro successo per fare dei deliziosi biscotti speziati per la merenda delle feste o per decorare l’albero di natale.

Ingredienti per biscotti di Natale speziati:
250 gr di farina bianca
9 gr di lievito in polvere per dolci
1 cucchiaio di cannella in polvere
1 cucchiaio di noce moscata in polvere
1 cucchiaio di zenzero in polvere
125 gr di burro
125 gr di zucchero di canna
50 gr di mandorle macinate fini
1/2 cucchiaino di estratto di mandorla (la comune fialetta aromatizzata per dolci)
1 uovo grande sbattuto

(Con queste quantità potrai fare 15 biscotti a forma di omino piccoli 7,5×10 cm + 1 biscotto grande a forma di omino 10×13 cm)

– Setaccia e mescola in una ciotola la farina, il lievito, la cannella, la noce moscata, lo zenzero, lo zucchero di canna e la polvere di mandorle tritate.
– Lavora il burro a temperatura ambiente con la farina fino ad ottenere un composto che si sbriciola.
– Aggiungi l’uovo sbattuto con l’estratto di mandorla e continua ad impastare fino ad ottenere una palla liscia. Avvolgi l’impasto ottenuto nella pellicola trasparente e falla riposare in frigorifero per 20 minuti.
– Stendi la pasta con il matterello su una superficie leggermente infarinata e con l’apposito stampino ricava i biscotti a forma di omino dello spessore di 1/2 cm circa.
– Sistema i biscotti su una placca rivestita di carta con forno e inforna a 180° forno statico per 15 minuti, fino a quando i biscotti saranno leggermente dorati, poi falli raffreddare nell’apposita griglia da raffreddamento per dolci.
– Una volta freddi decora i biscotti a tuo piacimento con la glassa reale bianca.

Ricetta per glassa reale bianca:
1 albume di uovo medio
300 gr di zucchero a velo
il succo di 1/2 limone filtrato

– In una ciotola monta a neve ferma l’albume, poi aggiungi lo zucchero a velo e mescola il tutto usando sempre le fruste elettriche.
– Infine incorpora il succo di limone e mescola bene il composto ottenuto.
– Con l’aiuto degli appositi strumenti decora i biscotti a tuo piacimento.

Note:
– Se usate i biscotti per decorare l’albero di natale, ricordatevi di fare i fori per i cordini una volta posizionati i biscotti sulla placca. Usate uno stecchino di legno e ricordatevi fateli abbastanza grandi, perché durante la cottura i buchi tenderanno a chiudersi.
– Il quantitativo di glassa indicato è sufficiente per 4/5 infornate di biscotti.

Zuppa di lenticchie

Ingredienti per 5 persone:

250 gr di lenticchie secche
700 ml di brodo vegetale
15 gr di filetti d’acciughe dissalati
1/2 cipolla gialla piccola (circa 75 gr)
2 carote piccole (circa 140 gr)
1 costa di sedano piccola (circa 35 gr)
3 foglie di salvia
3 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di prezzemolo
100 gr di passata di pomodoro
sale e pepe q.b

– Metti a bagno in acqua fredda le lenticchie per una notte (o per quanto indicato nella confezione).
– Fai un trito fine con le verdure, il prezzemolo, la salvia, e taglia le carote a rondelle.
– In un tegame fai scaldare l’olio e.v.o. e soffriggi il trito di verdure con i filetti d’acciuga dissalati. Aggiungi le carote e le lenticchie lavate e scolate. Fai insaporire tutto per qualche istante, aggiungi il concentrato di pomodoro insieme alla passata di pomodoro e allunga con il brodo caldo.
– Aggiusta di sale e pepe quanto necessario e fai cuocere a fuoco basso per un’ora.

RISOTTO ALLA ZUCCA

Il risotto è un piatto forte della cucina italiana, soprattutto all’estero. Adoro questo primo piatto perché mi permette di riciclare gli avanzi … il risotto è davvero buono con quasi tutto! L’unica cosa difficile di questo piatto è mettere d’accordo i commensali, perché c’è chi lo preferisce all’onda, chi al dente e chi lo ama mantecato e più compatto.

Cosa vuol dire risotto all’onda? è la consistenza ottimale del risotto, che si deve presentare non troppo liquido e non troppo compatto: muovendo la casseruola il risotto deve formare l’onda

Cosa vuol dire mantecare? Dallo spagnolo manteca (burro), procedimento volto a conferire consistenza cremosa a una preparazione. Si dice soprattutto del risotto nel quale eventuale eccedenza di brodo presente al termine della cottura viene emulsionata con burro e parmigiano grattugiato.

Ingredienti per 4 persone:

1 lt e 200 ml brodo di gallina leggero (vedi ABC)

320 gr riso Vialone Nano

200 gr zucca di Chioggia già mondata

20 gr burro

100 ml di vino bianco secco ( circa 1/2 bicchiere)

15 gr di grana padano ( circa 2 cucchiai)

60 gr di cipolla gialla ( circa 1/2 cipolla piccola)

2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

– Metti sul fuoco il brodo (leggero mi raccomando) con la zucca precedentemente mondata, e fallo cuocere fino a quando la zucca diventerà tenera. Una volta pronta la zucca scolala dal brodo, schiacciala con una forchetta e mettila da parte.  Il brodo dove avrai cotto la zucca ti servirà per sfumare il risotto, quindi mantienilo caldo.

– In una casseruola antiaderente fai imbiondire la cipolla tritata finemente con l’olio extra vergine d’oliva, aggiungi il riso e fai insaporire per qualche istante, poi sfuma con il vino bianco e fallo evaporare dal tutto per eliminare la parte alcolica.

– Procedi la cottura del risotto mescolando con moderazione e aggiungendo di tanto in tanto qualche mestolo di brodo. Procedi questa operazione ogni volta che il riso assorbe il brodo.

– A metà cottura del risotto aggiungi e amalgama bene la zucca schiacciata.

– Quando il risotto è cotto togli la casseruola dal fuoco e manteca con il burro e il grana padano. Servi ben caldo.

Muffins salati alle erbe aromatiche e feta

Copyright foto foodandlifeblog.com

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Ingredienti per 6 muffins:

125 gr di farina bianca
1 uovo
8 gr di lievito in polvere per dolci
125 gr di yogurt magro al naturale
1/2 spicchio d’aglio
1 cucchiaino raso di sale fino
35 ml olio di semi
1 manciata di erbe aromatiche (prezzemolo, rosmarino, salvia, timo)
100 gr di feta
6 pomodorini ciliegini
pepe q.b.

  • Lava e trita finemente le erbe aromatiche con l’aglio e metti da parte.
  • In una ciotola mescola insieme l’uovo con l’olio, il sale, una macinata di pepe, lo yogurt e il trito di erbe aromatiche. Amalgama bene gli ingredienti fino ad ottenere una crema omogenea, poi aggiungi la farina setacciata con il lievito in polvere e infine la feta a cubetti.
  • Distribuisci il composto nell’apposito stampo per muffins rivestito da pirottini in carta antiaderente e metti al centro di ogni muffin un pomodorino facendo una leggera pressione.
  • Inforna a 180° (forno statico) per 28 minuti. I muffins salati vanno serviti a temperatura ambiente.

Panzanella

Questa è una ricetta che rende pienamente omaggio all’estate. La Panzanella è un antipasto toscano, ma generalmente preferisco mangiarla come piatto unico, specialmente nei caldi pranzi estivi. Di Panzanella ne esistono molteplici varianti, con il pane sbriciolato con o senza crosta, con l’aggiunta o meno del cetriolo e a volte arricchito con le olive. Questa è la versione che preferisco, perché mi permette di tenere il pane abbastanza compatto e mi piace sentire in bocca le differenti consistenze di tutti gli ingredienti. Consiglio di prepararla e servirla immediatamente o di aspettare al massimo un’ora, se conservata in frigo coperta con della pellicola.

 

Panzanella

(Copyright immagine http://www.foodandlifeblog.com)

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di pomodori datterini
1 cetriolo (circa 220 gr)
1 cipolla rossa di Tropea piccola (circa 110 gr)
foglie di basilico fresco q.b.
4 fette di pane toscano (sciapo) vecchio di due giorni (circa 220 gr)
6 cucchiai di olio e.v.o.
3 cucchiai d’aceto di vino bianco
sale e pepe q.b.

– Taglia a julienne la cipolla e mettila in acqua fredda con 1 cucchiaio d’aceto per un’ora circa.
– Taglia il pane a quadrotti grossolanamente e mettili in una ciotola e condiscilo con sale, pepe, due cucchiai d’olio e.v.o. e 1 cucchiaio d’aceto; mescola bene il tutto.
– Prepara gli ortaggi: lava i pomodorini e tagliali a metà, pela il cetriolo e taglialo a cubetti. Metti le verdure in una ciottola da portata e aggiungi la cipolla strizzata, le foglie di basilico spezzettate e condisci con sale, pepe, 1 cucchiaio d’aceto e 4 cucchiai di olio e.v.o. Aggiungi il pane precedentemente condito, mescola e servi.

copyright foto foodandlifeblog.wordpress.com

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Padellata d’asparagi con uova in camicia

Copyright foto: foodandlifeblog.wordpress.com

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Tempo d’asparagi.
Finalmente la natura ci offre questo ortaggio meraviglioso, particolare e gustoso.
Voglio proporvi questa ricetta veramente facile, che permette di gustare l’asparago in modo diverso (generalmente viene servito lesso) ed è la base perfetta per un risotto o una pasta all’uovo saltata in padella. Provatela, non ve ne pentirete!

Ingredienti per 2 persone:
450 gr d’aspargi misti (circa 5 asparagi bianchi e 5 asparagi verdi)
1 cipollotto (circa 30 gr)
15 gr burro
50 ml vino bianco
2 cucchiai di olio e.v.o.
sale e pepe q.b.

Per le uova in camicia:
4 uova
1,5 lt d’acqua per la cottura delle uova
1 cucchiaio d’aceto bianco
sale e pepe q.b.

– In una padella capiente fai soffriggere il cippollotto tritato con l’olio, una volta imbiondito aggiungi gli asparagi pelati e tagliati diagonalmente, poi sfuma con il vino a fuoco vivace. Una volta evaporato il vino abbassa la fiamma, aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e procedi la cottura per circa 20 minuti. Una volta cotti gli asparagi, manteca con il pezzetto di burro a fuoco spento.

– A metà cottura degli asparagi fai bollire una pentola d’acqua con circa 1,5 lt d’acqua e il cucchiaio d’aceto, nel frattempo rompi un uovo in una tazzina o una ciotolina. Quando l’acqua bolle, con l’aiuto di un cucchiaio crea un vortice nella pentola mescolando l’acqua in senso orario; a questo punto versa l’uovo al centro del vortice e delicatamente agevola la formazione della “camicia” con la punta del cucchiaio. Passati due/tre minuti l’uovo si sarà addensato e potrai scolarlo con una schiumarola e farlo asciugare su un tagliere. Ripeti l’operazione per tutte le uova.

– Servi gli asparagi caldi con sopra l’uovo in camicia spolverato di sale e pepe.

 

Pavlova con crema al cacao e pere

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Ingredienti per 10 gusci di meringa monoporzione:
90 gr di albume d’uovo (circa 3 uova piccole)
90 gr di zucchero a velo
90 gr di zucchero semolato fine
3 cucchiai di liquore amaretto (1 per albume)

– Accendi il forno a 95°, statico.
– Monta a neve ben ferma gli albumi insieme a metà degli zuccheri setacciati e al liquore all’amaretto (puoi usare un mixer o le fruste elettriche). Aggiungi lo zucchero rimanente e incorporalo a mano con l’auto di una spatola di gomma con movimenti circolari dal basso verso l’alto per non far smontare il composto.
– Trasferisci la meringa in una sac à poche con una bocchetta a stella e su una teglia rivestita da carta da forno dai alla meringa la forma di gusci (vedi foto) che serviranno per contenere il ripieno.
– Inforna per 110 minuti.
– Una volta pronti i gusci di meringa e raffreddati, staccali dalla teglia del forno e metili da parte.

Note: ricorda che la meringa deve solo asciugare, quindi il tempo e la temperatura può variare da forno a forno.

Ingredienti per la crema al cacao:

40 gr di cacao amaro in polvere (3 cucchiai circa)
300 ml latte
30g farina tipo 1 o 00
3 tuorli d’uovo
80 g zucchero

– In una ciotola lavora bene con una frusta i tuorli con lo zucchero sino a che questo si sarà sciolto ed amalgamato.
– Unisci il cacao in polvere e la farina setacciati, poi aggiungi il latte. Mescolate bene e versa in un pentolino possibilmente antiaderente e fai cuocere fiamma medio/bassa mescolando continuamente sino a portare a bollore. A questo punto abbassa la fiamma e cuoci per altri 3-4 minuti.
– Versa la crema che si sarà addensata in un contenitore da frigo e coprila con la pellicola alimentare, che dovrà aderire bene alla crema. Una volta raffreddata metti in frigo per almeno un paio d’ore.

Note: al momento della farcitura consiglio di utilizzare la crema al cioccolato a temperatura ambiente.

Ingredienti per la composta di pere:
– 3 pere Williams rosse (circa 650 gr)
– 1/4 di stecca di vaniglia
– 10 gr di zucchero
– 300 ml d’acqua

– Lava, monda e taglia a cubetti le pere, ma ricordati di tenerti da parte qualche fettina di frutto per la decorazione (vedi foto).
– In una padella antiaderente fai caramellare a fiamma media le pere a cubetti con lo zucchero, l’acqua e i semi della stecca di vaniglia. La frutta sarà pronta quando risulterà ammorbidita e sarà totalmente evaporata l’acqua, ci vorranno circa 25 minuti.

