La mia ricetta del cuore viene dalla Sicilia – Pasta c’anciova e muddica atturrata

Questo è il piatto che mi faceva nonna quando ero piccola e che, ancora oggi, desidero quando sento nostalgia delle mie radici.
Ho origini Palermitane, e la mia famiglia non è esattamente tutta fiocchi e merletti, è più simile ad un guazzabuglio di personalità complesse e contrastanti, ma le cose che ci accomunano tutti sono l’amore per la cucina e l’amore per la famiglia (anche quando le famiglie sono strampalate).
A volte penso che in famiglia siamo tutti un po’ isole. Ogni testa è un mondo a sé, magari vicini ma allo stesso tempo distanti anni luce, perché in fondo e in verità, noi ci bastiamo. La mia famiglia è fatta da gitani con l’arte di cavarsela e da gente dai contrasti accesi, come la nostra amata Sicilia, che incanta per bellezza e allo stesso tempo è un’overdose di vita vera.

Se devo essere onesta, all’inizio la Sicilia non mi piaceva. 
Ero piccola e Palermo era la città dove trascorrevo parte delle mie vacanze per visitare i parenti lontani – e quindi noia assoluta! 
Le mie giornate erano scandite da visite ai vicini di casa, conoscenti, tutto il parentado e affini, in giornate torride e in balia del traffico esasperante di Palermo che mi terrorizzava. 
All’epoca, non so ora, oltre alle macchine e ai motorini, a Palermo c’erano anche i cavalli in strada. Ricordo che avevo tanta paura che qualcuno potesse andare addosso agli animali e fargli del male. Così, tra una strombazzata e un “cornuto!”, evitavo di guardare i calessi e speravo di arrivare a destinazione il prima possibile, senza spargimenti di sangue.

Le uniche gioie erano qualche sporadica passeggiata per mangiare la brioche con il gelato alla cannella (quanto mi manca!), le puntate al bar/rosticceria migliore della città per mangiare le arancine (ancora oggi la mia preferita è al burro) e la casa piena di donne. 
Mi piaceva tanto sentire le mie zie parlare con nonna e sentire cosa si dicevano in quell’accento così strano e bellissimo. 
Le mie zie sono fantastiche, sono tutte fuori testa! 
Parlano, ridono, amano, odiano e si disperano come se fossero prime attrici o regine assolute di un regno immaginario. 

Ma c’è una cosa che ricordo benissimo e che adoravo sin da piccina – e’ l’odore di Palermo. 
Per me Palermo ha sempre avuto l’odore di sesamo, zafferano e agrodolce, un mix impalpabile di questi tre gusti e sapori che profuma l’aria di buono.
E poi c’era nonno, e lui sapeva di pesche e vino perché la sua bevanda preferita consisteva in un bicchierone di vino bianco freddo dove ci tuffava una pesca tagliata in quarti. A fine pasto si mangiava la pesca che aveva marinato nel vino. 
Io e nonno non ci capivamo, lui mi parlava in dialetto palermitano arcaico. Io non capivo niente di quello che mi diceva e lui non capiva me, ma nonostante tutto ci parlavamo e ridevamo. 
Ancora oggi non so cosa ci dicevamo, ma tutte le nostre “conversazioni” si chiudevano con le urla di nonna che diceva: “Tanino! non ti capisce, a picciridda nun te capisce, parla in italiano – poi qualche cosa in siciliano”. Allora nonno rispondeva: “mi capisce, mi capisce, la picciridda un poco capisce”. Poi mi sorrideva e mi diceva: “gioia mia, quanto si bedda, tu si bedda assai, sangu mio va’ a giucà, va’ da nonna”. 
Allora io andavo da nonna e aspettavo con ansia l’arrivo dei negozianti che ci portavano la spesa a domicilio. La cosa bella era quella di “salire o scendere la spesa” con un cestino di vimini legato con una corda alla ringhiera del terrazzo. I terrazzini di Palermo sono un continuo “salire e scendere” di prelibatezze, soldi e dimenticanze.

