Corn Chowder – Zuppa di mais e pancetta

Sono fatta d’autunno, è la mia stagione.
E’ banale, lo so.
Il 90% delle blogger ti diranno la stessa cosa, raccontandoti quanto sono belle le foglie ingiallite che cadono dagli alberi, la poesia dei colori caldi della campagna, di come sia “comfy” e “hygge” il caminetto acceso, meglio ancora se accompagnato da vino e castagne, e di quanto sia coccoloso tirare fuori dall’armadio i primi maglioni e le camicie a quadri. 
Non posso farci niente, amo l’autunno e tutto quello che porta.
Amo scivolare sotto il plaid e fare il countdown a Natale, perché si, sono anche una Christmas addict.
Sono una delle tante, tutte con la stessa passione, inclinazione e  attitudine alla stagione fredda. Ma l’autunno, in qualche modo, riesce sempre a farmi sentire speciale nella mia prevedibilità, e lo fa  ogni volta che mi metto al fornello a cucinare. 

Corn Chowder _ zuppa di mais e pancetta

Corn Chowder – zuppa di mais e pancetta – Immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per 4 persone:
425 gr. di mais in scatola sgocciolato
160 gr. di pancetta affumicata
30 gr di burro
1 piccola cipolla gialla (140 gr.)
1 spicchio d’aglio
2 cippollottti con il gambo verde
2 carote
2 coste di sedano 
3 piccole patate (320 gr.)
1 lt. di brodo di pollo
230 ml di panna fresca (200 ml se a lunga conservazione)
30 gr. di formaggio grana grattugiato
3 cucchiai di farina 00
1 cucchiaino di paprica forte
1 cucchiaio di prezzammo tritato
1 rametto di timo
sale q.b.

  • In un tegame fai rosolare a fuoco vivace la pancetta affumicata con il burro (tienine 1/3 da parte per la decorazione). 
  • abbassa la fiamma, aggiungi la cipolla tritata con l’aglio e soffriggi per 5 minuti mantenendola chiara, se necessario aggiungi un paio di cucchiai di brodo.
  • aggiungi il cippollotto tagliato a rondelle (compreso il gambo verde), le carote, il sedano e le patate tagliati a cubetti piccoli. Mescola le verdure e aggiungi il mais e fai insaporire per circa 10 minuti a fuoco medio.
  • cospargi le verdure con 3 cucchiai di farina, mescola bene e aggiungi il brodo, la paprica forte e le foglioline di timo. Cuoci per trenta minuti da quando riprende il bollore.
  • aggiungi la panna, il prezzemolo e aggiusta di sale. Prosegui la cottura per altri 10 minuti, poi spegni il fuoco e incorpora il grana grattugiato. Mescola e servi ogni porzione con un i cubetti di pancetta che hai tenuto da parte.

 

 

 

 

Cinnamon Rolls – ogni morso ha il sapore della libertà

Il mio primo cinnamon rolls è arrivato tardi, ero in Canada, per l’esattezza a Montréal.
Ero giovanissima, avevo 24 anni e per la prima volta viaggiavo da sola. L’inglese zoppicava molto, ma la voglia di volare via dal nido era tanta, non perché stessi male a casa, ma perché volevo vivere a modo mio e con quel bisogno di sentirmi libera ci sono nata. E’ così, non ci posso fare niente, da quando ho memoria sogno terre lontane e culture diverse.
Il mio viaggio in Canada era partito con questi presupposti, tanto che di nascosto, avevo meditato di comprare solo il biglietto d’andata, perché nella mia testa non sarei dovuta tornare. Fortunatamente mia mamma mi ha inculcato un po’ di sale in zucca e comprai anche il biglietto per il ritorno, che già vi anticipo ho dovuto usare, con grande tristezza e delusione. 
Il piano originale era quello di andare a trovare uno zio che viveva a Montréal, vedere se in una vacanza il posto mi poteva piacere, e se così fosse stato mi sarei trasferita da lui, avrei iniziato vivere con piccoli lavoretti per prendere confidenza con la lingua inglese e francese (nel Québec sono bilingue).
Il condizionale la dice lunga su come è andata a finire. Appena arrivata mio zio mi disse che per motivi di lavoro si sarebbe dovuto trasferire in un’altro paese da lì a breve … in un secondo i miei sogni s’infransero.