Ingredienti per la decorazione:
– cacao amaro in polvere q.b.
– 200 ml di panna fresca da montare

Procedimento:
– Metti al centro di un piattino da portata il guscio di meringa, riempilo fino a 2/3 con la crema al cacao e lo spazio rimanente con la composta di pere. Decora la parte superiore della Pavlova Hillary con una fettina di pera e una leggera spolverata di cacao amaro. Accompagna con abbondate panna montata.
– procedi nello stesso modo con i gusci di meringa rimasti.

Note:
– Per agevolare le operazioni consiglio di usare una sac à poche per la crema al cacao e la panna montata.
– Le Pavlove danno il loro meglio se assemblate e mangiate immediatamente.

Lasagne alla ligure

Copyright foto: food and life blog

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Ingredienti per 6 persone (una teglia cm 30×20 circa)

4 fogli di lasagne fresche 30×20 circa o 200/250 gr di lasagne secche (il peso dipende dal tipo di lasagna scelto)
200 gr di fagiolini
2 patate grandi (600 gr circa)
10 gr burro
60 gr di Grana Padano grattugiato
100 gr pesto
sale q.b.

Per la besciamella:
50 gr di burro
50 gr di farina tipo 1 o 00
1/2 lt latte

– Monda e lessa in due pentole distinte i fagiolini interi e le patate tagliate a cubetti, in abbondante acqua salata per 15 minuti dal bollore. Scolali e metti da parte.

– Prepara la besciamella facendo sciogliere il burro in una casseruola, poi aggiungi la farina e mescola velocemente con una frusta per non far formare i grumi, poi aggiungi il latte sempre mescolando. Aggiusta di sale e continua la cottura mescolando fino a quando sarà addensata. Togli la casseruola dal fuoco, aggiungi il pesco e amalgama bene il tutto. Tieni da parte un cucchiaio di pesto per decorare l’ultimo strato della lasagna.

– Imburra una teglia, spalma due generose cucchiaiate di besciamella al pesto sul fondo, poi fai uno strato di lasagne precedentemente lessate per 5 minuti in acqua salata, uno di besciamella al pesto, uno di patate e fagiolini e spolvera con un po’ di grana grattugiato. Procedi nello stesso modo per altri tre strati. Decora l’ultimo strato con ciuffetti di pesto.

– Inforna a 190° per 40 minuti – forno statico.

Reginette con broccolo fiolaro di Creazzo

copyright foto food and life blog

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Ingredienti per 4 persone

320 gr pasta formato Reginette
200 gr broccolo fiolaro di Creazzo già mondato
80 gr sopressa vicentina DOP
50 gr cipolla gialla
1/2 rametto di rosmarino
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai olio e.v.o.
sale e pepe q.b.

– Lessa le foglie di broccolo fiolaro in abbondante acqua salata per 20 minuti, poi scolale, strizzale bene e tritale finemente al coltello e metti da parte.

– In una padella capiente fai scaldare l’olio e.v.o. e imbiondisci la cipolla tritata con lo spicchio d’aglio intero, poi aggiungi la sopressa tagliata a striscioline, il rosmarino tritato finemente al coltello e infine il broccolo fiolaro. Regola di sale e pepe a tuo piacimento e fai insaporire per 10 minuti, se necessario allunga con un po’ d’acqua calda.

– Mentre fai il sugo di broccolo fiolaro, lessa la pasta in abbondante acqua salata e una volta cotta scolala al dente, versala nella padella con il condimento e amalgama bene gli ingredienti.

Note:
Questa ricetta è interessante anche con le erbette spontanee di campo, provare per credere!

L’armadio perfetto: i capi basic dell’abbigliamento femminile

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Ecco la lista degli indumenti basic che, secondo me, non possono mancare nell’armadio.
Una lista vista e rivista più volte nel corso degli anni e frutto di una serie infinita di acquisti compulsivi e capi più o meno azzeccati. I basic sono lo “zoccolo duro” del nostro stile, sono quei vestiti che non devono assolutamente mancare, quelli che una volta usurati e rovinati devono essere assolutamente sostituiti, quelli che sopravvivono alle tendenze e vengono riproposti sempre, sono l’ancora di salvezza e una certezza in momenti di indecisione e dubbi vari.
Gli indumenti basic sono sinonimo di sobrietà, perché sono l’equivalente del jolly nel nostro guardaroba, ben si abbinano tra di loro, ma danno il meglio con il capo d’abbigliamento o l’accessorio più stravagante che rispecchia al meglio la nostra personalità.
Sfortunatamente nella ricerca del capo basic perfetto scoprirete che le cose più semplici sono le più difficili da trovare, è una triste realtà che renderà i vostri basic ancora più preziosi.

I colori basic nell’abbigliamento sono:

– Bianco
– Nero
– Nocciola / Marrone
– Blu / Azzurro
– Grigio

Queste sono le nuance base, quelle a cui faremo sempre riferimento, quelle che non passano mai di moda. Tutto il resto è arricchimento del nostro guardaroba.

Abbigliamento Basic:

– 2 camicette di seta: colore bianco e nero, oppure una in nuance chiara e una in nuance scura. Scegliete voi lo stile che preferite (bohemien, dandy, minimal, elegante, con o senza fiocco ec…), dovranno essere due camicette da usare nelle situazioni più eleganti e danno un tocco di bon ton che in certe occasioni è indispensabile.

– Trench: colore kaki o nero

– 2 Top da sera: colore bianco e nero

– 2 Pullover: colore blu navy e nocciola. Per lo scollo scegliete quello che preferite e quello che vi fa sentire più a vostro agio. Con vostro stupore scoprirete che il colore blu navy è quasi introvabile e se lo trovate non sarà confezionato come volete voi.

– Giacca nera: per questo capo valutare due pesantezze, una per l’inverno e una per la primavera.

– Giacca country inglese: quella da professore con le toppe sui gomiti, la giacca più sportiva, quella in tartan o velluto, quella da cottage in campagna. Tenetevi sulle tinte della natura, cioè nocciola, marrone o verde muschio.

– Camicia in jeans.

– 2 cardigan: colore nero e grigio. Per questi capi valutare due pesantezze, una per l’inverno e una per la primavera.

– 2 pantaloni eleganti: colore nero e blu.

– 2 paia di jeans: immancabile quello di colore blu scuro, e uno in nuance più chiara.

– Pantalone sportivo: colore verde militare o kaki.

– Tubino nero.

– Gonna nera al ginocchio: per questo capo valutare due pesantezze, una per l’inverno e una per la primavera.

– Gonna in tessuto tartan o similare.

– Cintura nera elegante.

– Cintura in cuoio sportiva.

– Sottogiacca nero: semplice, girocollo, accollato.

– Giubbotto sportivo in pelle nera: tipo chiodo oppure biker, quello che preferite e amate. E’ perfetto per la mezza stagione e darà una botta di grinta al vostro look. Io, ad esempio, sono una nostalgica del chiodo.

– 3 t-shirt tipo polo: immancabile quella bianca, poi una in nuance chiara e una più vivace del colore che preferite.

– T-shirt a righe bianca e blu: quella in stile marinaio … in modo subdolo tornano sempre!.

– T-shirt bianca: quella iconica, a mezza manica in cotone, quella di James Dean per capirci. Quella perfetta, che dura nel tempo e che non si accorcia dopo il lavaggio in lavatrice è quasi introvabile.

– 2 sottovesti a gonna: colore bianco e nero.

– 3 completi intimi senza cuciture e coprenti: colori nero, bianco, nude.

– Cappotto nero: lunghezza fino al ginocchio

– Tuta da ginnastica (coordinato).

– Felpa: colore grigio, ma quella carina e molto femminile.

– Scarpa décolleté in pelle nera, tacco alto: anche se non portate abitualmente i tacchi, questa scarpa bisogna averla.

– Borsetta da sera nera: quindi piccola, a mano o a baghette. Più semplice è più la userete.

– Vestito o completo in stile safari: sembra strano ma torna sempre di moda, questo completo in qualche pomeriggio assolato vi darà grandi soddisfazioni.

Consigli:

– L’accessorio farà la differenza, è una regola indiscutibile!

– Trovate la vostra sarta di fiducia, é indispensabile per piccole riparazioni e per adattare alla perfezione vestiti della grande distribuzione che spesso stanno male ai manichini, figuriamoci su donne in carne e ossa.

– I basic sono gli unici vestiti per cui vale la pena spendere qualche soldo in più, perché sono i capi che devono durare nel tempo e i più difficili da trovare.

– Anche se fa tanto “nonnina” rivalutate l’uso della sottoveste, soprattutto in estate. Non è bello vedere attraverso i vestiti imbarazzanti trasparenze e inestetiche aderenze. Posso assicuravi che con la sottoveste i vestiti scivolano meglio sul corpo.

– Rivalutate i collant nuance nude, tolgono gli inestetismi delle gambe, i vestiti scivolano meglio sul corpo e rendono le gambe più compatte e sode. L’importante è azzeccare la nuance giusta. Kate Middleton li usa regolarmente. Osate con i collant con la riga dietro!

Dietro le quinte del Room Service del Waldorf NYC

Nel giorno di San Valentino, cosa c’è di più romantico di una colazione a letto in compagnia della propria dolce metà?

Ecco svelato cosa c’è dietro dietro il Room Service dell’iconico Waldorf di NYC: una serie di persone attente e preparate, un’organizzazione pazzesca e la vocazione ad una lavoro complesso. Tutto questo e molto di più per farci sentire coccolati e felici del nostro soggiorno.

UOVA ALLA BENEDICT – WALDORF ASTORIA STORY

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Oggi voglio parlarvi di un’icona di New York, l’hotel Waldorf Astoria ed del suo ristorante.

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Questo hotel ha visto passare nelle sue suit e nelle sue meravigliose tavole imbandite le personalità più eccentriche ed importanti di tutto il mondo.
Ho potuto provare in prima persona l’eccellenza della cucina nella sua steek hous, il BB Club (vedi foto sotto).
Se siete in città vi consiglio di gustarvi un superbo filetto in questo elegante club dalle ambientazioni leggermente retrò e dalle luci soffuse, inoltre nell’attesa del vostro tavolo potete gustarvi un cocktail nel loro fornitissimo bar, circondati da persone eleganti e persino un po’ bizzarre (in fin dei conti stiamo parlando di americani abbigliati a festa). Vi devo avvisare! se cercate la carne a chilo in stile “texano” non è il locale che fa per voi, al BB club è necessaria la prenotazione e per i signori è richiesta la giacca, ma ne vale veramente la pena!

Voglio proporvi una ricette nata nel ristorate di questo iconico hotel nei suoi anni più glamour, pariamo delle uova alla benedict. Lo sapevate che questa pietanza è nata per riprendersi dopo una notte di bagordi?

Correva l’anno 1984 e siamo nel ristorante del Waldorf Hotel (oggi si chiama Waldorf Astoria Hotel) e Il Sig. Lemuel Benedict, agente di cambio della borsa di New York e noto donnaiolo dell’epoca, una mattina vittima dei postumi di una sbornia (ma comunque non troppo nauseato), ordinò una sostanziosa colazione che consisteva in due uova in camicia, del pane tostato, del bacon canadese ed un bricco di salsa olandese. Una volta ricevuta al tavolo la sua ordinazione, provvide egli stesso alla composizione del piatto: lo stesso che oggi porta il suo nome.
Questo insolito assemblaggio a panino attirò l’attenzione del maitre di sala, il famoso “Oscar del Waldorf ”, e una volta assaggiato, decise di inserirlo nel menu’ dell’albergo, sostituendo il toast con un English muffin.

2012_06_10 - Insalata Waldorf - oscar

Ingredienti per 4 persone:
– 4 english muffins (vedi la mia ricetta in questo link : http://wp.me/p3OzLs-5I)
– 4 uova
– olio e.v.o. per friggere q.b.
– 8 fette di pancetta stufata (circa 65 gr)
– 4 cucchiai di salda olandese
– una casseruola a bordi alti per cucinare le uova in camicia
– 1 lt d’acqua
– una padella
– prezzemolo o erba cipollina q.b. per la decorazione

Ingredienti per la salsa olandese:
– 1 Tuorlo d’uovo
– 50 gr di burro fuso
– 1 pizzico di sale
– 1 cucchiaino d’aceto di vino bianco
– 2 gocce di limone
– 1 cucchiaio di acqua fredda
– un pentolino per la cottura a bagnomaria
– una ciotola di vetro per la cottura della salsa a bagnomaria

Come preparare la salsa olandese:
– Fai bollire dell’acqua in un pentolino poi spegni il fuoco.
– Prendi una ciotola di vetro, posizionala sopra il pentolino con l’acqua bollente e monta con una frusta il tuorlo d’uovo con un cucchiaio d’acqua fredda fino ad ottenere un composto spumoso.
– Continuando a sbattere il composto, incorpora il burro fuso e una volta ottenuta una salsa liscia e corposa aggiungi un pizzico di sale (mi raccomando pochissimo), l’aceto e le gocce di limone, togli la ciotola dalla fonte di calore e mescola con una paletta di gomma. La salsa è pronta.

Procedimento ricetta:
– In una padella fai scaldare un po’ di olio e.v.o. e friggi per pochi istanti le fette di pancetta su entrambi i lati e metti da parte.
– In un pentolino fai bollire 1 litro d’acqua, con un cucchiaio crea un vortice e adagia all’interno 1 uovo precedentemente aperto in un bicchiere o in una ciotolina. Attendi 5 minuti e se necessario aiuta la formazione della “camicia” facendo girare delicatamente l’acqua. Una volta pronto l’uovo in camicia, scolalo e mettilo da parte. Ripeti l’operazione con le uova rimaste.
– Taglia a metà un english muffin, sulla fetta di pane inferiore fai uno strato con due fette di pancetta, adagia sopra l’uovo in camicia e cospargi l’uovo con un cucchiaio di salsa olandese. Infine decora con una spolverata di prezzemolo o erba cipollina e servi con la fetta di pane rimanente a lato. Procedi nello stesso modo con le porzioni rimanenti.