Poi sono cresciuta, ho iniziato a sopportare meglio il lungo viaggio da Vicenza a Palermo, ho incominciato ad esplorare meglio e con occhi da adulta la città, e devo ammettere che ora Palermo mi ha conquistata. Ora apprezzo e capisco quella mescolanza di bellezza e decadimento, quel mix di strade sporche e trafficate che si aprono in piazze meravigliosamente barocche. 
La Sicilia è una terra agrodolce, fatta di contrasti e sfumature, come questo piatto che mi faceva nonna e che ancora oggi è il mio comfort food del cuore.

pasta c'anciova e muddica atturrata

Pasta c’anciova e muddica atturrata – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
320 gr di Reginette (o il formato di pasta che preferisci)
40 gr di pinoli
40 gr di uvetta secca
3 cucchiai d’olio d’oliva
4 filetti d’acciuga sott’olio
100 gr di concentrato di pomodoro (circa 100 ml)
400 ml d’acqua
2 pizzichi di sale
10 gr di zucchero semolato (circa 2 cucchiaini)

Per la muddica atturrata:
1 cucchiaio d’olio d’oliva
50 gr di pane grattugiato

  • la prima cosa da fare è quella di preparare la muddica atturrata. Trattasi di semplice pane tostato che viene usato come se fosse formaggio grana. Metti una piccola padella antiaderente sul fuoco, versaci un cucchiaio d’olio d’oliva e il pane grattugiato. Mescola in continuazione fino a quando il pane si sarà imbrunito, poi metti da parte. Ricordati di fare molta attenzione, perché il pane brucia in pochi istanti.
  • Metti sul fuoco una capiente pentola con abbondante acqua salata per lessare la pasta, e nel frattempo che le reginette cuociono inizia a preparare il sugo con l’anciova (le acciughe).
  • In una capiente padella fai scaldare l’olio, aggiungi i filetti di acciuga con i pinoli e l’uvetta e mescola fino a quando le acciughe si saranno sciolte. Versa in padella il concentrato di pomodoro e allungalo con l’acqua. Mescolando fai sciogliere il concentrato e aggiungi il sale e lo zucchero. Continua la cottura per qualche minuto e fai amalgamare bene tutti i sapori.
  • Quando la pasta è cotta falla saltare in padella con il sugo. Impiatta e cospargi la pasta con abbondante muddica atturrata (mollica arrostita) come se fosse del formaggio grana.

Lasagna estiva di pane Carasau, verdure grigliate e crema di pecorino

Questa è la lasagna dell’estate, ottima come “schiscetta” da portare in ufficio e piatto unico equilibrato.
A differenza della lasagna tradizionale, la sfoglia all’uovo viene sostituita dal pane Carasau e la crema di pecorino prende il posto della besciamella. Al palato gli ingredienti risultano meno “legati” tra loro, ma se ne guadagna in leggerezza e gusto.

Lasagna di Pane Carasau, verdure grigliate e crema di pecorino sardo

Lasagna di Pane Carasau, verdure grigliate e crema di pecorino sardo – immagine soggetta a Copyright

 

Ingredienti per una teglia da 6 persone cm 21×32:
350 gr di pane Carasau
600 gr di pomodori (ramati, piccadilly grandi, san marzano o cuore di bue)
500 gr di zucchine
350 gr di melanzane
olio d’oliva
sale e pepe q.b.
acqua q.b. per bagnare il pane Carasau

per la crema al pecorino:

500 ml di latte 
40 gr di farina bianca ( 00 o tipo 1)
100 gr di pecorino sardo semistagionato
sale q.b.

  • Lava e affetta finemente, con l’aiuto di una mandolina, i pomodori, le zucchine e le melanzane.
  • Metti a scaldare sul fuoco una bistecchiera in ghisa, spennella la superficie con un pò di olio d’oliva e fai grigliare le zucchine e le melanzane.
  • Prepara la crema di formaggio mettendo a scaldare il latte in un pentolino, quando sarà ben caldo aggiungi il pecorino sardo grattugiato miscelato insieme alla farina. Mescola con una frusta e fai addensare senza che si formino grumi. Assaggia e aggiusta di sale a tuo piacimento.
  • Rivesti una teglia con carta forno e sul fondo versa un paio di cucchiai di crema di pecorino. 
  • Metti a bagno per qualche istante il pane Carasau per ammorbidirlo, poi fai uno strato di pane, seguito da uno strato di zucchine. Spolvera le zucchine con sale e pepe e cospargile con la crema di pecorino sardo.
  • Procedi alternado il pane Carasau bagnato con le verdure. Ogni strato sarà composto da un solo tipo di verdura, fatta eccezione per l’ultimo strato che avrà un mix di zucchine, melanzane e pomodori. Le quantità indicate sono per un totale di 4 strati.
  • Inforna a 200° –  forno ventiato –  per 30 minuti

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Risotto con noci, mele e gorgonzola

Voglio un autunno rosso come l’amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo, arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare. Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare.

