L’armadio perfetto: i capi basic dell’abbigliamento femminile

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Ecco la lista degli indumenti basic che, secondo me, non possono mancare nell’armadio.
Una lista vista e rivista più volte nel corso degli anni e frutto di una serie infinita di acquisti compulsivi e capi più o meno azzeccati. I basic sono lo “zoccolo duro” del nostro stile, sono quei vestiti che non devono assolutamente mancare, quelli che una volta usurati e rovinati devono essere assolutamente sostituiti, quelli che sopravvivono alle tendenze e vengono riproposti sempre, sono l’ancora di salvezza e una certezza in momenti di indecisione e dubbi vari.
Gli indumenti basic sono sinonimo di sobrietà, perché sono l’equivalente del jolly nel nostro guardaroba, ben si abbinano tra di loro, ma danno il meglio con il capo d’abbigliamento o l’accessorio più stravagante che rispecchia al meglio la nostra personalità.
Sfortunatamente nella ricerca del capo basic perfetto scoprirete che le cose più semplici sono le più difficili da trovare, è una triste realtà che renderà i vostri basic ancora più preziosi.

I colori basic nell’abbigliamento sono:

– Bianco
– Nero
– Nocciola / Marrone
– Blu / Azzurro
– Grigio

Queste sono le nuance base, quelle a cui faremo sempre riferimento, quelle che non passano mai di moda. Tutto il resto è arricchimento del nostro guardaroba.

Abbigliamento Basic:

– 2 camicette di seta: colore bianco e nero, oppure una in nuance chiara e una in nuance scura. Scegliete voi lo stile che preferite (bohemien, dandy, minimal, elegante, con o senza fiocco ec…), dovranno essere due camicette da usare nelle situazioni più eleganti e danno un tocco di bon ton che in certe occasioni è indispensabile.

– Trench: colore kaki o nero

– 2 Top da sera: colore bianco e nero

– 2 Pullover: colore blu navy e nocciola. Per lo scollo scegliete quello che preferite e quello che vi fa sentire più a vostro agio. Con vostro stupore scoprirete che il colore blu navy è quasi introvabile e se lo trovate non sarà confezionato come volete voi.

– Giacca nera: per questo capo valutare due pesantezze, una per l’inverno e una per la primavera.

– Giacca country inglese: quella da professore con le toppe sui gomiti, la giacca più sportiva, quella in tartan o velluto, quella da cottage in campagna. Tenetevi sulle tinte della natura, cioè nocciola, marrone o verde muschio.

– Camicia in jeans.

– 2 cardigan: colore nero e grigio. Per questi capi valutare due pesantezze, una per l’inverno e una per la primavera.

– 2 pantaloni eleganti: colore nero e blu.

– 2 paia di jeans: immancabile quello di colore blu scuro, e uno in nuance più chiara.

– Pantalone sportivo: colore verde militare o kaki.

– Tubino nero.

– Gonna nera al ginocchio: per questo capo valutare due pesantezze, una per l’inverno e una per la primavera.

– Gonna in tessuto tartan o similare.

– Cintura nera elegante.

– Cintura in cuoio sportiva.

– Sottogiacca nero: semplice, girocollo, accollato.

– Giubbotto sportivo in pelle nera: tipo chiodo oppure biker, quello che preferite e amate. E’ perfetto per la mezza stagione e darà una botta di grinta al vostro look. Io, ad esempio, sono una nostalgica del chiodo.

– 3 t-shirt tipo polo: immancabile quella bianca, poi una in nuance chiara e una più vivace del colore che preferite.

– T-shirt a righe bianca e blu: quella in stile marinaio … in modo subdolo tornano sempre!.

– T-shirt bianca: quella iconica, a mezza manica in cotone, quella di James Dean per capirci. Quella perfetta, che dura nel tempo e che non si accorcia dopo il lavaggio in lavatrice è quasi introvabile.

– 2 sottovesti a gonna: colore bianco e nero.

– 3 completi intimi senza cuciture e coprenti: colori nero, bianco, nude.

– Cappotto nero: lunghezza fino al ginocchio

– Tuta da ginnastica (coordinato).

– Felpa: colore grigio, ma quella carina e molto femminile.

– Scarpa décolleté in pelle nera, tacco alto: anche se non portate abitualmente i tacchi, questa scarpa bisogna averla.

– Borsetta da sera nera: quindi piccola, a mano o a baghette. Più semplice è più la userete.

– Vestito o completo in stile safari: sembra strano ma torna sempre di moda, questo completo in qualche pomeriggio assolato vi darà grandi soddisfazioni.

Consigli:

– L’accessorio farà la differenza, è una regola indiscutibile!

– Trovate la vostra sarta di fiducia, é indispensabile per piccole riparazioni e per adattare alla perfezione vestiti della grande distribuzione che spesso stanno male ai manichini, figuriamoci su donne in carne e ossa.

– I basic sono gli unici vestiti per cui vale la pena spendere qualche soldo in più, perché sono i capi che devono durare nel tempo e i più difficili da trovare.

– Anche se fa tanto “nonnina” rivalutate l’uso della sottoveste, soprattutto in estate. Non è bello vedere attraverso i vestiti imbarazzanti trasparenze e inestetiche aderenze. Posso assicuravi che con la sottoveste i vestiti scivolano meglio sul corpo.

– Rivalutate i collant nuance nude, tolgono gli inestetismi delle gambe, i vestiti scivolano meglio sul corpo e rendono le gambe più compatte e sode. L’importante è azzeccare la nuance giusta. Kate Middleton li usa regolarmente. Osate con i collant con la riga dietro!