Note: come alternativa si può utilizzare dello Speck o del prosciutto crudo di Parma.

timthumb.phpFoto tratta da http://www.waldorfnewyork.com/dining/bull-and-bear-steakhouse.html

timthumb-1.phpFoto tratta da http://www.waldorfnewyork.com/dining/bull-and-bear-steakhouse.html

Il biologico tradito: cresce la domanda ma spariscono i veri coltivatori bio

settimanale Internazionale

Il biologico tradito


Nel settimanale Internazionale in edicola questa settimana, c’è un articolo che tratta la questione spinosa dell’agricoltura biologica.
 L’inchiesta è del settimanale tedesco Der Spiegel (con foto di Ville Varumo) e snocciola alcuni dati e osservazioni sul mondo biologico in Germania e ne emerge un quadro preoccupante, dove i buoni propositi vengono omologati e schiacciati da logiche commerciali.La cosa impressionante e che leggendo questo articolo ci si dimentica che si sta parlando della Germania, ma sembra il ritratto dell’Italia. Questo a dimostrazione che il biologico è una faccenda che riguarda tutti i popoli nella stessa misura e da queste osservazioni possiamo imparare per prevenire. 

Ecco un riassunto-estratto dell’articolo.

In Germania la domanda di prodotti bio è alta, ma i veri coltivatori del biologico stanno sparendo. Oggi le aziende del settore sono sempre più simili a quelle dell’agricoltura industriale.

Sono più di vent’anni che Nennecke coltiva varietà rare di patate nella sua fattoria biologica nel nord della Germania. Nennecke ha perso i terreni che aveva in affitto, e già l’anno scorso i primi trenta ettari sono finiti al gestore di un impianto per la produzione di biogas, che poteva pagare un prezzo molto più alto grazie a generosi incentivi statali e i terreni che Nennecke ha decontaminato in anni di lavoro, sono stati sottoposti a un trattamento per sterminare le erbacce.
In Germania è scoppiato il conflitto “bio contro bio” e ogni anno circa seicento aziende agricole bio chiudono o si convertono all’agricoltura convenzionale. Il motivo principale, anche se non l’unico, è la guerra dei prezzi dei terreni agricoli.
Fino a pochi anni fa la produzione bio si contrapponeva all’agricoltura industriale come idea diversa di sviluppo. Oggi gran parte del settore è più vicina al nemico che all’idea originaria di agricoltura sostenibile.
I produttori attenti all’ambiente sono in crisi, e proprio in un periodo in cui i prodotti biologici sono più richiesti che mai. L’agricoltura biologica è minacciata soprattutto dalla scarsità di terre coltivabili, infatti le coltivazioni di piante impiegate per produrre energia occupano già quasi un quinto di tutta la superficie coltivabile tedesca. Questa è una minaccia per l’ambiente. Le varietà di mais usate per produrre biogas sopportano bene i pesticidi, che sono usati in gran quantità. Inoltre, i residui di fermentazione degli impianti di biogas finiscono nei terreni coltivabili insieme ai liquami prodotti dagli allevamenti intensivi, inquinando la falde acquifere.

Claus e Babette Andersen, due allevatori di pollame bio di Selk, nello Schleswin-Holstein, sostengono che il settore del biologico è “regolamentato eccessivamente”. “Purtroppo”, dicono, “ora trascorriamo la metà della giornata a sbrigare pratiche”. Ogni mattina bisogna annotare l’ora d’uscita dei polli: e questa è solo una piccola seccatura. Ma la norma che impone di lasciar uscire le galline giovani dal pollaio solo dopo che sia stato deposto il primo uovo li fa imbestialire. Il problema è che molte delle loro galline non hanno ancora raggiunto il peso necessario per deporre le uova: “Dal momento che le galline che razzolano in libertà non sono alimentate in modo mirato, depongono il loro primo uovo più tardi delle altre”. Poi ci sono le frodi, che stanno rovinando la reputazione dell’agricoltura biologica.

L’economia verde ormai non rende più. Cos’è successo? Sembrerà assurdo, ma la risposta è che il settore è vittima del suo stesso successo.

Tutto è cominciato nel 2001 con lo slogan “Bio per tutti”, lanciato dall’allora ministra dell’agricoltura Renate Kunast. In poco tempo i prodotti bio sono usciti dalla nicchia e nelle città tedesche sono spuntati come funghi catene di negozi e supermercati biologici ecc. . Quella che sembrava la transizione lungamente desiderata verso il “biologico per tutti” si è trasformata in una maledizione. Il settore ha imboccato rapidamente la strada che conduce alla trappola della “convenzionalizzazione”. Questo perché il mercato esige un certo volume di produzione, e questo si può ottenere solo rinunciando ai valori e agli ideali del bio, nato come modello alternativo a un’industria agroalimentare che considera la terra e gli animali solo mezzi di produzione facilmente sfruttabili.
Chi produce biologico in massa inevitabilmente volta le spalle all’ideale della piccola azienda agricola con polli, maiali e vacche felici.
Oggi molti agricoltori biologici non s’interessano più al modo in cui un prodotto viene realizzato: conta solo che sia conforme alle leggi, cioè privo di pesticidi o di antibiotici. Altro che protezione dell’ambiente e benessere degli animali.
Non ci sono più le mele macchiate e la verdura selvatica e ormai il cetriolo storto è sparito anche dai supermercati bio più chic.
Così il biologico è diventato un mercato di massa con una concorrenza molto dura. Nella lotta per conquistare quote di mercato sempre maggiori e per abbassare i costi di produzione, molti finiscono per tradire anche il bene supremo della cultura bio, cioè il benessere degli animali.

Il problema dei controlli affligge il settore da anni.
Christine Meisinger della Commissione Europea, ha studiato i sistemi di controllo degli stati dell’Unione, scoprendo gravi abusi soprattutto in Portogallo, in Romania e in Italia. Nel 2011 è stata scoperta una frode gigantesca dei produttori bio italiani e romeni: un giro di falsari ha venduto per anni come biologici prodotti dell’agricoltura convenzionale per un valore di 220 milioni di euro.
I pomodori bio dei supermercati provengono raramente da un’azienda agricola vicina. Per lo più sono coltivati a prezzi concorrenziali facendo largo uso di sostanze chimiche, esattamente come per i prodotti convenzionali, magari coltivati a Campo de Almerìa in Spagna.

Uno dei più grandi produttori ortofrutticoli biologici è la Bio Sol a trenta chilometri da Almerìa. Ai dipendenti della Bio Sol è risparmiato il contatto con i pesticidi, ma per il resto le loro condizioni di lavoro sono dure come quelle dei colleghi delle serre convenzionali. Tre anni fa Gòngora ha citato in giudizio la Bio Sol. L’azienda aveva preso l’abitudine di licenziare le lavoratrici più anziane per assumerne di più giovani pagandole ancora meno. La Bio Sol ha contestato le accuse principali, ma poi, in seguito alle pressioni della catena svizzera di supermercati Co-Op, ha concluso un accordo con il sindacato, ma la realtà è che neanche i sindacati sanno esattamente come stanno le cose nella calura delle serre.
Troppo spesso l’etichetta dell’agricoltura ecologica copre abusi ai danni del paesaggio e violazione dei diritti dei lavoratori. Resta solo il fatto che non si usano pesticidi che possano finire negli alimenti.
Ma è sufficiente?
Oggi i prodotti biologici a basso costo distorcono il mercato e sono diventati anonimi. Si guarda al prodotto finale e non più all’obiettivo per cui il biologico è nato, cioè un processo di produzione che abbia effetti positivi sulle persone, sugli animali e sull’ambiente.
In Germania le aziende agricole biologiche si trovano gomito a gomito con quelle convenzionali e quindi per loro sarà molto difficile rispettare i limiti prossimi a zero per i pesticidi. Il vento può disperdere sulle culture bio un quantitativo anche minimo del pesticida spruzzato sui campi convenzionali vicini. “Non è accettabile”, obietta il Sig. Hausling “che un coltivatore biologico sia punito per un danno causato dal vicino che fa agricoltura convenzionale”.

Insomma, il biologico resta una specie di parente povero. Anche nel periodo tra il 2014 e il 2020, i miliardi di finanziamenti dell’Unione Europea che destinerà all’agricoltura tedesca saranno distribuiti a pioggia, praticamente senza contropartita: quanto più un’azienda agricola è grande, tanto più riceve.
Per il sostegno di iniziative ambientali come l’agricoltura bio restano briciole.

I costi di produzione di prodotti a basso prezzo, compresi i danni inflitti all’ambiente, ricadono sui consumatori, che li pagano da qualche altra parte. Per esempio attraverso la bolletta dell’acqua, dove si nasconde il costo della purificazione delle falde inquinate dai minerali. Ma anche attraverso le tasse e gli oneri con cui bisognerà rimediare alla più gravi conseguenze dell’agricoltura industriale: per esempio misure per la prevenzione delle alluvioni, perché il suolo impoverito non riesce più ad assorbire e trattenere l’acqua.

In agricoltura deve essere introdotto il principio “chi inquina paga”. Così si vedrà quanto costa in realtà la produzione industriale. Se i prezzi al dettaglio rispecchiassero i costi reali della produzione agricola convenzionale, i prodotti biologici diventerebbero all’improvviso competitivi.
Su questa difficile strada si è incamminato il verde Christian Meyer, che dal febbraio del 2013 è ministro dell’agricoltura della Bassa Sassonia. “In futuro”, spiega, “non dovranno più essere gli animali a doversi adattare alle stalle. Saranno le condizioni di allevamento a dover rispettare le esigenze degli animali”. I mattatoi industriali dove si uccide senza interruzione non ricevono più sovvenzioni. Chi sarà trovato in difetto dovrà pagare di tasca sua i controlli per verificare se si sta mettendo in regola. E si prevede che nel corso del prossimo anno sarà istituito un “catasto dei fertilizzanti” per fermare l’eccesso di concimazione del suolo e per assicurare controlli sull’impiego dei liquami. Inoltre si sta pensando a una sorta di etichettatura negativa dei prodotti agricoli: “avrebbe un effetto sicuro scrivere sulle confezioni, per esempio: A questo pollo è stato accorciato il becco, oppure, A questo maiale è stata tagliata la coda perché altrimenti rischia di ferirsi nella stalla troppo piccola”.
Insomma, con questi piccoli cambiamenti Meyer sta tentando di avviare una svolta.
Le resistenze sono enormi!
Ma il ministro resta imperturbabile: “ I tempi sono maturi per un cambiamento nell’agricoltura. Lo vogliono la grande maggioranza della società e molti agricoltori. E occorre a volte dare una mano ai cambiamenti anche attraverso le leggi”.
“Dobbiamo tornare al modello della fattoria”.

(Fonte: settimanale Internazionale – internazionale.it – settimanale tedesco Der Spiegel – immagine: copertina del settimanale Internazionale)

Ghirlanda natalizia di pop-corn

Ghirlanda natalizia di pop corn

Ghirlanda natalizia – Copyright http://www.foodandlifeblog.wordpress.com

Con pochissimi soldi potrai fare insieme al tuo bambino una simpatica ghirlanda natalizia da appendere alla porta.

Occorrente:
Forbici
Ghirlanda in polistirolo diametro esterno 29 cm
1 mt di nastro rosso in raso
Pistola per colla a caldo con cartucce
1 gancetto in ferro per appendere la ghirlanda
1 ramo di bacche rosse in plastica
250 gr di mais per pop-corn
4 cucchiai di olio di semi
1 pentola capiente con coperchio

– In una pentola capiente fai scaldare l’olio di semi e fai scoppiare il mais, copri la pentola con il coperchio. Una volta pronti i pop-corn mettili da parte.
– Con le forbici spunta le bacche rosse di plastica dal ramo e mettile da parte.
– Fai scaldare la colla ed incolla uno ad uno i pop-corn alla ghirlanda di polistirolo e fai asciugare.
– Ora sempre con la pistola a caldo, incolla le bacche rosse negli incavi creati dai pop-corn e fai asciugare bene.
– Metti il gancio sul retro della ghirlanda e appendila alla porta con un bel nastro rosso.

Zuppa di cavolo nero e orzo

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Ingredienti per 5 persone:

1 spicchio d’aglio
100 gr di porro mondato (1 porro piccolo)
1 cespo di cavolo nero (circa 650 gr)
1 mazzetto di odori legato insieme (rosmarino, salvia, alloro)
1 lt e 1/2 di brodo vegetale
3 cucchiai di olio e.v.o.
1 pizzico di peperoncino in polvere
sale q.b.
170 gr di orzo perlato precotto

– In una casseruola a bordi alti fai un soffritto con 3 cucchiai d’olio e.v.o., il porro sminuzzato, lo spicchio d’aglio intero e fai imbiondire per qualche istante. Poi aggiungi il cavolo nero precedentemente lavato e tagliato in piccole listarelle e fai stufare per qualche minuto.

– Aggiungi il brodo vegetale, il mazzetto di odori, aggiusta di sale e insaporisci con un pizzico di peperoncino in polvere (mi raccomando pochissimo!). Copri con il coperchio e continua la cottura per circa un’ora, mescolando di tanto in tanto.

– A questo punto il cavolo nero è ben cotto e morbido, quindi togli dalla pentola il mazzetto di odori e lo spicchio d’aglio, poi con un frullatore ad immersione dai una frullata veloce e grossolana. Questa operazione serve per rendere il brodo più cremoso. Aggiungi l’orzo perlato precotto e concludi la cottura per circa 25 minuti o come indicato nella confezione. Servi la zuppa ben calda.

Note: il cavolo nero è considerato un alimento utile nella prevenzione di numerose forme tumorali (cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alla vescica), nonché dell’ulcera gastrica e delle coliti ulcerose. Dal punto di vista nutrizionale, gli aspetti più interessanti di quest’ortaggio sono rappresentati dall’elevato contenuto di vitamina C e dal bassissimo potere calorico.