(Stephen Littleword)

risotto con noci, mela e gorgonzola

Risotto con noci, mela e gorgonzola – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
300 gr di riso vialone nano o carnaroli
200 gr di gorgonzola
100 ml di vino bianco secco
1,5 lt di brodo vegetale
50 gr di burro
1 cipolla bianca piccola
1 mela – circa 250 gr (Pink lady, Fuji, stark o Gala)
4 cucchiai rasi di noci tritate a mano
sale e pepe q.b.
erba cipollina fresca per decorare.

  • In un tegame da risotto fai soffriggere la cipolla con il 25 gr di burro per qualche istante, facendo attenzione che la cipolla non prenda colore. Aggiungi il riso, mescola e quando il chicco avrà preso calore sfumalo con il vino bianco fino a farlo evaporare tutto.
  • Continua la cottura del risotto aggiungendo di volta in volta il brodo caldo continuando a mescolare e aggiusta di sale e pepe.
  • Quando mancano circa 3 minuti alla cottura ottimale del risotto, aggiungi le mele tagliate a cubetti con la buccia.
  • A cottura ultimata spegni il fuoco e manteca il riso con il gorgonzola, le noci e il burro rimasto.
  • Servi caldo decorando il risotto con un pizzico di erba cipollina sminuzzata al coltello.

Note: In questo risotto le mele non devono risultare cotte, ma mantenete la polpa soda e compatta anche se ammorbidita dal calore.

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Vellutata ai formaggi con briciole di Pane

E’ iniziato ottobre, al mercato sono arrivate le prime castagne, le patate americane e i cestini in vimini di casa si sono riempiti di noci e arachidi. Presto si cambierà l’ora e il pomeriggio avrà l’aspetto della sera.
In questi scuri pomeriggi ripenserò a mia madre, a quando mi portava a Ponte degli Angeli, per comprare le caldarroste da un eccentrico signore di cui ora non ricordo il nome, ma ricordo benissimo, che in fatto di castagne era un’istituzione nella mia bella Vicenza. Ricordo anche, che le vendeva a peso d’oro, ma erano un premio, una rarità … e in fondo, cosa sono due soldi in più, di fronte ad un momento di pura fanciullesca felicità?!
Ecco, posso tranquillamente affermare che le mie serate autunnali, hanno sempre molto a che fare con quei momenti di spensieratezza e genuinità, quando bastava veramente poco per rendermi felice.
Un po’ come questa zuppa, semplicemente buona.

Vellutata ai formaggi con briciole di pane

Vellutata ai formaggi con briciole di pane – immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:

50 gr farina bianca
60 gr di burro
250 ml di latte
250 gr di ricotta fresca
600 ml di brodo vegetale
100 gr di pecorino romano grattugiato
noce moscata q.b.
2 cucchiai di Grana Padano grattugiato
olio evo q.b.
pane raffermo q.b. (per la decorazione)
sale e pepe q.b.

  • In una ciotola lavora 180 gr di ricotta con 100 ml di latte e metti da parte.
  • In una casseruola fai sciogliere il burro, tosta la farina per qualche istante nel burro e aggiungi il latte a filo mescolando continuamente come se preparassi una besciamella, facendo attenzione a non fare grumi.
  • Aggiungi il composto di ricotta e latte, il brodo caldo, il pecorino e il grana grattugiati, il pepe e la noce moscata. Fai cuocere per circa 15 minuti fino ad ottenere un composto cremoso e aggiusta di sale se necessario.
  • Nel frattempo sbriciola il pane raffermo, condiscilo con sale, olio, pepe e passalo velocemente in un padellino antiaderente per farlo tostare.
  • Servi la vellutata tiepida decorandola con fiocchi di ricotta fresca avanzata, con la mollica di pane tostata e una spolverata di noce moscata.