La mia non è una famiglia ricca, tutto quello che ho fatto l’ho fatto contando esclusivamente sulle mie forze, ed economicamente non ho mai avuto qualcuno che mi aiutasse. Se volevo fare qualche esperienza all’estero dovevo preoccuparmi totalmente della mia sussistenza, e questo valeva sia per il periodo all’estero che per quando sarei tornata a casa. La mia famiglia oltre al vitto e alloggio non mi avrebbe dato altro.
Il viaggio in Canada è stato per me uno sforzo immenso. Ho messo da parte soldi e ho chiesto un prestito in banca dove ero io totalmente responsabile, mia madre mi fece solo da garante, con mille raccomandazioni e controvoglia. 
La cifra chiesta in banca era piccola, ma per me erano tanti soldi, all’epoca lavoravo come barista e lo stipendio era così basso che se andavo una volta in più a mangiare la pizza finivo il mensile.
Quindi per me quella sarebbe stata l’unica occasione per poter fare un’esperienza di vita all’estero. 
Quell’esperienza mancata è il mio più grande rimpianto, tanto che ancora aggi, a distanza di 17  anni, ci piango sopra.

Comunque non permisi alla tristezza di rovinarmi la vacanza, e devo dire che in Canada ci tornerei domani stesso. Montréal è meravigliosa e le persone sono stupende. La città è sicura, tanto che qualche volta mi avventuravo da sola alla scoperta di negozi e strade. In una di queste esplorazioni solitarie mi sedetti in un caffè e assaggiai il mio primo Cinnamon Rolls.
Fu amore al primo morso, e da allora, ogni volta che ne addento uno, assaporo un po’ di voglia di libertà che ancora oggi non mi ha abbandonata.

Cinnamon Rolls

Cinnamon Rolls – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti: per 12 cinnamon rolls in una teglia cm 20×30 circa

500 gr di farina bianca 00 + q.b. per la spianatoia
120 gr. di latte
120 gr. di acqua 
60 gr. di zucchero semolato
1 uovo
9 gr. di lievito di birra secco (quello che si può aggiungere direttamente nella farina senza farlo sciogliere in acqua)
80 gr. di burro fuso
3 pizzichi di sale super fino
1 pezzetto di burro per ungere la ciotola

per la farcitura alla cannella:
20 gr. di burro fuso
5 gr. di cannella in polvere
30 gr. di zucchero muscovado
25 gr. di zucchero semolato

Per la glassa:
80 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio e 1/2 o al massimo 2 cucchiai d’acqua fredda

cottura:
180° forno preriscaldato – modalità statico – 30 minuti

tempi di riposo:
90 minuti  + 60 minuti 

– In una ciotola mescola insieme gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito di birra secco e il sale.
– In un’altra ciotola mescola insieme tutti gli ingredienti liquidi: latte, acqua, l’uovo sbattuto e il burro sciolto e raffreddato.
– Unisci i liquidi alla farina e impasta con le mani direttamente dentro la ciotola. Sposta l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continua a lavorare l’impasto fino a quando avrai ottenuto una palla liscia ed elastica. Imburra leggermente una ciotola e fai lievitare l’impasto, coperto con della pellicola da cucina per 90 minuti lontano da sbalzi di temperatura.
– Passato il tempo della prima lievitazione, lavora nuovamente l’impasto per qualche istante sulla spianatoia leggermente infarinata. Allarga l’impasto con l’aiuto di un matterello fino ad ottenere un rettangolo che misura 50×40 cm circa.
– A questo punto puoi passare alla farcitura: spennella tutta la superficie con 20 gr di burro sciolto e poi spolvera generosamente con un mix di cannella in polvere, zucchero muscovado e zucchero semolato (vedi la lista ingredienti per la farcitura).
– Arrotola delicatamente l’impasto partendo dal lato più lungo e compatta delicatamente con le mani. Avrai ottenuto un salsicciotto che taglierai in 12 rondelle della stessa dimensione (circa 3 cm d’altezza).
– Disponi ordinatamente i 12 Cinnamon Rolls nella teglia rivestita da carta forno (3 file da 4 Cinnamon Rolls), avendo cura di lasciarli distanziati un centimetro circa uno dall’altro. Copri la teglia con della pellicola da cucina lasciata morbida per permettere la seconda lievitazione, che sarà di 30 minuti in luogo riparato da correnti d’aria.
– Finita la seconda lievitazione inforna a 180° – forno statico preriscaldato – per 30 minuti.
– Quando i Cinnamon Rolls saranno a temperatura ambiente potrai decorarli con la glassa che farai mescolando 80 gr zucchero a velo con un cucchiaio e mezzo o al massimo due d’acqua, avendo cura di ottenere una glassa liscia e priva di grumi. La quantità d’acqua da usare dipende da quanto densa ti piace la glassa.