Cupcake di Halloween

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ingredienti per 12 cupcake:
120 gr farina 00
120 gr zucchero semolato
120 gr burro a temperatura ambiente
2 uova grandi
80 gr cioccolato fondente
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci (4 gr circa)
20 gr cacao amaro in polvere
12 fantasmini di meringa (per la ricetta clicca quì http://wp.me/p3OzLs-79 )
250 ml di panna fresca da montare
colorante alimentare a scelta – facoltativo – (rosa, caramello, arancione, viola, verde ecc…)
codette al cacao q.b.

– Mescola in una ciotola capiente tutte le polveri: setacciate la farina, poi il cacao amaro in polvere e infine il lievito.
– Fai sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e metti da parte.
– Con uno sbattitore elettrico, monta il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero e poi incorporate le uova una alla volta per ottenere una massa spumosa e ferma.
– Unisci al composto di burro e zucchero, il cioccolato fondente e per ultimo aggiungi le polveri incorporandole all’impasto con una spatola, compiendo dei movimenti circolari dall’alto verso il basso. Una volta pronto l’impasto trasferiscilo in una sac-à-poche.
– Adagia i pirottini di carta nello stampo per muffins e riempili spremendo l’impasto dalla sac-à-poche, per 2/3 della loro altezza.
– Cuoci in forno caldo a 180° per 20 minuti, verificando la cottura con uno stuzzicadente. Prima di decorarli falli raffreddare.
– Monta la panna montata con il colorante alimentare che hai scelto de decora i cupkace con uno strato di panna, sopra le codette di cacao e come top il fantasmino di meringa.

Note: Per la panna in questa ricetta ho utilizzato il colore caramello, ma in caso di feste per bambini potete sbizzarrivi un colori vivaci come l’arancione, il verde ed il viola. Se non volete usare i coloranti potete lasciare la panna al naturale, il risultato sarà bellissimo ugualmente.

Baccalà alla Vicentina – una storia di tempo e amore che viene da lontano.

Come ho sostenuto più volte, l’ingrediente principale di questa ricetta è la pazienza. La preparazione del Baccalà alla Vicentina richiede almeno tre giorni, programmazione e una lunga cottura, quindi un atto d’amore vero e proprio. Posso assicurarvi che la bontà del Baccalà alla Vicentina ne vale veramente la pena!
Baccalà (o Bacalà) alla vicentina - stoccafisso - merluzzo

Baccalà (o Bacalà) alla vicentina. La ricetta veneta (Vicenza) per cucinare lo stoccafisso di merluzzo nel latte. Immagine soggetta a Copyright.

Baccalà alla vicentina – immagine soggetta a copyright

A Vicenza il Baccalà è una faccenda seria, tanto seria che esiste la Confraternita del Baccalà per promuovere e tutelare questo piatto tipico, tanto che la ricetta originale è depositata in Camera di Commercio a Vicenza.

La preparazione è un rito e nelle famiglie la ricetta viene gelosamente custodita e tramandata di generazione in generazione. Quello che noi Vicentini chiamiamo Baccalà per il resto del mondo è lo stoccafisso cioè merluzzo essiccato all’aria fredda del nord nelle isole Lofoten (costa meridionale della Norvegia).

Per la riuscita della ricetta è necessario fare molta attenzione alle materie prime:
lo stoccafisso, deve essere di prima scelta (io uso il Ragno).
Il latte, deve essere fresco e non a lunga conservazione e rigorosamente intero.
Il formaggio grana ed il prezzemolo, devono essere freschi e grattugiati/tritati al momento (non usate i preparati della grande distribuzione), idem per la cipolla.
La cottura, lenta, lentissima, a fiamma bassissima e con l’ausilio di un spargi fiamma . La stufa a legna sarebbe l’ideale.
Non perdere le note e consigli a fine ricetta!
Ecco a voi la ricetta per Sua Maestà il Baccalà alla Vicentina

Ingredienti per 4/5 persone:
500 gr di stoccafisso secco
1 cipolla bianca madia
400 ml di olio e.v.o.
2 acciughe sotto sale deliscate
½ litro di latte intero fresco
farina bianca q.b. (circa un cucchiaio per spolverare l’interno del pesce + q.b. per impanare leggermente i lati del baccalà prima di metterlo in pentola)
1 cucchiaio di formaggio Grana Padano grattugiato
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato (cioè una leggera spolverata)
mezzo spicchio d’aglio tritato
sale e pepe q.b.

*Per la cottura l’ideale e’ un tegame in coccio. Per le quantità sopraindicate usare un tegame da 24 cm di diametro. Se invece avete uno stoccafisso lungo 70/80 cm (peso 800gr/1kg) servirà un tegame dal diametro di 30 cm e raddoppiare le quantità degli ingredienti sopraindicati.

Ammollo:
– Batti vigorosamente lo stoccafisso con una mazza per rompere le fibre.
– Metti in ammollo lo stoccafisso in acqua fredda per 3 giorni, cambiando l’acqua almeno 3 volte al giorno.

Procedimento:
– Trita finemente la cipolle insieme all’aglio e falli stufare  in un tegamino a fuoco dolce  per 15 minuti con 1/2 bicchiere d’olio, aggiungi le sarde senza la lisca e ben tritate. La cipolla non deve mai imbiondire ma deve rimanere bianca.
– Scola e asciuga lo stoccafisso, puliscilo dalle lische estreme, aprilo a libro, rimuovi le spine e la lisca centrale. (La pelle non deve essere rimossa).
– Farcisci l’interno dello stoccafisso con la cipolla precedentemente cotta e scolata dall’olio di cottura (basterà raccoglierla con un cucchiaio dal tegamino che hai usato per la stufatura), una spolverata di Grana, poi una di prezzemolo e una leggerissima imbiancata di farina, infine aggiusta di sale e pepe ma senza esagerare.
– Richiudi lo stoccafisso e taglialo a tranci, passali nella farina (ne serve pochissima), e adagiali in verticale nel tegame di coccio e ricoprili con l’olio rimasto ed il latte.
– Cuoci a fuoco molto baso per 4 ore, smuovendo il tegame di tanto in tanto in senso rotatorio, senza mai mescolare.

Il baccalà alla vicentina deve risultare bianco, anche dopo 4 ore di cottura, e per mantenerlo bianco devi assicurarti che durante la cottura il baccalà sia sempre ben coperto dall’olio e dal latte. Il segreto per un baccalà bello bianco è la copertura con i liquidi e usare pochissimo grana padano grattugiato.
Note e consigli:

  • Differenza tra Baccalà e Stoccafisso: entrambi sono merluzzo, ma si differenziano per il metodo di conservazione. Lo Stoccafisso viene essiccato al sole e al vento freddo di Norvegia, mentre il Baccalà viene conservato sotto sale. In veneto lo stoccafisso viene chiamato Baccalà!. Non è ignoranza, è una tradizione linguistica che si perde nella notte dei tempi. In passato la parola “Baccalà”, meglio si sposava e risultava più semplice nella pronuncia dialettale veneta. 

– Baccalà o Bacalà? vanno bene entrambi, con una sola C è tipico della pronuncia dialettale Vicentina.
– Il Baccalà durante la cottura deve sobbollire dolcemente, in dialetto Vicentino si dice “pipare”
– Il Baccalà alla vicentina viene servito accompagnato da polenta gialla ed è un piatto unico.
– Se assaggi il Baccalà durante la cottura sembrerà sempre sciapo, non preoccuarti è normale, fa parte del mistero e della magia di questo piatto. Quando lo servirai sarà perfetto, ma ricorda che questo piatto, a suo modo, ha un gusto relativamente delicato.
– Solo il tempo e l’esperienza ti farà diventare un’esperta/o nella preparazione di questa meravigliosa ricetta, anche questo è un fatto, se può consolarti solo al mio 4° Baccalà mi sono sentita pienamente soddisfatta.

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Fantasmini e ossa di meringa

DSC04172_Fotor_Collage3 Ad halloween bisogna essere pronti per dolcetto o scherzetto, soprattutto se si hanno bambini e per questa occasione ho deciso di preparare la meringa … ma nella versione “paurosa”. La ricetta che vi propongo in realtà va bene per tutto l’anno, può essere utilizzata come base per una Pavlova o per accompagnare un caffè dopocena, basta dare alla meringa la forma desiderata. Con un po’ di fantasia questi dolcetti croccanti possono diventare decorazioni per cupcake, torte o dei simpatici lecca lecca (con l’aggiunta di un po di tulle), quindi adatti per party a tema.L’unico accorgimento per la riuscita della meringa è pesare esattamente la stessa quantità di albume e zuccheri. Vi sorprenderete nel verificare quanto sia facile fare la meringa in casa!

Ingredienti (per circa 20 fantasmini + 14 ossa):

100 gr di albume d’uovo (circa 3 uova grandi)

100 gr di zucchero a velo 100 gr di zucchero semolato fine

20 gr cioccolato fondente per decorare le meringhe

– Accendi il forno a 110°

– Monta a neve ben ferma gli albumi insieme a metà degli zuccheri setacciati (puoi usare un mixer o le fruste elettriche). Aggiungi lo zucchero rimanente e incorporalo a mano con l’auto di una spatola di gomma con movimenti circolari dal basso verso l’alto per non far smontare il composto.

– Trasferisci la meringa in una sac à poche con una bocchetta liscia e su una teglia rivestita da carta da forno dai la forma di fantasmino ed ossa all’impasto.

– Inforna e cuoci per 75 minuti.

– Una volta pronti i fantasmini di meringa e raffreddati, decorali con il cioccolato fondente sciolto aiutandoci con uno stecchino di legno. SONY DSC SONY DSC

Pizza gorgonzola e pere … con farina Chilometro Cinque

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5 sono i chilometri tra Vicenza e Costabissara, dove , proprio nel cuore del Paese, ha origine il Frumento per Chilometro Cinque. La coltivazione avviene dal recupero di un vecchio terreno di proprietà della Famiglia Schiavo.
Il Frumento cresce coccolato sotto l’occhio vigile degli agronomi incaricati e alla vista di tutti a due passi dall’Azienda Agricola di Famiglia. Il prodotto finale viene poi macinato a pietra in un Antico Molino nella vicina Monteviale.
Ecco Chilometro Cinque, progetto che nasce per identificare un prodotto la cui intera filiera produttiva avviene nel raggio di 5 chilometri.

per 3 pizze diametro 27 cm:
– Impasto pizza
500 gr farina bianca “Chilometro 5”
300 ml acqua tiepida
8 gr lievito di birra fresco
2 gr zucchero
15 gr olio e.v.o.
15 gr sale fino

– Farcitura
225 gr gorgonzola
300 gr stracchino
1 pera abate grande (o 2 normali)
3 cucchiai formaggio grana
pepe q.b.

– Fai una fontana con la farina, sciogli il lievito nell’acqua con lo zucchero,aggiungi l’acqua alla farina insieme all’olio, il sale ed impasta bene. Fai una palla con il composto ottenuto, coprilo con la pellicola e fai riposare per ameno 4/5 ore. Una volta lievitato l’impasto, stendilo con le mani e ricava tre pizze rotonde dal diametro di 27 cm.

– Per la farcitura schiaccia con una forchetta e mescola lo stracchino con il gorgonzola, disponilo sulle pizze e guarniscile con le pere lavate e tagliate con una mandolina (tieni la buccia della pera).

– Inforna le pizze a 220° per 20 minuti.

– Una volta cotte e sfornate le pizze, cospargile con il formaggio grana mescolato al pepe.

Anelletti al forno

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Un must della cucina casalinga palermitana, questa pasta al forno è il tipico piatto della domenica e delle scampagnate.

Ingredienti per 4 persome:
350 gr di pasta formato anelletti siciliani
1 cipollotto
1/2 carota
1/2 costa di sedano
500 gr di macinato misto
1/2 bicchiere di vino bianco
80 gr di piselli surgelati
1/2 lt di passata di pomodoro
3 cucchiai di olio e.v.o.
sale e pepe q.b
15 gr di burro
pangrattato q.b.
3 cucchiai di Caciovallo grattugiato (quello duro tipo grana)
100 gr di mozzarella
100 gr di prosciutto cotto

– Per prima cosa prepara il ragù: In una casseruola versa i tre cucchiai d’olio e.v.o. e fallo scaldare, poi aggiungi il trito di cipolla, carota e sedano e fai rosolare per 3 minuti circa. Aggiungi la carne macinata e fai rosolare bene anche questa, poi sfuma con il vino bianco. Aggiungi la passata di pomodoro, aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e cuoci per 1 ora e 1/2. Quando mancano 30 minuti alla fine della cottura aggiungi al sugo i piselli.

– Quando il ragù è cotto lessa gli anelletti in acqua salata (se la confezione riporta 13 minuti di cottura la pasta andrà scolata dopo 10 minuti), poi mescola la pasta con il ragù ed il Caciocavallo grattugiato.

– Ungi con il burro una teglia da forno ed infarinala con il pangrattato. Versa metà degli anelletti nella teglia e livella la superficie, fai uno strato con pezzetti di prosciutto cotto e di mozzarella, poi ricopri bene il ripieno con il resto degli anelletti. Livella con il dorso di un cucchiaio e spolvera la superficie con altro pangrattato.

– Inforna a 200° per 30/40 minuti circa.

10 motivi per cui mi piace Vineria Parolin

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A Vicenza da un po’ di tempo c’è un’aria frizzantina dove l’epicentro è la Vineria Parolin, un luogo accogliente ed informale, dove poter degustare ottimi vini, assaggiare deliziosi salumi, rifornirsi presso il loro casolino di prodotti di qualità e perché no, pranzare con gli amici.
Questa deliziosa vineria promuove l’eccellenza del territorio con cortesia e l’immancabile sorriso coinvolgente dello staff.
Alla base di questo progetto c’è l’idea di Valentino Parolin di far rivivere lo spirito delle vecchie osterie,contagiando i figli Carlo, Luigi e Matteo e dando vita ad un locale dove il vino viene vissuto ed apprezzato senza clamori modaioli.