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Linguine alle vongole

José Manuel Fajardo disse:

“Il più bel successo in cucina è riuscire a riempire lo stomaco con l’immaginazione”.

Cos’è cucinare? è solo nutrire e assemblare ingredienti in modo più o meno armonico?
Io non lo credo.
Per me cucinare è emotivamente complesso, straordinariamente appagante, qualcosa d’istintivo e profondo.

Penso che cucinare sia come l’amore: non ha padroni, non conosce regole e trova sempre il modo per farsi sentire. Così è chi cucina, va’ dove lo porta il cuore e le pentole lo seguono.

Cucinare è come l’arte: appena potrà troverà il modo di rendere straordinarie anche le cose semplici e banali. Se chiedi ad un artista uno scarabocchio, lui ti restituirà qualcosa di bello, perché non puoi togliere l’arte dalle mani di chi ha il dono. La stessa cosa vale per chi ama cucinare, se chiedi una pasta al pomodoro, ti restituirà un piatto perfetto nella sua semplicità e ad ogni boccone ne sarai compiaciuto e vorrai ripete l’esperienza.

Penso che la cucina sia anche accudimento: si capisce subito se ho cucinato per riempire la pancia per zittire la fame o se ho voluto bene al mio commensale, aggiungendo alla ricetta il mio ingrediente segreto, quel pizzico che rende tutto straordinariamente diverso e migliore … l’amore.

Cucinare è una potente medicina: cura l’anima e la mente quando sono ferite e prolunga la sensazione di benessere se stai bene. Impastare libera la testa, il profumo del pane o dei biscotti appena sfornati sono un antistress naturale. I’odore del brodo la domenica mattina fa bene al cuore … e allo stomaco.

Ed infine penso che cucinare sia come un meraviglioso viaggio: lo desideri, lo immagini, lo programmi nei dettagli ma strada facendo troverai imprevisti e cambi di programma, ti arrangerai con quello che hai, ti stupirai, immaginerai le reazioni e farai tesoro di tutto, così in futuro non farai gli stessi errori e sarai pronto e preparato.

…. e stai “solo” cucinando un piatto di linguine alle vongole …

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Linguine – Spaghetti alle vongole_immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 3 persone:
250 gr di linguine (o spaghetti)
1 kg di vongole lupino
2 spicchi d’aglio
1 mazzettino di prezzemolo
1/2 peperoncino piccante
1/2 limone non trattato
6 cucchiai d’olio evo
sale q.b.
+ abbondante acqua leggermente salata per cuocere la pasta
+ abbondante acqua salata per pulire le vongole

  • La prima cosa da fare è pulire le vongole, quindi falle spurgare in abbondante acqua salata per almeno due ore ricordandoti di cambiarla almeno 2/3 volte, poi scolale e risciacquale bene sotto l’acqua corrente.
  • In una padella capiente fai scaldare due cucchiai d’olio evo, unisci le vongole e falle aprire a fuoco vivace e con il coperchio per circa 5 minuti. Scolale dalla padella con una ramina ed elimina quale che sono rimaste chiuse. Ora preleva i molluschi dalle conchiglie e raccoglili in una ciotola (tieni circa 20 conchiglie intere con i molluschi per la decorazione del piatto).
  • Filtra attraverso una garza o un foglio di carta da cucina il liquido di cottura delle vongole e metti da parte.
  • Pulisci la padella che hai usato per far aprire le vongole, rimettila sul fuoco e versa 4 cucchiai di olio evo, l’aglio schiacciato e fai scaldare a fuoco basso. Appena l’aglio prende il colore toglilo e unisci la scorza di 1/2 limone grattugiata con il liquido di cottura delle vongole e fai restringere a fuoco vivo. Una volta ristretto il sughetto, aggiungi le vongole e il peperoncino. Dai una mescolata veloce e matti da parte.
  • Nel frattempo che prepari il condimento per la pasta, fai lessare le linguine in abbondante acqua leggermente salata (circa1/3 della dose di sale che generalmente usi). Quando la pasta è cotta al dente scolala e falla saltare in paella con il sugo alle vongole, aggiungi il prezzemolo tritato e decora con le vongole in conchiglia che hai tenuto da parte. Se necessario allunga il sugo alle vongole con un po’ d’olio evo e qualche cucchiaio d’acqua di cottura della pasta. Servire caldo.