canada montréal

io, in un caffè a Montréal (Canada – Québec – anno 2001) – immagine soggetta a Copyright

 

Pumpkin Pie, la torta di zucca perfetta per il Thanksgivin day

Sono una bambina degli anni ’80 e una “teenager” negli anni ’90.  
Era l’era delle boy band in lingua inglese e i telefilm americani nutrivano la mia immaginazione. 
Le mie serie TV preferite, mostravano il thanksgivin day con tanto di  pranzo tradizionale americano, dove enormi tacchini riempivano vassoi decorati in modo sublime. Il tutto avveniva in case meravigliose, con tavole imbandite e decorate in modo impeccabile. Le famiglie si riunivano, i figli tornavano a casa dal college e i parenti attraversavano il continente per ricongiungersi nel giorno del ringraziamento.

Il sogno americano era servito, o per lo meno lo era per me. Penso proprio, che il mio amore smisurato per New York ha radici ben ancorate in quel periodo della mia fanciullezza.

Sarà che sono figlia di divorziati da sempre, ma devo ammettere che questa festa americana aveva su di me un forte scendente … mi dava quel senso di famiglia e di radici che non avevo.
Ora sono grande e sono cambiata, ma la festa del ringraziamento ha sempre su di me un certo fascino.

Quest’anno ho deciso di festeggiare il Thanksgivin day, anche se so benissimo che  questa festa non fa parte della mia tradizione e cultura. Sento di doverlo alla piccola me, quella che stava sul divano a guardare la Tv con occhi sognanti.  
Cucinerò la tradizionale pumpink pie!

Pumpkin pie torta di zucca giorno del ringraziamento thanksgivin day

Pumpkin pie, la torta di zucca tipica del giorno del ringraziamento americano – thanksgivin day – immagine soggetta a Copyright.

Ingredienti per una tortiera diametro 24 cm

Pasta brisè dolce:
300 gr di farina 00
150 gr di burro freddo
75 ml di acqua ghiacciata
20 gr di zucchero semolato

  • In un mixer versa la farina, lo zucchero, il burro freddo a tocchetti e fai andare per qualche istante con la lama per impasto. Quando la farina avrà l’aspetto sabbioso introduci l’acqua ghiacciata e appena l’impasto si sarà appallottolato su se stesso estrailo.
  • Lavora l’impasto per qualche istante su una spianatoia e se necessario aiutati con un po’ di farina. Avvolgi la pasta brisè con della pellicola e fai riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo dedicati alla farcitura.

Farcitura:
500 gr di zucca già mondata
2 uova
30 gr di farina 00
350 ml di panna fresca da montare
50 gr di zucchero semolato
50 gr di zucchero di canna
50 gr di zucchero muscovado
10 gr (1 cucchiaio e 1/2) di Pumpkin Pie Spice – qui trovi la ricetta perfetta!
1 cucchiaino d’estratto di vaniglia
1 pizzico di sale