Ma arriviamo al dunque, ecco i 10 motivi per cui mi piace Vineria Parolin:

1) La location: un locale ricavato in un quartiere storico di Vicenza (San Marco), riqualificando il territorio grazie alla ristrutturazione di quello che era un vecchio appartamento popolare.

2) Una scommessa vinta: spesso si cade in tentazioni modaiole aprendo locali in zone della città sicuramente più redditizie, ma che non vanno oltre il centro storico. Se vai da Parolin è perché lo hai scelto e lo vuoi. Questo locale non è una vetrina sul mondo, ma un mondo a sé.

3) Il Vino: è buono, e la cantina è ben fornita.

4) I Salumi: Sono sempre freschi e particolari, oltre che deliziosi.

5) Il Casolino: solo la parola mi fa impazzire! proprio come una volta puoi andare in bottega e dire : “ Buongiorno, mi dia due etti di crudo, ma di quello buono mi raccomando”.

6) Lo staff: adorabili, sempre! Un saluto gentile, una sorriso sincero e quella meravigliosa atmosfera di casa.

7) I clienti: giovani, meno giovani, famiglie, giovani coppie con pargoli, businessman/woman … insomma, da Parolin c’è spazio veramente per tutti.

8) Arredamento: quando penso a vinarie/osterie subito immagino legni scuri, mobili vintage più o meno importanti. Anche in questo Vineria Parolin si distingue, il mobilio è moderatamente moderno e dai colori chiari. Mi piace perché sono riusciti a dare un taglio diverso allo stereotipo dell’osteria.

9) Serate ed eventi a tema: cerci qualcosa di più del solito aperitivo e spunciotto? niente paura! periodicamente il locale organizza serate a tema e percorsi degustativi, che assomigliano tanto a delle piccole festicciole.

10) Vineria Parolin è sempre un buon motivo … provare per credere!

info e contatti:
Vineria Parolin
Via Giambattista Vico, 1
36100 Vicenza
tel: 0444-024225
Turno di chiusura Domenica e lunedi
Orario nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto
Mar – Giov 10.30 – 14.00 e 18.00 – 22.00
Ven – Sab 10.30 – 14.30 e 18.00 – 23.00

http://www.vineriaparolin.it

foto gentilmente concesse da Vineria Parolin

Trota al forno

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Ingredienti per 4 persone:
1 trota da 800 gr eviscerata (oppure 4 da 200 gr cad.)
1 spicchio d’aglio
30 gr di prezzemolo fresco
40 gr di pane grattugiato
400 gr di patate
2 rametti di rosmarino
sale q.b.
pepe q.b.
4 cucchiai di olio e.v.o.
una manciata di pomodorini datterini (facoltativo)

– Come prima cosa lava ed asciuga bene la trota e mettila da parte.
– Fai un trito con il prezzemolo, l’aglio, un pizzico di sale ed il pane grattugiato, poi riempi la cavità della pancia della trota con il composto ottenuto e comprimilo bene. Massaggia la superficie del pesce con un cucchiaio d’olio, sale e pepe.
– Spennella il fondo di una teglia con due cucchiai di olio e posiziona la trota farcita, mentre ai lati posiziona le patate lavate, pelate e tagliate con una mandolina, poi cospargile con il cucchiaio d’olio rimanente e insaporiscile con sale, pepe e rosmarino a tuo piacimento.
– Inforna a 200° per circa 40 minuti.
– Se desideri a metà cottura aggiungi i pomodorini datterini interi e concludi la cottura.

Il “casolino” francese rischia l’estinzione

Alimentations Generales

 

La “vecchia signora” cede sempre di più il passo alla grande distribuzione.

La fotografa parigina Marie Hamel ha fotografato le alimentations générales o épiceries di Parigi, negozietti di alimentari molto diffusi nelle principali città francesi che restano spesso aperti 24 ore su 24, anche le domeniche e i festivi, e sono spesso gestiti da immigrati nordafricani. Negli ultimi tempi le épiceries stanno scomparendo, rimpiazzate dai punti vendita delle grandi catene: l’obiettivo di Hamel è documentarne quante più possibile, per conservare il ricordo di un aspetto di Parigi che tra qualche anno potrebbe non esistere più e raccontare allo stesso tempo «una pagina di storia francese intimamente legata al Nord Africa». Le immagini mostrano le vetrine dei negozi – con frutta, legumi, verdura, accuratamente posizionati nelle cassette, una affianco all’altro – fotografate di notte, spesso illuminate soltanto dalla loro stessa luce e circondate dal buio delle strade e delle case attorno. Hamel ha iniziato il suo progetto nel 2010, e da allora molti negozi che ha fotografato sono stati chiusi o assorbiti dalla grande distribuzione.

Alimentations Generales Alimentations Generales

articolo di: http://www.ilpost.it del 24/8/2014 (http://www.ilpost.it/2014/08/24/epiceries-parigi-foto/)

foto di: Marie Hamel -Tutte le fotografie di Alimentation Générale si possono guardare sul sito di Hamel, dove si trovano anche gli altri suoi progetti:  http://www.mariehamel.com

Timballo di zucchine e patate

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Ecco una ricettina che mi piace tanto, perché non si pesano gli ingredienti e soprattutto è una di quelle che io chiamo “svuota frigo”.
Un pomeriggio apro il frigorifero e vedo qualche zucchina non proprio bella, delle cipolle a pois e del formaggio che stava per scadere. La domanda sorse spontanea: “cosa ne faccio?”. Risposta: un timballo! … in casa Ribuffo non si butta via niente!

Ingredienti per 6 persone (pirofila cm 17×25 circa):

3 patate grandi
1 cipolla bianca
3 zucchine grandi
1 confezione monoporzione di ricotta (100 gr)
4 cucchiai generosi di grana padano
1 pezzetto di burro
1 spicchio d’aglio
vino bianco secco q.b.
sale e pepe q.b.

– Con una mandolini taglia a fette da circa mezzo centimetro le patate lavate e pelate, poi tuffale in acqua bollente salata per circa 3 minuti, scolale in un recipiente pieno d’acqua fredda e mettile da parte.
– In una padella scalda l’olio d’oliva con lo spicchio d’aglio intero e la cipolla affettata, fai saltare le zucchine grattugiate, insaporisci con sale e pepe a tuo piacimento, sfuma con il vino bianco e falle asciugare a fuoco medio per al massimo 10 minuti (le zucchine devono perdere l’acqua di cottura). Una volta pronte spegni il fuoco, togli lo spicchio d’aglio e incorpora la ricotta.
– Imburra leggermente una pirofila da forno, fai uno strato con metà delle patate e aggiustale di sale e pepe sulla superficie. Procedi facendo uno strato con le zucchine e infine un ultimo strato con le patate rimaste che cospargerai con il grana e qualche fiocchetto di burro.
– informa a 180° per 30/40 minuti. Servire caldo o tiepido.

Il té di Suzanne

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Questa ricetta nasce da un brano musicale … fortunatamente l’arte si manifesta in vari modi, musica compresa. La canzone è Suzanne del cantautore e poeta canadese Leonard Cohen incisa nel suo album d’esordio nel 1967, ma ancora prima di essere musica fu una poesia pubblicata nel 1966.
Choen si ispirò per questo brano alle visite che faceva alla ballerina Suzanne Verdal e a suo marito lo scultore Armand Vaillancourt.
Nel testo Suzanne offre un tè e delle arance che vengono dalla lontana Cina, ma senza andare troppo distante per qualcosa di speciale, quando sorseggerai questo tè, non potrai fare a meno d’immaginarti sulla riva di quel fiume per vedere le barche passare, proprio nel posticino speciale di Suzanne.
Questa meravigliosa canzone è nata pensando ad una ballerina, quindi ascoltandola viene naturale immaginarla danzata.
Grazie alla magistrale interpretazione di Betty Tezza le note delicate e malinconiche di questo brano attraversano il tempo e le parole si fanno movimento, incantando ed emozionando lo spettatore.
(sotto il link per vedere il balletto Suzanne interpretato e coreografato da Betty Tezza)

Leonard Cohen – Suzanne (ascolta il brano musicale)

RICETTA

Ingredienti:

1 lt di acqua minerale naturale
15 gr di zucchero
2 cucchiai di tè nero
1 pezzetto di cannella (circa 3 cm)
1 arancia gialla da spremuta BIO (il succo e la buccia)

– In un pentolino fai sobbollire l’acqua, poi lascia in infusione il tè con il pezzetto di cannella e la buccia ed il succo d’arancia filtrato per 10 muniti con il coperchio.
– Filtra accuratamente il tè, aggiungi lo zucchero e mescola bene per farlo sciogliere.
– Servi il tè ghiacciato!

consiglio: se usi l’acqua in bottiglia ne guadagnerai in brillantezza. Ricordati di eliminare bene la parte bianca della buccia d’arancia perché rende il tè amaro.

BETTY TEZZA INTERPRETA SUZANNE: clicca qui

 

TESTO – SUZANNE:
Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China

And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover

And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.

And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said “All men will be sailors then
Until the sea shall free them”
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone

And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.

Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror

And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind.

TRADUZIONE – SUZANNE:

Suzanne ti conduce nel suo posto vicino al fiume
Puoi sentire le barche passare
Puoi trascorrere la notte accanto a lei
E sai che lei è mezza pazza
Ma è il motivo per il quale vuoi essere lì
E ti offre tè e arance
Che arrivano dalla lontana Cina

E proprio nel momento in cui intendi dirle
Che non hai amore da darle
Lei ti conduce sulla sua onda
E lascia che sia il fiume a rispondere
Che sei sempre stato il suo amante

E tu vuoi viaggiare con lei
E vuoi viaggiare ciecamente
E sai che lei si fiderà di te
Perché hai toccato il suo corpo perfetto con la tua mente

E Gesù era un marinaio
Quando camminò sull’acqua
E trascorse molto tempo a guardare
Dalla sua torre di legno solitaria
E quando fu sicuro
Che solo gli uomini che stavano affogando potessero vederlo
Disse: “tutti gli uomini allora saranno marinai fino a che il mare non li libererà”
Ma lui stesso era un uomo distrutto
Molto prima che il cielo si aprisse
Abbandonato, pressoché umano
Affondò sotto la tua saggezza come una pietra

E tu vuoi viaggiare con lui
E vuoi viaggiare ciecamente
E pensi che forse avrai fiducia in lui
Perché lui ha toccato il tuo corpo perfetto con la sua mente

Ora Suzanne ti prende la mano
E ti conduce lungo il fiume
Indossa stracci e piume
Presi dal banco dell’Esercito della Salvezza
E il sole manda raggi color del miele
Sulla nostra signora del porto
E lei ti indica dove guardare
Fra l’immondizia e i fiori
Ci sono eroi fra le alghe
Ci sono bambini nel mattino
Si sporgono all’amore
E si sporgeranno così per sempre
Mentre Suzanne tiene lo specchio

E tu vuoi viaggiare con lei
E vuoi viaggiare ciecamente
E sai di poterti fidare di lei
Perché ha toccato il tuo corpo perfetto con la sua mente

 

 

TAGLIOLINI CON GAMBERI E FUNGHI (Happy Family)

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Film: Happy Family (2010)
Regia: Gabriele Salvatores
Trailer:

Questo è uno di quei film dove (inaspettatamente) non c’è molto da dire ma molto da sentire, è un film da capire perché c’è molto di più di quello che il trailer non dice.
Ad esempio si può capire che l’amore non ha bisogno di grandi scuse per essere vissuto e spesso è accanto a noi. Ci mostra come a volte l’amicizia può essere improbabile ma vera e ci fa riflettere sul fatto che non siamo i soli a sentirci incompleti, ma soprattutto ci fa capire che ogni tanto è bello arrendersi alle nostre fantasie e vivere la vita a macchie monocromatiche …. usa pure il colore che preferisci!

Musica d’accompagnamento:
Chopin, notturno nr. 20

Il tocco d’autore:
sotto il link di una delle scene del film che mi sono rimaste più nel cuore.
Una serie d’immagini della città in versione notturna che ricordano tanto lo stile di Woody Allen (che adoro!). Un micro viaggio dove la mente spazia su una città addormentata guidati dal notturno di Chopin. Sono sublimi fotografie in pellicola.

Ingredienti per due persone:
150 gr di tagliolini
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
15 gr di porro
150 gr di funghi Champignon freschi
12 Mazzancolle
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe q.b
una spruzzata di vino bianco secco

– In una padella fai scaldale l’olio extra vergine d’oliva e fai soffriggere il porro tritato con lo spicchio d’aglio schiacciato. Una volta dorato aggiungi i funghi mondati e tagliati, aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e falli saltare per circa 10 minuti, poi sfuma con il vino e togli lo spicchio d’aglio.
– Una volta evaporato il vino aggiungi ai funghi le Mazzancolle pulite dall’intestino, lavate e sgusciate, ma lascia la testa a circa la metà (per la decorazione del piatto) e continua la cottura per non più di 5 minuti.
– Nel frattempo fai lessare i tagliolini in abbondante acqua salata, generalmente cuociono in 4 minuti. Una volta cotti versali nella padella con il condimento di funghi e gamberi e cospargili con un po’ di prezzemolo tritato. Fai insaporire ed amalgamare gli ingredienti e servi caldo.

Note: non essendo stagione di funghi ho usato dei semplici Champignon, ma se possibile usa Porcini e/o Finferli freschi.

 

BESCIAMELLA

Ingredienti:
500 ml di latte a temperatura ambiente
50 gr di burro
50 gr di farina 00
sale q.b.
noce moscata q.b.