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Cerchi una ricetta facile ma non vuoi rinunciare al gusto? prova i miei Strangolapreti alla Trentina

Pappa al Pomodoro, souvenir di Toscana

Viaggiare è quella cosa meravigliosa che mi permette di vedere il mondo con occhi nuovi e con rinnovato incanto. Quelli che preferisco sono itineranti e assomigliano un po’ ad un menù degustazione, perché mi regalano quell’impagabile sensazione di libertà e mi permettono di vedere vari aspetti e sfumature di un territorio.
Sono appena tornata da un weekend in Toscana, e tra una valigia da svuotare e una lavatrice da fare, ne sento già la nostalgia.
Prendo tempo e con un sospiro cerco di rassegnarmi al bucato da fare e alla routine che mi aspetta. Chiudo gli occhi e rivedo il mare, le colline, la strada del vino, i borghi antichi e quei meravigliosi pomodori scarlatti scottati dal sole e dalla brezza marina. 
Ho deciso, questa sera cucinerò la Pappa al Pomodoro!

Pappa al Pomodoro ricetta toscana

Immagine soggetta a Copyright – Pappa al Pomodoro ricetta toscana

Ingredienti per 4 persone:

500/600 gr di pomodori maturi (quelli che preferite, vanno bene anche misti)
200/250 gr di pane Toscano raffermo
1 cipolla rossa media
4/5 spicchi d’aglio
Olio e.v.o. in abbondanza, possibilmente toscano
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
8 foglie grandi di Basilico

  • In un tegame (meglio se di coccio) fai stufare la cipolla tagliata finemente (quasi a velo) a fuoco basso. Questa operazione richiederà circa 8/10 minuti e se ti accorgi che la cipolla tende ad imbiondire troppo, aggiungi un cucchiaio di brodo vegetale.
  • Nel frattempo che stufa la cipolla, lava e taglia a cubetti i pomodori, mantenendo i semi e la pelle e metti da parte. Prendi il pane, taglialo a cubetti grossolani e metti da parte anche questo.
  • Ora che la cipolla è pronta versa nel tegame i pomodori, aggiungi gli spicchi d’aglio interi e sbucciati, aggiusta di sale e pepe e fai insaporire tutti gli ingredienti tra di loro per circa 20 minuti a fuoco medio.
  • Aggiungi ai pomodori il pane a pezzetti e con un mestolo di legno amalgama bene gli ingredienti fino a quando il pane si sarà inzuppato tutto. A questo punto aggiungi un paio di mestoli di brodo vegetale caldo e prosegui la cottura per almeno 10 minuti.
  • A fine cottura aggiungi alla Pappa di Pomodoro le foglie di basilico spezzettate a mano, mescola e fai riposare il tutto a fuoco spento e con il coperchio.
  • Servi la Pappa al Pomodoro tiepida o temperatura ambiente in ciotole monoporzione con una abbondante irrorata sulla superficie di olio e.v.o.

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Cerchi una ricetta fresca, veloce, facile e che ti mantenga in forma per l’estate? prova la mia zuppa fredda estiva!

Strangolapreti alla Trentina

Sarà che siamo arrivati all’ultimo colpo di coda dell’inverno, sarà che ho voglia di sole, anche se in realtà non sono ancora psicologicamente pronta ad abbandonare il mio caldo maglione. Sarà che in questo pigro pomeriggio riesco ancora a godere di una tazza di te caldo, e mentre sprofondo in un plaid, sento la nostalgia della montagna, quella che colora di salute le guance e il freddo accorcia il fiato.
Ho voglia del profumo di legno e burro.
Cocciutamente indugio nella stagione fredda, nel tentativo di fermare il tempo nella mia mente e nel cuore.
La primavera si sta già preannunciando e arriverà in un batter d’occhio, ma non ancora, per un po’ può ancora attendere; nel frattempo lesso gli spinaci e metto a bagno il pane, annuso compiaciuta la salvia e preparo uno dei miei piatti di montagna preferiti: gli strangolapreti alla trentina.