  • Cuoci la zucca al vapore, se usi una vaporiera per microonde ci vorranno solo 5 minuti!
  • In una ciotola lavora la zucca con un mixer ad immersione fino ad ottenere una purea liscia. Fai intiepidire per qualche minuto.
  • Aggiungi le uova e mescola bene con una frusta a mano. Continuando a mescolare incorpora gli zuccheri, la panna, il mix di spezie (Pumpkin Pie Spice), l’estratto di vaniglia, il pizzico di sale e infine la farina.
  • Stendi la pasta in una tortiera imburrata ed infarinata e decora il brodo con gli avanzi d’impasto ritagliati a forma di foglia e fiore (per attaccare le decorazioni puoi aiutarti con un pennello imbevuto d’acqua o d’albume). Bucherella la base del guscio di pasta brisè con una forchetta, rivestilo con carta forno e adagia sul fondo dei pesi da cottura in ceramica. Inforna a 180° – forno statico – per 10 minuti.
  • Estrai dal forno il guscio di pasta brisè, elimina la carta forno e i pesi da cottura. Riempi la tortiera con la farcitura di zucca (non preoccuparti se ti sembra troppo liquida, una volta cotta si rassoderà) e inforna a 200° – forno statico – per 10 minuti, poi continua la cottura a 180° – forno statico – per 40 minuti.
  • Questa torta va servita fredda. Se vuoi puoi accompagnarla con della soffice panna montata.

Se ti è piaciuta questa ricetta condividila con i tuoi amici! e prova la ricetta della mia torta di zucca e cioccolato, ottima per entrare in atmosfera natalizia.

La mia ricetta del cuore viene dalla Sicilia – Pasta c’anciova e muddica atturrata

Questo è il piatto che mi faceva nonna quando ero piccola e che, ancora oggi, desidero quando sento nostalgia delle mie radici.
Ho origini Palermitane, e la mia famiglia non è esattamente tutta fiocchi e merletti, è più simile ad un guazzabuglio di personalità complesse e contrastanti, ma le cose che ci accomunano tutti sono l’amore per la cucina e l’amore per la famiglia (anche quando le famiglie sono strampalate).
A volte penso che in famiglia siamo tutti un po’ isole. Ogni testa è un mondo a sé, magari vicini ma allo stesso tempo distanti anni luce, perché in fondo e in verità, noi ci bastiamo. La mia famiglia è fatta da gitani con l’arte di cavarsela e da gente dai contrasti accesi, come la nostra amata Sicilia, che incanta per bellezza e allo stesso tempo è un’overdose di vita vera.

Se devo essere onesta, all’inizio la Sicilia non mi piaceva. 
Ero piccola e Palermo era la città dove trascorrevo parte delle mie vacanze per visitare i parenti lontani – e quindi noia assoluta! 
Le mie giornate erano scandite da visite ai vicini di casa, conoscenti, tutto il parentado e affini, in giornate torride e in balia del traffico esasperante di Palermo che mi terrorizzava. 
All’epoca, non so ora, oltre alle macchine e ai motorini, a Palermo c’erano anche i cavalli in strada. Ricordo che avevo tanta paura che qualcuno potesse andare addosso agli animali e fargli del male. Così, tra una strombazzata e un “cornuto!”, evitavo di guardare i calessi e speravo di arrivare a destinazione il prima possibile, senza spargimenti di sangue.

Le uniche gioie erano qualche sporadica passeggiata per mangiare la brioche con il gelato alla cannella (quanto mi manca!), le puntate al bar/rosticceria migliore della città per mangiare le arancine (ancora oggi la mia preferita è al burro) e la casa piena di donne. 
Mi piaceva tanto sentire le mie zie parlare con nonna e sentire cosa si dicevano in quell’accento così strano e bellissimo. 
Le mie zie sono fantastiche, sono tutte fuori testa! 
Parlano, ridono, amano, odiano e si disperano come se fossero prime attrici o regine assolute di un regno immaginario. 

Ma c’è una cosa che ricordo benissimo e che adoravo sin da piccina – e’ l’odore di Palermo. 
Per me Palermo ha sempre avuto l’odore di sesamo, zafferano e agrodolce, un mix impalpabile di questi tre gusti e sapori che profuma l’aria di buono.
E poi c’era nonno, e lui sapeva di pesche e vino perché la sua bevanda preferita consisteva in un bicchierone di vino bianco freddo dove ci tuffava una pesca tagliata in quarti. A fine pasto si mangiava la pesca che aveva marinato nel vino. 
Io e nonno non ci capivamo, lui mi parlava in dialetto palermitano arcaico. Io non capivo niente di quello che mi diceva e lui non capiva me, ma nonostante tutto ci parlavamo e ridevamo. 
Ancora oggi non so cosa ci dicevamo, ma tutte le nostre “conversazioni” si chiudevano con le urla di nonna che diceva: “Tanino! non ti capisce, a picciridda nun te capisce, parla in italiano – poi qualche cosa in siciliano”. Allora nonno rispondeva: “mi capisce, mi capisce, la picciridda un poco capisce”. Poi mi sorrideva e mi diceva: “gioia mia, quanto si bedda, tu si bedda assai, sangu mio va’ a giucà, va’ da nonna”. 
Allora io andavo da nonna e aspettavo con ansia l’arrivo dei negozianti che ci portavano la spesa a domicilio. La cosa bella era quella di “salire o scendere la spesa” con un cestino di vimini legato con una corda alla ringhiera del terrazzo. I terrazzini di Palermo sono un continuo “salire e scendere” di prelibatezze, soldi e dimenticanze.