A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE

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(sotto altre immagini del carnevale di Venezia)

Il Carnevale è un periodo dell’anno in cui tutte le persone, adulti compresi, ritornano un po’ bambini, tutta l’Italia è avvolta in una bolla magica di gioia e si organizzano feste in maschera a tema. Dal punto di vista alimentare la parola d’ordine é : fritto e dolce, meglio se in abbondanza, infatti a carnevale oltre che a gioire l’animo deve gioire anche la gola, visto che questo periodo precede l’austerità della quaresima.

Senza ombra di dubbio il carnevale più romantico ed affascinante è quello di Venezia, che devo dire essere anche il mio preferito, vista la vicinanza e la magia che questa città emana. Provate ad immaginare calle e vicoli che si diramano e intrecciano come in un labirinto, immaginate persone vestite con le tradizionali maschere veneziane, in un attimo vi sembrerà di essere stati catapultati nel ‘700 veneziano.

Ma cosa sappiamo veramente di questa meravigliosa festa?

Il carnevale di Venezia ha radici antichissime, la prima traccia ufficiale si ha nel 1094 dove in un documento si parla di festeggiamenti pubblici che precedono la quaresima. In realtà questa festa ha radici molto più antiche e testimoniava il passaggio dall’inverno alla primavera. In passato il carnevale durava molto più a lungo di oggi e andava dalla prima domenica di ottobre fino a pochi giorni prima dell’inizio della quaresima. In questo periodo Venezia diventava la città del piacere, della maschera, del gioco e della goliardia. In questo periodo dell’anno tutto era possibile e nelle calle e nei campi venivano allestiti dei palchi dove si esibivano artisti e giocolieri. “Buongiorno signora maschera” era il saluto che si facevano i veneziani quando s’incrociavano nei veicoli, perché la maschera annullava l’identità personale, il sesso e le differenze sociali, così tutti potevano partecipare allegramente a questa grande illusione.

In passato ci si mascherava non solo a carnevale, ma anche in molte occasioni durante l’anno ed esistevano vari tipi travestimenti. Tra le maschere più comuni per gli uomini c’era la Bauta e consisteva in un lungo mantello nero detto Tabarro e da una maschera bianca chiamata Larva che a differenza delle maschere prettamente femminili permetteva di parlare e mangiare. La Larva poteva essere indossata anche dalle donne, ma l’uso aveva precise limitazioni. Le dame invece indossavano una piccola maschera ovale di velluto nero chiamata Moretta ed era una maschera muta, perché veniva indossata tenendo in bocca un bottoncino cucito all’interno. La “magia” di queste maschere durante il carnevale era quello di mantenere l’anonimato, perché in questo periodo dell’anno sia uomini che donne si concedevano trasgressioni di ogni tipo e spesso di questo libertinaggio ne approfittavano sia preti che monache. Nel tempo molte regole e decreti vennero emessi per limitare l’uso della maschera perché spesso questi travestimenti venivano utilizzati per commettere illeciti. Ad esempio non si potevano nascondere armi sotto il Tabarro e se le persone venivano sorprese in flagranza di reato dovevano pagare delle multe salatissime e potevano andare in prigione. Per le donne che commettevano l’illecito di meretricio la punizione consisteva in una multa che anch’esse dovevano pagare, per non parlare di frustate pubbliche e a volte l’allontanamento da Venezia per un certo periodo. Oggi invece il carnevale di Venezia incarna il suo volto più romantico e chiama a se artisti e persone da ogni parte del mondo.

Quadro consigliato: il ridotto di Venezia  –  Piero Longhi

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TREMATE! ARRIVA JACK!

 Ad inizio ottobre passeggiavo per New York e non ho potuto fare ameno di scattare alcune foto alle case addobbate per halloween. Era bellissimo immergersi nell’atmosfera di questa festa già dal mattino, dove nelle caffetterie venivano venduti dolcetti a tema e nei mercati si vedevano sfilze di coloratissime zucche da intagliare (a titolo informativo: le zucche grandi costavano 25 $).

Anche in Italia questa festa ormai è una consuetudine e si vedono sempre più spesso zucche intagliate sulle finestre delle case.

Ma sappiamo veramente la storia di Jack o’ lantern? …

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…  Halloween è legata alla famosa leggenda dell’irlandese Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, che un giorno al bar incontrò il diavolo. A causa del suo stato d’ebrezza, la sua anima era quasi nelle mani del diavolo, ma astutamente riuscì a far trasformare il diavolo in una moneta promettendogli la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Jack mise il diavolo nel suo borsello accanto ad una croce d’argento, cosicché egli non potesse ritrasformarsi. Allora il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò libero. Dieci anni dopo, il diavolo si presentò nuovamente e Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Al fine di impedire che il diavolo scendesse dall’albero, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack. Durante la propria vita Jack commise tanti peccati che, quando morì, rifiutato dal paradiso e presentatosi all’Inferno, venne “cordialmente” scacciato dal demonio che gli ricordò il patto ed era ben felice di lasciarlo vagare come anima tormentata. All’osservazione che era freddo e buio, il demonio gli tirò un tizzone ardente (eterno in quanto proveniente dall’Inferno), che Jack posizionò all’interno di una rapa che aveva con sé. Cominciò da quel momento a girare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra.

Halloween é dunque il giorno in cui Jack va a caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese sono tenuti ad appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare all’infelice anima di Jack che la loro casa non è posto per lui.

Quindi, inizialmente, la verdura utilizzata come lanterna era una rapa. Successivamente però, a causa della carestia in Irlanda, moltissimi irlandesi emigrarono in America, sostituendo alla rapa la più diffusa zucca americana.

Buon halloween a tutti!

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