Strangolapreti alla trentina

Strangolapreti alla trentina – copyright http://www.foodandlifeblog.com

Ingredienti per 4/6 persone:

500 gr di spinaci già puliti
150 gr di pane comune raffermo dalla crosta sottile
1 uovo
350 ml di latte caldo
40 gr di farina integrale (va bene anche la farina bianca)
20 gr di pangrattato
250 ml di acqua per la cottura degli spinaci
100 gr di burro
1 rametto di salvia
sale e pepe q.b.
Grana Padano q.b.

  • Spezzetta il pane in una ciotola, poi versagli sopra il latte caldo e copri con un piattino tenuto premuto da un peso (esempio una bottiglia) per far inzuppare bene il pane nel latte. Fai riposare per almeno 1 ora.
  • Nel frattempo fai lessare gli spinaci in una pentola con il coperchio e utilizza solo i 250 ml d’acqua. Una volta pronti, scolali e falli raffreddare.
  • Con l’aiuto di un passaverdura a fori larghi o di un mixer, frutta il pane e gli spinaci ben trizzati. Mettili entrambi in una ciotola e mescola il tutto con l’uovo, e aggiusta il sapore con il sale e pepe. A questo punto incorpora nell’impasto la farina e il pangrattato per fare addensare il composto, che comunque rimarrà morbido. (Questo impasto, essendo ricco di spinaci, nella consistenza non può essere paragonato a quello degli gnocchi di patate tradizionali).
  • Con l’aiuto di due cucchiai, o se preferisci con le mani, preleva un po’ d’impasto e dagli la tipica forma ovale, poi rotola ogni singolo gnocco in un po’ di farina per non farli attaccare.
  • In una pentola capiente lessa gli Srangolapreti in acqua salata (saranno cotti quando verranno a galla) e con una ramina scolali direttamente in una padella, dove nel frattempo avrai fatto sciogliere il burro con le foglioline di salvia.
  • Servi gli strangolapreti ben caldi, con una generosa spolverata di Grana Padano e brurro.

Note:
la consistenza dell’impasto varia da molti fattori, come ad esempio l’umidità e da quanto vengono strizzati gli spinaci. Se necessario aumenta in base alla necessità la dose di farina e pangrattato.

Se preferisci un risultato più grezzo e dai colori più frastagliati, basterà tritare finemente al coltello sia gli spinaci che il pane inumidito.
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Se ti sono piaciuti gli Strangolapreti alla Trentina , prova anche questa ricetta: uova in cocotte

Pasta con le sarde

Con questa ricetta inizia il mese dedicato alle sardine, un pesce poverissimo ma di grande gusto e versatilità. Proporrò tre ricette semplici da realizzare, ma di grande soddisfazione per gli occhi ed il palato. Sono sicura che alcuni dei piatti che andrò a proporvi, diventeranno la base di molte vostre cene d’estate.

pasta con le sarde, sardine, cucina siciliana

Copyright immagine http://www.foodandlifeblog.com

Ingredienti per 4 persone:
400 gr di bucatini
1 bustina di zafferano
600 gr di sarde fresche
350 gr circa di finocchietto selvatico (4 rami grandi)
1 cucchiaio di uvetta secca (25 gr)
1 cucchiaio di pinoli (15 gr)
4 filetti di acciughe sott’olio
3 cucchiai di olio e.v.o.
1/2 cipolla (90 gr)

  • Monda le sarde e ricavane dei filetti. Fai ammollare l’uvetta in acqua tiepida, poi strizzala e metti tutto da parte.
  • Fai bollire abbondante acqua salata per cuocere la pasta e lessa nella stessa acqua bollente il finocchietto per 10 minuti. Una volta pronto togli dall’acqua il finocchietto e fallo sgocciolare in un colapasta. Ora lessa i bucatini nell’acqua che avrà preso l’aroma del fionocchietto.
  • Nel frattempo che cuoce la pasta, procedi con la preparazione del condimento: Prendi una padella capiente, versa i 3 cucchiai d’olio e.v.o. e fai appassire la cipolla tritata finemente con i filetti d’acciuga fino a farli sciogliere. Aggiungi i pinoli, l’uvetta e i filetti di sarde e cuoci a fiamma vivace per circa 6 minuti mescolando sempre.
  • A questo punto versa nella padella il finocchietto (lessato in precedenza) tritato al coltello e lo zafferano. Per amalgamare bene tutti i sapori aggiungi un mestolo di acqua di cottura della pasta e fai rapprendere.
  • Una volta pronto il condimento, versa nella padella i bucatini scolati e fai insaporire bene. Servire caldo.