– Fai sciogliere in un pentolino il burro e una volta fuso aggiungi la farina setacciata facendo cuocere il tutto per qualche minuto mescolando continuamente per sciogliere eventuali grumi (questa pastella si chiama Roux).
– Aggiungi al Roux il latte continuando a mescolare e fai cuocere a fiamma bassa finché la salsa comincerà a bollire. Ora aggiungi un pizzico di sale ed un pizzico di noce moscata a tuo piacimento.
– Continua a mescolare e procedi con la cottura della besciamella fino a quando si sarà addensata, ci vorranno circa 10/15 minuti.

Note: se vuoi ottenere una besciamella molto compatta basta aggiungere 10 gr di farina al 1/2 litro di latte

alcune proporzioni:

  • 600 ml di latte + 60 gr di burro + 60 gr di farina
  • 750 ml di latte + 75 gr di burro + 75 gr di farina
  • 1 lt di latte + 100 gr di burro + 100 gr di farina
  • 250 ml di latte + 25 gr di burro + 25 gr di farina

CLAFOUTIS DI CILIEGIE E MANDORLE

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Ingredienti:
600 gr di ciliegie
100 gr di farina 00
8 gr di lievito vanigliato per dolci
30 gr di mandorle pelate in lamelle
3 uova
50 gr di zucchero semolato
200 ml di panna fresca
100 ml di latte
zucchero a velo q.b. per la decorazione

– Lava le ciliegie e privale del picciolo, del nocciolo e posizionale in un unico strato sul fondo di una pirofila del diametro di 22 cm precedentemente imburrata e metti da parte.
– In una ciotola sbatti le uova con lo zucchero ed incorpora poco alla volta la farina setacciata con il lievito, poi aggiungi il latte,  la panna e mescola bene per eliminare eventuali grumi.
– Versa la pastella ottenuta nella pirofila coprendo le ciliegie, cospargi la superficie con le mandorle ed informa a 180° per 40 minuti. Il dolce sarà pronto quando la pastella sarà soda e appena dorata sulla superficie.
– Servi il dolce tiepido o a temperatura ambiente con una abbondante spolverata di zucchero a velo.

Note: questo dolce ha la consistenza di una frittatina o di un budino compatto, quindi consiglio di servirlo a temperatura ambiente per dare al dolce il tempo di addensarsi meglio.
La Variante per chi ama la vaniglia: aggiungi un pizzico di vanillina alla pastella.

PANE INTEGRALE CON NOCI E MIELE DI CASTAGNO

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Questo è un pane per la prima colazione, ricco di fibre ed ideale per chi come me la mattina è inappetente e non ama le colazioni troppo dolci e stucchevoli.

Ingredienti:
500 gr di farina integrale
200 gr di acqua
100 gr di latte
10 gr di lievito di birra in cubetto
20 gr di olio extra vergine d’oliva
10 gr di sale
10 gr di zucchero
1 cucchiaio di miele di castagno
70 gr di gherigli di noci tritati

– in una capiente terrina disponi la farina integrale a fontana, poi versa nel centro il lievito precedentemente sciolto nell’acqua, il latte, l’olio, il sale , lo zucchero, il miele e le noci tritate. Impasta velocemente con le mani, forma una palla con l’impasto e fai riposare una notte intera in un luogo asciutto. Ti consiglio di ricoprire la pagnotta con della pellicola alimentare facendola aderire al composto, questa operazione eviterà la formazione della crosta sulla superficie.
– trascorsa la notte impasta nuovamente il pane e mettilo in uno stampo da plumcake precedentemente foderato con carta da forno, fai delle piccole incisioni con un coltello sulla superficie e fai lievitare per altri 45 minuti.
– inforna a 180° per 30 minuti. Una volta cotto il pane fallo raffreddare su una grigia per evitare che si formi la condensa.

Note: la lunga lievitazione rende il pane più digeribile e gradevole al palato … ma se il tempo stringe fai lievitare per circa tre ore, più i 45 minuti nello stampo.

 

MADELEINE AL LIMONE

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Ingredienti:
3 uova
130 gr zucchero
200 gr farina
10 gr lievito per dolci
200 gr burro fuso
2 cucchiai di miele d’acacia (o un miele dal gusto delicato)
1 limone (il succo di 1/2 limone e la buccia grattugiata del limone intero)
zucchero a velo per decorare

– Con le fruste elettriche sbatti in una ciotola le uova con lo zucchero finché non diventano chiare e spumose, poi aggiungi poco alla volta il burro fuso, il miele e mescola bene con una frusta normale per amalgamare bene gli ingredienti.
– Procedi aggiungendo la farina setacciata con il lievito ed in ultima aggiungi il succo di 1/2 limone e la scorza di un limone intero. Mescola bene gli ingredienti e riponi la ciotola coperta con la pellicola in frigorifero per 1 ora. (Note: per la riuscita della gobbetta, è necessario lo shock termico, quindi è molto importante che l’impasto sia molto freddo prima di entrare in forno)
– Imburra ed infarina gli appositi stampini per madeleine e riempili per 2/3 con l’impasto.
– Inforna a 190° per 15 minuti. Una volta fredde, cospargi le madeleine con abbondante zucchero a velo.

 

CROQUE MADAME

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Ideale per una colazione dal sapore parigino. Questo delizioso e semplice “toast” è il pianto principale del brunch domenicale, ma spesso diventa il mio piatto unico per un pranzo veloce.
Croque Madame o Croque Monsieur? la differenza consiste nell’aggiunta nel Croque Madame di besciamella e uovo, quindi più ricco e cremoso.

Ingredienti per 2 Croque Madame:
2 fette di pancarrè maxi
2 uova (solo i tuorli)
2 cucchiai di besciamella (fatta con 10 gr di burro, 10 gr di farina e 100 ml di latte)
1 fetta di prosciutto cotto (25 gr)
15 gr di burro fuso
30 gr di gruyére o emmental
sale q.b

– Taglia i bordi del pancarré e pressa le fette di pane con il mattarello (eliminare la crosta del pane è facoltativo). Spennella le fette di pancarrè con il burro fuso su entrambi i lati. Fodera gli stampini di una teglia per muffins maxi precedentemente imburrata con il pane e crea dei cestini.
– Metti all’interno ogni singolo cestino di pane prima il prosciutto, poi il tuorlo d’uovo leggermente cosparso di sale e posizionalo lateralmente, aggiungi a fianco all’uovo un cucchiaio di besciamella e infine una generosa grattugiata di formaggio gruyére.
– Inforna a 180° per circa 20 minuti e servi caldo.
Note: per chi ama l’uovo poco cotto consiglio di cuocere in forno a 200° per un massimo di 10 minuti.

 

PASTA BRISéE

Questo impasto è ottimo per cucinare quiche e torte salate in genere. La pasta Brisée può essere surgelata, ma in questo caso ti consiglio di surgelarla già nello stampo scelto e di metterla direttamente in forno senza scongelarla.

Ingredienti (resa circa 420 gr di pasta):

250 gr di farina 00
125 gr di burro a temperatura ambiente
1 pizzico di sale
acqua fredda q.b (io generalmente uso dai 4 ai 6 cucchiai rasi, ma molto dipende dall’impasto)

– Metti su una spianatoia la farina a fontana e aggiungi il burro a dadini, il sale ed impasta velocemente. Dovrai ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua fredda.
– Fai una palla con l’impasto e avvolgilo nella pellicola e fallo riposare in frigorifero per almeno 30/45 minuti.
– Estrai la pasta Brisée dal frigorifero e stendila con un mattarello su un piano leggermente infarinato. Lo spessore dovrà essere di circa 1/2 cm.
– Rivesti lo stampo che hai deciso di usare e cuoci in forno come indicato nella ricetta scelta.

 

ENGLISH MUFFINS

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Gli English Muffins sono dei panini tondi cotti alla piastra, tipici della Gran Bretagna e un must se volete cimentarvi in un vero brunch all’inglese.
Note: questi panini si possono congelare, l’importante è scongelarli lentamente a temperatura ambiente

Ingredienti per 10 panini:

250 ml di latte
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
5 gr di lievito di birra secco
15 g di burro sciolto
300 g di farina manitoba o farina 0 + q.b. per la spianatoia
semolino q.b. per spolverare il pane

– Intiepidisci il latte, scioglici dentro il lievito di birra mescolando vigorosamente e lascialo riposare per 10 minuti.
– In una ciotola setaccia la farina con il sale e lo zucchero, forma una fontana e versaci il latte con il burro sciolto ed inizia ad impastare con le mani. L’impasto sarà molto appiccicoso.
– Sposta l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continua ad impastare per 10 minuti. Se necessario aggiungi un po’ di farina, ma poca!. Dovrai ottenere un impasto compatto e sodo. Riponi l’impasto in una ciotola coperto con la pellicola e fai lievitare fino a quando raddoppia di volume (circa 1 ora).
– Stendi nuovamente l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e livellalo con le nocche delle mani e con una passata veloce di matterello fino a raggiungere 1 cm/1,5 cm d’altezza. Con un bicchiere od un coppapasta del diametro ci 7/8 cm ricava i panini che lascerai riposare su una teglia cosparsa di semolino, poi cospargi di semolino anche la superficie dei panini, coprili con un canovaccio e falli lievitare per altri 45 minuti.
– quando i panini sono pronti scalda una padella antiaderente a fiamma bassa e adagia i panini che dovranno cucinare 5/6 minuti per lato. Fai molta attenzione perché i panini tendono a bruciarsi visto che la padella non ha olio o burro, quindi rigirali molto spesso fino a quando non saranno pronti ed avranno l’inconfondibile tostatura sulla superficie che li caratterizza.

 

CARCIOFI ALLA ROMANA

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Ingredienti per 4 persone (2 carciofi cad.):

8 carciofi mammole
2 dl olio extra vergine d’oliva
1 limone
50 gr pangrattato
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di mentuccia
3 cucchiai di prezzemolo
acqua q.b.

– Come prima cosa pulisci i carciofi: togli le foglie esterne più dure, con un coltellino affilato pulisci e livella la base del carciofo facendo un movimento circolare e sfoltisci la parte esterna dei gambi che taglierai lasciandone solo 4 centimetri. Procedi allargando le foglie dei carciofi con le mani in modo da poter togliere la barbetta presente all’interno, poi taglia di netto le punte delle foglie.  Metti i carciofi puliti in una bacinella con dell’acqua dove avrai spremuto il limone, e lasciali in bagno per qualche minuto.
– Nel frattempo trita insieme l’aglio, la mentuccia ed il prezzemolo. Poi aggiungi il pangrattato, un filo d’olio ed un pizzico di sale.
– con l’aiuto di un cucchiaino, riempi i carciofi, che hai precedentemente allargato, con la farcia di pangrattato ed erbette ottenuta.
– Sala i carciofi in superficie e mettili a testa in giù in un tegame antiaderente bagnandoli con l’olio restante e falli scottare per un paio di minuti, quindi aggiungi acqua fino alla meta’ della testa del carciofo.
– I carciofi sono cotti dopo 30 minuti a fuoco moderato, ma verifica la cottura pungendoli con una forchetta per testarne la morbidezza. Servili caldi con un po’ del fondo di cottura.

SPUMA DI VENERE ( Soul Kitchen)

 

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Copyright immagine foodandlifeblog.com

E’ d’obbligo inaugurare questo nuovo appuntamento con Soul Kitchen, film del 2009 diretto da Fatih Akin e vincitore del Leone d’argento – Gran premio della giuria nella 66° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Il film parla delle disavventure più o meno comiche di Zinos Kazantzakis, proprietario del malandato ristorante Soul Kitchen, in un vecchio magazzino del quartiere Wilhelmsburg di Amburgo.
Per i cultori del cibo in pellicola questo film è l’ideale e vi consiglio di tenerlo nella vostra videoteca personale perché offre
un punto di vista cinematografico e culinario al di fuori dei soliti canoni inglesi e francesi.

Tra i vari piatti presenti in questa pellicola ho scelto di condividere con voi il dessert “che ti mette la tigre addosso”! A quanto pare l’ingrediente principale di questo dopocena al cucchiaio è una potentissima radice afrodisiaca dell’Honduras, dagli effetti collaterali molto bollenti. La mia versione, invece, è adatta a tutta la famiglia, ma con un po’ di fantasia …… 

Buona esperienza a tutti voi!
Accompagnamento musicale a questo ruggente dessert :
1) I don’t Know di Ruth Brown – http://youtu.be/toKYrvxHWOY2
2) To sxoleio di Olympias & Pasxalis – http://youtu.be/XjrbusOUO_o
3) Walking in dub di Burning Spear – http://youtu.be/O9InPPuNIrE
4) Get down di Curtis Mayfield – http://youtu.be/T5YkVfpy_LI

Trailer Film:

note: attenzione! alcune scene di questo film non sono adatte alla visione di un pubblico troppo giovane.

Ingredienti per 4 coppe dessert:

150 gr di cioccolato bianco

3 uova ( 3 albumi + 1 tuorlo)

1 stecca di vaniglia

2 fogli di gelatina

250 ml di panna

1 ml di rum (1/2 fialetta per dolci)

un cestino di fragole (gr 250)

1 cucchiaio raso di zucchero (15 gr)

menta fresca per decorazione

Preparazione:
– Come prima cosa ammorbidisci la gelatina in acqua fredda.

– Separa l’albume delle tre uova e montale a neve ben ferma, poi mettile da parte in frigorifero.

– In una seconda ciotola monta la panna lasciandola un po’ lenta e metti da parte in frigorifero.

– In un pentolino fai sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco. Apri a metà la stecca di vaniglia, estrai i semi ed incorporali al cioccolato. Aggiungi nel pentolino il rum e la gelatina ammorbidita che dovrà sciogliersi, quindi togli dal fuoco il pentolino, sbatti il tuorlo d’uovo e aggiungilo al cioccolato bianco fuso, continuando a mescolare per non creare grumi e fai raffreddare.