Poi sono cresciuta, ho iniziato a sopportare meglio il lungo viaggio da Vicenza a Palermo, ho incominciato ad esplorare meglio e con occhi da adulta la città, e devo ammettere che ora Palermo mi ha conquistata. Ora apprezzo e capisco quella mescolanza di bellezza e decadimento, quel mix di strade sporche e trafficate che si aprono in piazze meravigliosamente barocche. 
La Sicilia è una terra agrodolce, fatta di contrasti e sfumature, come questo piatto che mi faceva nonna e che ancora oggi è il mio comfort food del cuore.

pasta c'anciova e muddica atturrata

Pasta c’anciova e muddica atturrata – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
320 gr di Reginette (o il formato di pasta che preferisci)
40 gr di pinoli
40 gr di uvetta secca
3 cucchiai d’olio d’oliva
4 filetti d’acciuga sott’olio
100 gr di concentrato di pomodoro (circa 100 ml)
400 ml d’acqua
2 pizzichi di sale
10 gr di zucchero semolato (circa 2 cucchiaini)

Per la muddica atturrata:
1 cucchiaio d’olio d’oliva
50 gr di pane grattugiato

  • la prima cosa da fare è quella di preparare la muddica atturrata. Trattasi di semplice pane tostato che viene usato come se fosse formaggio grana. Metti una piccola padella antiaderente sul fuoco, versaci un cucchiaio d’olio d’oliva e il pane grattugiato. Mescola in continuazione fino a quando il pane si sarà imbrunito, poi metti da parte. Ricordati di fare molta attenzione, perché il pane brucia in pochi istanti.
  • Metti sul fuoco una capiente pentola con abbondante acqua salata per lessare la pasta, e nel frattempo che le reginette cuociono inizia a preparare il sugo con l’anciova (le acciughe).
  • In una capiente padella fai scaldare l’olio, aggiungi i filetti di acciuga con i pinoli e l’uvetta e mescola fino a quando le acciughe si saranno sciolte. Versa in padella il concentrato di pomodoro e allungalo con l’acqua. Mescolando fai sciogliere il concentrato e aggiungi il sale e lo zucchero. Continua la cottura per qualche minuto e fai amalgamare bene tutti i sapori.
  • Quando la pasta è cotta falla saltare in padella con il sugo. Impiatta e cospargi la pasta con abbondante muddica atturrata (mollica arrostita) come se fosse del formaggio grana.

Gamberi grigliati in agrodolce con salsa di piselli e menta

Questa è una ricetta nata per caso e per sfida.
Una sfida bella, di quelle che ti fanno crescere ed imparare facendo le cose, sporcandosi le mani e aguzzando l’ingegno.
Me ne sono innamorata dal primo morso e ha superato il giudizio insindacabile di mio marito. 
Così ho messo questo piatto nel mio ricettario del cuore, in quello scritto a mano e impiastricciato, che tengo in cucina a portata di sguardo e di dispensa.
Farò questa ricetta tutte le volte che ho voglia di prendere una valigia con la mente, per avventurarmi in gusti esotici … ma non troppo
.

gamberi grigliati in agrodolce con salsa di piselli e menta

Gamberi grigliati in agrodolce con salsa di piselli e menta – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 7 spiedini (misura dello spiedino in legno: 15 cm):

21 code di gamberi (circa 440 gr)
1 cucchiaio di semi di sesamo
4 cucchiai d’olio d’oliva (o di semi)
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaino di miele millefiori
1 pizzico di pepe
1 pizzico di aglio in polvere
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di paprica dolce in polvere
6 foglie grandi di menta fresca

Ingredienti per la salsa:

300 gr di piselli freschi o surgelati
4 foglie grandi di menta fresca
1 lt d’acqua per la cottura (di cui conserva 50 ml d’acqua di cottura)
100 gr. di robiola fresca
sale e pepe q.b.
olio d’oliva (o semi) q.b. per la cottura

– Monda i gamberi, togliendo il carapace ed elimina l’intestino. Sciacquali rapidamente sotto l’acqua fredda e asciugali tamponandoli con carta da cucina.