Note: Il finocchietto selvatico è quasi impossibile trovarlo nei fruttivendoli e nella grande distribuzione, specialmente al Nord. Vi consiglio di comprarne una piantina in un vivaio, vi costerà come compralo sfuso (parliamo di 2/3 € al massimo). 

Lasagna con zucca e salsiccia per il cenone di capodanno

Cosa fai l’ultimo dell’anno?
Festa a casa di amici dove ognuno porta qualcosa?
Questa è la ricetta che fa per te, LASAGNA D’ASPORTO con zucca e salsiccia.
Gli ingredienti sono pochi ed economici, la ricetta è facile e il risultato è garantito.

Buon anno nuovo a tutti con la mia lasagna per il cenone di capodanno!

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Copyright immagine foodandlifeblog.com

Ingredienti per 6 persone:
(teglia usa e getta in alluminio cm 28×22 – lasagna da 4 strati di pasta all’uovo)

400 gr di zucca già mondata
3 salsicce (circa 300 gr)
1 scalogno (circa 23 gr)
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di olio evo
sale e pepe q.b.
burro per la teglia q.b.
80 gr di grana padano grattugiato
170 gr di pasta all’uovo fresca per lasagne (8 fogli)
650 gr circa di besciamella (fatta con 600 ml di latte, 60 gr di burro, 60 gr di farina).
per la ricetta della besciamella clicca qui: http://wp.me/p3OzLs-6a

  • Taglia la zucca a cubetti e scottala in acqua bollente per 5 minuti, poi scolala con una ramina e metti da parte.
  • Elimina il budello delle salsicce, tritale al coltello e metti da parte.
  • In una padella fai un soffritto con l’olio, lo scalogno e il rosmarino tritati finemente. Aggiungi la zucca e la salsiccia, fai insaporire fino a quando la carne sarà cotta e aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento. Metti da parte.
  • In una casseruola prepara la besciamella. Per il procedimento clicca qui: http://wp.me/p3OzLs-6a .
  • Imburra la teglia e fai un leggero strato di besciamella sul fondo. Disponi sopra la besciamella 2 fogli affiancati di pasta all’uovo, ricoprili con un’altro strato di besciamella e cospargi la superficie con il composto di zucca e salsiccia. Infine spolvera il tutto con una generosa manciata di grana grattugiato. Ripeti l’operazione per i tre strati rimanenti.
  • Cuoci in forno preriscaldato a 180° – forno statico per 30 minuti – livello cottura 3 – teglia su leccarda o griglia.

RISOTTO ALLA ZUCCA

Il risotto è un piatto forte della cucina italiana, soprattutto all’estero. Adoro questo primo piatto perché mi permette di riciclare gli avanzi … il risotto è davvero buono con quasi tutto! L’unica cosa difficile di questo piatto è mettere d’accordo i commensali, perché c’è chi lo preferisce all’onda, chi al dente e chi lo ama mantecato e più compatto.

Cosa vuol dire risotto all’onda? è la consistenza ottimale del risotto, che si deve presentare non troppo liquido e non troppo compatto: muovendo la casseruola il risotto deve formare l’onda

Cosa vuol dire mantecare? Dallo spagnolo manteca (burro), procedimento volto a conferire consistenza cremosa a una preparazione. Si dice soprattutto del risotto nel quale eventuale eccedenza di brodo presente al termine della cottura viene emulsionata con burro e parmigiano grattugiato.

Ingredienti per 4 persone:

1 lt e 200 ml brodo di gallina leggero (vedi ABC)

320 gr riso Vialone Nano

200 gr zucca di Chioggia già mondata

20 gr burro

100 ml di vino bianco secco ( circa 1/2 bicchiere)

15 gr di grana padano ( circa 2 cucchiai)

60 gr di cipolla gialla ( circa 1/2 cipolla piccola)

2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

– Metti sul fuoco il brodo (leggero mi raccomando) con la zucca precedentemente mondata, e fallo cuocere fino a quando la zucca diventerà tenera. Una volta pronta la zucca scolala dal brodo, schiacciala con una forchetta e mettila da parte.  Il brodo dove avrai cotto la zucca ti servirà per sfumare il risotto, quindi mantienilo caldo.