– in una capiente ciotola aggiungi al composto di cioccolato ottenuto, prima la panna, poi gli albumi montati a neve ferma mescolando dall’alto al basso cercando di non smontarli. Una volta ben amalgamati fai raffreddare la spuma in frigorifero per almeno 6 ore.

– lava e asciuga le fragole (conservane 4 che userai come decorazione) e frullale in un mixer con lo zucchero, poi passa la salsa ottenuta al setaccio per eliminare i semini.

-Passiamo ora alla composizione del dessert: prendi dei bicchieri da martini o da champagne, aiutandoti con con un sac à poche con il beccuccio a stella riempi i bicchieri con la “spuma di Venere”, versa poi sulla superficie un po’ di salsa di fragole e decora con le fragole fresche che hai precedentemente tenuto da parte e con qualche fogliolina di menta.

 

 

CROSTOLI

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Ingredienti:

500 gr di farina 00

6 gr di lievito in polvere per dolci

30 gr di burro

3 uova intere

50 gr di zucchero semolato

100 ml di vermouth (o 50 ml grappa)

1 pizzico generoso di sale

1 lt di olio di semi per friggere

zucchero a velo q.b per la decorazione

– Su una spianatoia setaccia la farina con il lievito e forma una fontana, metti al centro lo zucchero, il burro ammorbidito, le uova, il vermouth (o la grappa) ed il pizzico di sale.

– Impasta bene con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Forma una palla con l’impasto, avvolgilo nella pellicola e fallo riposare per almeno un’ora a temperatura ambiente.

– Tira una sfoglia d’impasto sottile con l’apposita macchina per la pasta fresca all’uovo e ritaglia dei rettangoli con una rotella zigrinata.

– In una casseruola fai scaldare l’olio fino a 180°/190° ed  immergi i rettangoli di pasta (pochi alla volta) e friggili su entrambi i lati fino a farli dorare. Scolali e falli asciugare su carta assorbente.

– Una volta che i crostoli si saranno raffreddati cospargili con abbondante zucchero a velo.

A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE

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(sotto altre immagini del carnevale di Venezia)

Il Carnevale è un periodo dell’anno in cui tutte le persone, adulti compresi, ritornano un po’ bambini, tutta l’Italia è avvolta in una bolla magica di gioia e si organizzano feste in maschera a tema. Dal punto di vista alimentare la parola d’ordine é : fritto e dolce, meglio se in abbondanza, infatti a carnevale oltre che a gioire l’animo deve gioire anche la gola, visto che questo periodo precede l’austerità della quaresima.

Senza ombra di dubbio il carnevale più romantico ed affascinante è quello di Venezia, che devo dire essere anche il mio preferito, vista la vicinanza e la magia che questa città emana. Provate ad immaginare calle e vicoli che si diramano e intrecciano come in un labirinto, immaginate persone vestite con le tradizionali maschere veneziane, in un attimo vi sembrerà di essere stati catapultati nel ‘700 veneziano.

Ma cosa sappiamo veramente di questa meravigliosa festa?

Il carnevale di Venezia ha radici antichissime, la prima traccia ufficiale si ha nel 1094 dove in un documento si parla di festeggiamenti pubblici che precedono la quaresima. In realtà questa festa ha radici molto più antiche e testimoniava il passaggio dall’inverno alla primavera. In passato il carnevale durava molto più a lungo di oggi e andava dalla prima domenica di ottobre fino a pochi giorni prima dell’inizio della quaresima. In questo periodo Venezia diventava la città del piacere, della maschera, del gioco e della goliardia. In questo periodo dell’anno tutto era possibile e nelle calle e nei campi venivano allestiti dei palchi dove si esibivano artisti e giocolieri. “Buongiorno signora maschera” era il saluto che si facevano i veneziani quando s’incrociavano nei veicoli, perché la maschera annullava l’identità personale, il sesso e le differenze sociali, così tutti potevano partecipare allegramente a questa grande illusione.

In passato ci si mascherava non solo a carnevale, ma anche in molte occasioni durante l’anno ed esistevano vari tipi travestimenti. Tra le maschere più comuni per gli uomini c’era la Bauta e consisteva in un lungo mantello nero detto Tabarro e da una maschera bianca chiamata Larva che a differenza delle maschere prettamente femminili permetteva di parlare e mangiare. La Larva poteva essere indossata anche dalle donne, ma l’uso aveva precise limitazioni. Le dame invece indossavano una piccola maschera ovale di velluto nero chiamata Moretta ed era una maschera muta, perché veniva indossata tenendo in bocca un bottoncino cucito all’interno. La “magia” di queste maschere durante il carnevale era quello di mantenere l’anonimato, perché in questo periodo dell’anno sia uomini che donne si concedevano trasgressioni di ogni tipo e spesso di questo libertinaggio ne approfittavano sia preti che monache. Nel tempo molte regole e decreti vennero emessi per limitare l’uso della maschera perché spesso questi travestimenti venivano utilizzati per commettere illeciti. Ad esempio non si potevano nascondere armi sotto il Tabarro e se le persone venivano sorprese in flagranza di reato dovevano pagare delle multe salatissime e potevano andare in prigione. Per le donne che commettevano l’illecito di meretricio la punizione consisteva in una multa che anch’esse dovevano pagare, per non parlare di frustate pubbliche e a volte l’allontanamento da Venezia per un certo periodo. Oggi invece il carnevale di Venezia incarna il suo volto più romantico e chiama a se artisti e persone da ogni parte del mondo.

Quadro consigliato: il ridotto di Venezia  –  Piero Longhi

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MACAFAME

 

 

SONY DSCMacafame , ovvero “tappa-fame”. Questo dolce è una semplicissima torta di mele che al posto della farina ha il pane vecchio … come nelle vecchie case di una volta non si butta via niente!. Questa deliziosa torta è morbida e rimane molto umida all’interno. Vi avverto, una fetta tira l’altra, ma mangiatela pure senza troppi pensieri per la linea, perché ha poco zucchero e molta frutta, che la rende ideale non solo per la merenda, ma anche per una gustosa colazione.

Ingredienti:

250 gr di pane raffermo (va bene anche se misto)

1/2 litro di latte

1 kg di mele golden (circa 4-5 mele)

70 gr di uvetta passa

75 gr di burro sciolto

100 gr di zucchero

3 uova

1 bustina di lievito per dolci

1/2 limone (il succo filtrato)

zucchero a velo q.b. (per la decorazione)

– Qualche ora prima della preparazione del dolce spezzetta il pane raffermo, mettilo in una terrina capiente e versaci sopra il latte intiepidito.

– Nel frattempo monda le mele e tagliale a pezzetti piccoli, cospargile con il succo del 1/2 limone per non farle annerire e mettile da parte. Metti in ammollo in acqua anche l’uvetta per almeno 30 minuti.

– Quando il pane si è ben ammorbidito, lavoralo con le fruste elettriche fino a quando otterrai un composto omogeneo ed incorpora uno alla volta il burro sciolto, lo zucchero, le uova, il lievito setacciato ed in fine le mele con l’uvetta. Amalgama bene il tutto con un cucchiaio di legno per non rompere le mele.

– Versa il composto ottenuto in una tortiera precedentemente rivestita di carta da forno ed inforna a 180° per 50/60 minuti, fino a quando la superficie sarà ben dorata. In questa torta non serve fare la prova con lo stecchino di legno perché la torta è molto umida. Fai raffreddare il dolce e servi con una spolverata di zucchero a velo.

Note: in realtà questa torta è buona sia fredda che calda, ma io ti consiglio di servirlo a temperatura ambiente per far rassodare meglio le mele.

 

TIRAMISU’

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Questo è il tipico dessert veneto casalingo, ma potete renderlo elegante preparando delle mono porzioni in raffinati bicchieri o mini recipienti …. non limitate la vostra fantasia !

Ingredienti (teglia da cm 29×19):

300 gr di biscotti savoiardi

400 gr di mascarpone

4 uova

70 gr di zucchero

300 ml di caffè a temperatura ambiente (2 moke da 3 persone)

cacao amaro in polvere q.b (per la decorazione)

– in una terrina sbatti con lo sbattitore elettrico i 4 tuorli d’uovo con lo zucchero, poi incorpora il mascarpone e sbatti ancora fino ad ottenere una crema liscia.

– a parte monta a neve ben ferma le chiare d’uovo e incorporale nella crema di mascarpone mescolando con una spatola dal basso verso l’alto per non far smontare il composto.

– bagna leggermente i savoiardi nel caffè (che dovrà essere a temperatura ambiente) e disponili ordinatamente sul fondo della teglia. A questo punto ricopri i savoiardi con un generoso strato di crema al mascarpone, quindi procedi così strato dopo strato. Questa ricetta prevede tre strati di biscotti e crema.

– una volta ultimato l’ultimo strato spolverizza la superficie con abbondante polvere di cacao amaro.

– fai riposare il dessert in frigorifero per una notte prima di servirlo.

Dosaggio di base per la crema: orientativamente puoi calcolare per ogni 100 gr di mascarpone, un uovo itero ( 1 tuorlo + un albume montato a neve) e 17 gr di zucchero.

PEPERONI RIPIENI VEGETARIANI

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Questa ricetta è ideale per chi non ama pesare gli ingredienti, ma per i più pignoli (io appartengo a questa categoria) ho messo tra parentesi i dosaggi di riferimento … giusto per capire le proporzioni.

Ingredienti per 4 persone:

4 peperoni corno gialli e rossi (650 gr)

1 patata grande ( 320 gr)

2 porri grandi (950 gr)

100 gr di ricotta (una vaschetta mono porzione)

1 spicchio d’aglio

3 cucchiai di vino bianco secco da tavola

1 uovo

un mazzetto di prezzemolo (10 gr)

2 cucchiai di olio d’oliva

sale e pepe q.b.

– Lava i peperoni, taglia la calotta e mettila da parte e priva l’interno dei filamenti bianchi e dei semini facendo attenzione a non romperli. I peperoni devono rimanere interi perché saranno il contenitore naturale del ripieno.

– Lava e lessa la patata in abbondante acqua, poi sbucciala e schiacciala con uno schiacciapatate.

– Nel frattempo fai scaldare in un una padella due cucchiai d’olio con uno spicchio d’aglio e rosola i porri precedentemente lavati e tritati grossolanamente, sfuma con il vino bianco e aggiungi un pizzico di sale e pepe. Procedi con la cottura per circa 10 minuti.

– in un recipiente amalgama le patate schiacciate con la ricotta, aggiungi i porri senza lo spicchio d’aglio, il prezzemolo tritato, l’uovo intero e aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento.

– con l’aiuto di un saccapoche riempi i peperoni con il composto ottenuto di patate e porri. Chiudi i peperoni con la loro calotta e adagiali su una teglia da forno rivestita di carta da forno. Cospargi i peperoni con un filo d’olio e un pizzico di sale.

– inforna a 180° per 50-60 minuti e servi caldo.

Consiglio: per mantenere ben chiusi i peperoni durante la cottura aiutati con degli stecchini di legno.

RAGU’

Mettiamo subito le cose in chiaro, l’ingrediente principale di questo condimento è il tempo. Ci sono cose che vanno fatte con calma, senza fretta e dando ritualità ad ogni gesto. Il Ragù è una cosa seria e sono veramente pochi i piatti che secondo me racchiudono questa magia (uno tra questi è il baccalà alla vicentina, ma questa è un’altra storia d’amore). Di questo succulento condimento per la pasta ne esistono tantissime varianti, basta pensare che ogni casa, ogni città e ogni regione ha la sua ricetta. 
Penso che il Ragù non debba essere pesante e ricco d’olio come spesso capita, ma debba  avere una giusta proporzione tra carne e sugo e dalla consistenza giusta, cioè denso. Altra cosa importante per la riuscita di questo sugo è la pentola, se potete fate un piccolo investimento e comprate una pentola in coccio o in ghisa smaltata, perché in questo tipo di pentole il calore viene distribuito in modo omogeneo e non solo nel fondo. 
Quindi, Buon Ragù a tutti!

ragù

Ragù – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti:

1 kg di macinato misto (manzo, maiale, vitello)
1 Lt di passata di pomodoro
1 carota grande (circa 120 gr)
1 costa di sedano piccola (circa 80 gr)
1 cipolla gialla piccola (circa 90 gr)
20 gr di burro
3 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva
150 ml di vino rosso da tavola tipo cabernet (circa 1/2 bicchiere)
1 mazzetto legato di rosmarino e salvia
sale e pepe q.b.

–  lava, pela e trita finemente le carote, il sedano, la cipolla e metti da parte.

– metti la pentola sul fuoco e fai scaldare il pezzetto di burro con i tre cucchiai d’olio, poi aggiungi il trito di verdure e fai soffriggere per qualche minuto, poi aggiungi il macinato misto e fai insaporire bene per almeno 10 minuti. Quando la carne avrà perso gran parte della sua umidità e si sarà “asciugata” sfuma con il vino rosso e fallo evaporare.

– aggiungi alla carne il passato di pomodoro, il mazzetto legato di rosmarino e salvia e aggiusta di sale e pepe.

– Ora non ti rimane che abbassare il fuoco facendo sobbollire il sugo dolcemente. Continua la cottura per almeno tre ore, ma se puoi ti consiglio di prolungare la cottura fino a 4 ore (da quì la pazienza e il tempo), mescolando di tanto in tanto.