– In un recipiente (con coperchio) prepara la marinatura emulsionando insieme l’olio, la salsa di soia, il miele, il sale e pepe, la paprica dolce, il pizzico d’aglio in polvere e le foglie di menta tritate al coltello. Aggiungi alla marinata i gamberi, mescola bene facendo attenzione a non romperli e fai riposare in frigorifero per almeno un’ora con il contenitore chiuso.

– In una padella fai tostare i semi di sesamo per circa 5 minuti, senza aggiungere nessun tipo di condimento, e fai attenzione a farli imbrunire dolcemente senza bruciarli. Metti da parte.

– Ora è il momento di dedicarsi alla salsa: in una pentola porta ad ebollizione 1 lt d’acqua con le foglie di menta. Quando l’acqua bolle tuffa i piselli e falli cuocere per 15 minuti, dopodiché scolali e tuffali nuovamente in acqua fredda, meglio se da frigorifero.

– In un frullatore metti la robiola fresca, le 4 foglie di menta che ai usato durante la cottura dei piselli, i piselli ben scolati, 50 ml d’acqua di cottura dei piselli e aggiusta di sale e pepe. Frulla bene il tutto e conserva la salsa in frigorifero.

– Preleva i gamberi dalla marinatura e infilzali tre alla volta negli spiedini. Otterrai in tutto 7 spiedini.

– Fai scaldare una bistecchiera in ghisa , quando sarà ben calda spennellala con un goccio d’olio e cuoci gli spiedini di gamberi 3 minuti per lato, e quando saranno cotti spolverizzali in entrambi i lati con i semi di sesamo tostato.

– Servi gli spiedini caldi accompagnati con la salsa di piselli alla menta.

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con i tuoi amici! Prova il mio Pollo al Curry, non te ne pentirai!

Pollo al Curry

Questo è uno dei miei piatti unici preferiti ed è adatto a tutte le stagioni.
Se cercate una pietanza economica ma di grande effetto, questa è la ricetta che fa per voi.

pollo al curry con riso basmati

Pollo al Curry – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:

1 Kg di petto di pollo
2 cucchiai di curry in polvere
1 cipolla bianca (circa 135 gr)
1 spicchio d’aglio piccolo
1 foglia d’alloro
4 rametti di timo
4 cucchiai di olio di semi (va benissimo anche l’olio d’oliva) + q.b per condire il riso.
100 ml di brodo vegetale
150 ml di panna fresca
100 ml di yogurt bianco magro
farina di riso o normale farina bianca q.b
sale q.b.
300 gr di riso Basmati

  • In una padella tipo wok versa l’olio e fai appassire la cipolla tritata con l’aglio, aggiungi il pollo tagliato a cubetti e fai cuocere per qualche minuto.
  • Aggiungi al pollo la panna, lo yogurt, la foglia d’alloro tagliata grossolanamente con le mani e le foglioline di timo. Fai insaporire per qualche istante.
  • In un pentolino fai scaldare il brodo vegetale e sciogli i due cucchiai di curry. Aggiungi il brodo con il curry al pollo, mescola bene e aggiusta di sale a tuo piacimento.
  • Continua la cottura del pollo per 40 minuti a fuoco basso ricordandoti di mescolare spesso. Se necessario, 10 minuti prima della fine cottura, spolvera il pollo con un po’ di farina e mescola velocemente per non far formare i grumi. Questa operazione ti permetterà di ottenere una crema più densa.
  • Nel frattempo che cuoce il pollo, lessa in abbondante acqua salata il riso Basmati per il tempo indicato nella confezione (generalmente cuoce in 14 minuti). Quando è cotto, scolalo e condiscilo con olio q.b.
  • Servi il pollo al curry accompagnato dal riso Basmati. Servire caldo.