CUPCAKE NATALIZIO

cupcake natalizio

A – Ingredienti per 12 tortine:

125 gr zucchero

125 gr di farina 00

125 gr burro

90 gr di cioccolato fondente 60% o 70%

50 gr di cacao in polvere amaro

1 fialetta di essenza di vaniglia

100 ml di latte a temperatura ambiente

2 uova grandi

1/2 cucchiaino di sale

1 bustina di lievito per dolci

12 pirottini in carta forno per la cottura

B – Ingredienti per la glassa la burro:

300 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente

500 gr di zucchero a velo vanigliato (in alternativa zucchero a velo normale + due bustine di vanillina in polvere)

colorante alimentare azzurro q.b. (circa 3 cucchiaini se liquido)

C – per la decorazione:

zuccherini a forma di neve

zuccherini a forma di mini sfere argentate

saccapoche

bocchetta a stella grande per saccapoche

A – Preparazione tortine:

– sciogli in un pentolino a bagnomaria la cioccolata a pezzetti con il burro, una volta sciolti e ben amalgamati versali in una ciotola capiente e falli leggermente raffreddare.

– aggiungi lo zucchero alla cioccolata sciolta e mescola bene con le fruste elettriche, poi aggiungi una alla volta le due uova intere e continua a mescolare a media velocità  per un paio di minuti. Ora aggiungi al composto la fialetta di vaniglia, il latte a temperatura ambiente, il sale e continua a mescolare. Una volta ben amalgamati gli ingredienti incorpora il cacao in polvere, ma fai attenzione a non creare grumi nell’impasto.

– a questo punto setaccia la farina con il lievito e aggiungili all’impasto rendendolo il più liscio possibile.

– rivesti gli stampi di una teglia da cupcake con gli appositi pirottini in carta da forno, riempili per 2/3 con l’impasto e inforna a 180° per 25/30 minuti (verifica la cottura con uno stecchino di legno). Una volta cotte le tortine falle raffreddare dal tutto prima di decorarle con la crema al burro.

B – Preparazione glassa al burro:

– lavora con una spatola in silicone il burro ammorbidito a temperatura ambiente fino ad ottenere una crema morbida e liscia.

– aggiungi al burro lo zucchero a velo e l’eventuale aroma di vaniglia. Amalgama bene l’impasto che dovrà risultare liscio e senza grumi.

– aggiungi alla crema ottenuta il colorante azzurro fino ad ottenere l’intensità di colore desiderata (ti consiglio di non esagerare e di rimanere

su colori abbastanza tenui).

– metti il composto ottenuto in una saccapoche con la sua bocchetta a stella e fai riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Consiglio: L’impasto deve essere morbido ma molto compatto per tenere la forma a spirale e la zigrinatura della bocchetta. Se ritieni che l’impasto sia troppo morbido basta aggiungere altro zucchero a velo

C – Decorazione cupcake:

– Decora una tortina con la glassa al burro cercando di fare la tipica spirale dei cupcakePrendi dal frigo la saccapoche con la glassa e come prima cosa fai una singola “goccia” di glassa al centro del cupcake

(questo serve per sostenere la punta), poi inizia a fare la decorazione a spirale dell’esterno verso l’interno cercando di dargli verticalità verso l’alto.

– decora ulteriormente la glassa al burro con gli zuccherini a tuo piacimento.

(FOTO A CURA DI WWW.BEATRICEMILOCCO.COM)

CIOCCOLATA CALDA

cioccolata

Sono sicura che con questa ricetta avrò un posto d’onore nei vostri cuori!

Ingredienti per 4 tazze:

500 ml latte fresco intero

120 gr di cioccolato fondente 60% o 70%

20 gr di cacao amaro in polvere

20 gr di maizena (amido di mais)

30 gr zucchero

120 ml di panna fresca da montare

1 cucchiaio di zucchero a velo

– Fai sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e metti da parte.

– Versa in un pentolino il latte e con l’aiuto di una frusta incorpora il cacao in polvere e la maizena precedentemente setacciati. Sciogli bene i grumi che si creeranno.

– Metti a scaldare il pentolino di latte a fuoco basso, aggiungi lo zucchero e mescola con un cucchiaio di legno, quando il latte inizia a scaldarsi ma ancora non bolle, aggiungi la cioccolata sciolta a bagnomaria e mescola.

– Continua a mescolare fino a quando la cioccolata avrà la densità che desideri, una volta pronta versa in piccole tazze e accompagna con panna montata leggermente zuccherata.

Panna Montata: versa in una ciotola di vetro perfettamente asciutta la panna liquida che dovrà essere freddissima. Aggiungi un cucchiaio di zucchero a velo e monta con con le fruste elettriche alla massima velocità.

(FOTO A CURA DI WWW.BEATRICEMILOCCO.COM)

SEDANINI CON SPINACI, RICOTTA E NOCCIOLE

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Ingredienti per 4 persone:

320 gr di pasta formato sedanini

200 gr di spinaci novelli freschi

200 gr di ricotta mista (vaccina e pecora)

2 scalogni

40 gr di formaggio grana in scaglie

noce moscata q.b.

4 cucchiai di granella di nocciole

4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

sale e pepe q.b.

– sbuccia gli scalogni, tagliali ad anelli e soffriggili in una padella tipo wok con l’olio extra vergine d’oliva, aggiungi gli spinaci precedentemente lavati e tagliati a julienne, aggiusta di sale e pepe e fai saltare in padella per 5 minuti.

– nel frattempo che prepari il condimento, lessa la pasta in abbondante acqua salata. Quando la pasta è a metà cottura, stempera e ammorbidisci con una forchetta la ricotta con due cucchiai di acqua di cottura e metti da parte.

– scola la pasta quando è cotta, ma tienila abbastanza bagnata (consiglio una cottura al dente), versala nella padella con gli spinaci, aggiungi la ricotta stemperata , insaporisci con un pizzico di noce moscata e fai saltare in padella per qualche minuto. Se necessario aggiusta di sale.

– porziona la pasta nei piatti o in un unico vassoio da portata, spolvera la superficie con la granella di nocciole e con le scaglie di grana.

(FOTO A CURA DI WWW.BEATRICEMILOCCO.COM)

SUGO DI PISELLI E POMODORO

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Questo sugo è tanto semplice quanto saporito, vi consiglio di provarlo con la pasta fresca all’uovo; per me le Pappardelle sono l’ideale. Per fare questa ricetta uso i piselli raccolti in estate e poi congelati, ma va benissimo anche se usate dei piselli surgelati della grande distribuzione.

Ingredienti:

270 gr di piselli congelati

1/2 litro di passata di pomodoro

un pizzico di cannella

1/2 cipolla bianca (circa 60 gr)

3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

1 spicchio d’aglio

50 ml vino bianco secco

sale q.b.

– in una casseruola fai un soffritto con i tre cucchiai di olio extra vergine d’oliva, la cipolla bianca tritata finemente e lo spicchio d’aglio intero.

– aggiungi al soffritto i piselli ancora congelati e fai insaporire per qualche minuto, poi sfuma con il vino bianco e fallo evaporare tutto.

– Ora aggiungi la passata di pomodoro, aggiusta di sale a tuo piacimento e aggiungi un pizzico di cannella in polvere (mi raccomando, solo un pizzico di cannella, non stai preparando un dolce ma un sugo, l’aroma di cannella dovrà essere quasi impercettibile).

– cuoci a fuoco medio/basso per circa 45 minuti.

 

TORTA DI MELE

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Il più classico dei classici della cucina casalinga, una torta semplicemente perfetta in tutte le varianti esistenti. Ogni famiglia ha la sua ricetta e sono sicura che questa torta in molti di voi scateni un’infinità di ricordi. Ecco la mia torta di mele.

Ingredienti:

250 gr di farina 00

1 bustina di lievito per dolci

150 gr di zucchero

2 uova

70 gr di burro

300 ml di latte

4 mele gialle

la buccia grattugiata di un limone piccolo

1 pizzico di sale

1 bustina di gelatina per dolci in polvere

– come prima cosa rompi le uova, dividi i tuorli dagli albumi, monta questi ultimi a neve ben ferma e metti da parte.

– In una ciotola sbatti con le fruste elettriche i due tuorli con lo zucchero, il pizzico di sale ed il burro fuso. Quando il composto è ben amalgamato aggiungi il latte e la buccia grattugiata di un limone e continua a mescolare.

– In una ciotola a parte setaccia la farina con il lievito per dolci ed incorporali nell’impasto liquido di uova e zucchero, mescola bene con un cucchiaio di legno,  quando sarà tutto ben amalgamato aggiungi una mela lavata, sbucciata e tagliata a cubetti piccoli. Infine incorpora all’impasto i due albumi montati a neve mescolando dal basso verso l’alto per non farli smontare.

–  Rivesti una teglia per torte con carta da forno, versa all’interno l’impasto e livella.

– Lava, sbuccia e taglia a fettine le tre mele rimanenti e disponile in senso circolare sulla superficie della torta e infornala a 180° per circa 60 minuti. Fai la prova con lo stecchino di legno per verificare la cottura.

– Una volta cotta la torta lasciala raffreddare nella tortiera, poi spennella le mele con la gelatina per dolci preparata secondo le indicazioni del prodotto.

Ti insegno un piccolo trucco: se non vuoi usare la gelatina in polvere puoi far sciogliere in un pentolino due cucchiai di marmellata di albicocche con un po’ d’acqua e poi spennella la superficie delle mele.

PANINO GOURMET CON FORMAGGIO AFFUMICATO E CIPOLLE AGRODOLCI

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eh si! lo devo ammettere, per me la felicità ha spesso la forma di un panino.

Ecco una ricetta gustosa e raffinata, da proporre magari una domenica sera davanti ad un dvd.

E voi, che panino siete? Io decisamente un panino con formaggio Asiago dolce.

 

Ingredienti per 4 panini:

8 fette di pane ai cereali (tagliato a fette da una pagnotta tipo  “pane pugliese”)

4 cipolle gialle ( circa 450 gr)

un pizzico di sale

3 cucchiaini di zucchero di canna

3 cucchiaini di aceto balsamico

circa 70 gr di formaggio Caciocavallo affumicato tagliato a fette

3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

 

–   in una casseruola metti a stufare a fuoco bassissimo le cipolle lavate e tagliate a julienne con l’olio ed un pizzico di sale per 25/30 minuti. Se necessario allunga la cottura con qualche goccio d’acqua. Le cipolle non devono mai friggere o rosolare, devono appassire dolcemente, senza fretta e diventare trasparenti. A questo punto aggiungi lo zucchero di canna e l’aceto balsamico e fai insaporire e caramellare tutti gli ingredienti per altri 5 minuti, poi metti da parte. Per i più coraggiosi consiglio 4 cucchiaini di zucchero e 4 cucchiaini di aceto.

– Per fare un panino: Metti a scaldare una bistecchiera in ghisa sul fornello e quando è ben calda  metti a tostare due fette di pane con sopra qualche fetta di formaggio, fino a quando il formaggio non si sarà leggermente sciolto. Questa operazione in realtà dura solo qualche minuto, altrimenti rischi di bruciare il pane. Per aiutarti ti insegno un piccolo trucchetto: copri il pane sulla bistecchiera con un coperchio, questo servirà per far sciogliere meglio e più in fretta il formaggio.(vedi foto sotto)

–  Ora assembla il tuo panino mettendo in mezzo alle due fette di pane un generoso strato di cipolle in agrodolce. Il panino avrà i seguenti strati: pane, formaggio, cipolle, formaggio, pane.

–  Ripeti l’operazione per i panini mancanti.

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PLUM CAKE CON MANDORLE E LAMPONI

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Ingredienti:

225 gr di farina 00 autolievitante

115 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente

115 gr di zucchero

50 gr di mandorle pelate tritate

2 uova grandi

3 cucchiai di latte

175 gr di lamponi freschi

2 cucchiai di mandorle pelate a scaglie

 

–  setaccia la farina autolievitante in una ciotola, incorpora il burro ammorbidito e inizia ad impastare con le mani, ne risulterà un impasto granulare.

–  Incorpora  all’impasto, uno alla volta, le mandorle tritate, lo zucchero, le uova sbattute ed il latte.

–   Solo quando l’impasto sarà omogeneo e ben amalgamato, aggiungi i lamponi precedentemente lavati ed asciugati e mescola delicatamente. Questo passaggio è fondamentale per la riuscita del dolce. I lamponi sono molto delicati e vanno maneggiati poco altrimenti si rompono e si fondono con l’impasto, quindi bastano veramente solo un paio di girate di mestolo per mescolarli.

–  Rivesti uno stampo da plum cake con carta da forno e versa all’interno l’impasto livellandolo e cospargi la superficie con le mandorle in scaglie.

–  Inforna a 180° per 60 minuti. Fai la prova con lo stecchino di legno per verificare la cottura.

 

MANZO ALLA GUINNESS

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Ecco una gustosa alternativa al solito spezzatino della domenica.

Il manzo alla Guinness è gustoso, delicatamente aromatico con un retrogusto vagamente amarognolo.

Provatelo, vi assicuro che diventerà uno dei vostri piatti preferiti!

Ingredienti per 4 persone:

500 gr di spezzatino di manzo

200 ml di birra Guinness

3 carote ( circa 200 gr)

3 cucchiai generosi di farina 00

1 cipolla bianca grande ( circa 160 gr)

qualche mestolo di brodo di pollo leggero o vegetale (per la cottura)

olio d’oliva q.b.

Sale q.b.

  • come prima cosa sbuccia e lava le carote e le cipolle, tagliale a pezzi grandi e metti da parte.
  • Infarina bene lo spezzatino e fallo rosolare su ogni lato in una casseruola con circa tre cucchiai di olio d’oliva ben caldo, questa operazione serve per sigillare la carne e renderla più succosa.
  • Ora aggiungi le carote e le cipolle, fai insaporire per un paio di minuti poi aggiungi la birra Guinness, aggiusta di sale a tuo piacimento e cuoci a fuoco moderato per almeno 1 ora e ½, allungando di tanto in tanto con il brodo a piccoli mestoli alla volta.
  • Servire caldo accompagnato da purea di patate.