– In una casseruola antiaderente fai imbiondire la cipolla tritata finemente con l’olio extra vergine d’oliva, aggiungi il riso e fai insaporire per qualche istante, poi sfuma con il vino bianco e fallo evaporare dal tutto per eliminare la parte alcolica.

– Procedi la cottura del risotto mescolando con moderazione e aggiungendo di tanto in tanto qualche mestolo di brodo. Procedi questa operazione ogni volta che il riso assorbe il brodo.

– A metà cottura del risotto aggiungi e amalgama bene la zucca schiacciata.

– Quando il risotto è cotto togli la casseruola dal fuoco e manteca con il burro e il grana padano. Servi ben caldo.

Lasagne alla ligure

Copyright foto: food and life blog

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Ingredienti per 6 persone (una teglia cm 30×20 circa)

4 fogli di lasagne fresche 30×20 circa o 200/250 gr di lasagne secche (il peso dipende dal tipo di lasagna scelto)
200 gr di fagiolini
2 patate grandi (600 gr circa)
10 gr burro
60 gr di Grana Padano grattugiato
100 gr pesto
sale q.b.

Per la besciamella:
50 gr di burro
50 gr di farina tipo 1 o 00
1/2 lt latte

– Monda e lessa in due pentole distinte i fagiolini interi e le patate tagliate a cubetti, in abbondante acqua salata per 15 minuti dal bollore. Scolali e metti da parte.

– Prepara la besciamella facendo sciogliere il burro in una casseruola, poi aggiungi la farina e mescola velocemente con una frusta per non far formare i grumi, poi aggiungi il latte sempre mescolando. Aggiusta di sale e continua la cottura mescolando fino a quando sarà addensata. Togli la casseruola dal fuoco, aggiungi il pesco e amalgama bene il tutto. Tieni da parte un cucchiaio di pesto per decorare l’ultimo strato della lasagna.

– Imburra una teglia, spalma due generose cucchiaiate di besciamella al pesto sul fondo, poi fai uno strato di lasagne precedentemente lessate per 5 minuti in acqua salata, uno di besciamella al pesto, uno di patate e fagiolini e spolvera con un po’ di grana grattugiato. Procedi nello stesso modo per altri tre strati. Decora l’ultimo strato con ciuffetti di pesto.

– Inforna a 190° per 40 minuti – forno statico.

Reginette con broccolo fiolaro di Creazzo

copyright foto food and life blog

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Ingredienti per 4 persone

320 gr pasta formato Reginette
200 gr broccolo fiolaro di Creazzo già mondato
80 gr sopressa vicentina DOP
50 gr cipolla gialla
1/2 rametto di rosmarino
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai olio e.v.o.
sale e pepe q.b.

– Lessa le foglie di broccolo fiolaro in abbondante acqua salata per 20 minuti, poi scolale, strizzale bene e tritale finemente al coltello e metti da parte.

– In una padella capiente fai scaldare l’olio e.v.o. e imbiondisci la cipolla tritata con lo spicchio d’aglio intero, poi aggiungi la sopressa tagliata a striscioline, il rosmarino tritato finemente al coltello e infine il broccolo fiolaro. Regola di sale e pepe a tuo piacimento e fai insaporire per 10 minuti, se necessario allunga con un po’ d’acqua calda.

– Mentre fai il sugo di broccolo fiolaro, lessa la pasta in abbondante acqua salata e una volta cotta scolala al dente, versala nella padella con il condimento e amalgama bene gli ingredienti.

Note:
Questa ricetta è interessante anche con le erbette spontanee di campo, provare per credere!

Anelletti al forno

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Un must della cucina casalinga palermitana, questa pasta al forno è il tipico piatto della domenica e delle scampagnate.

Ingredienti per 4 persome:
350 gr di pasta formato anelletti siciliani
1 cipollotto
1/2 carota
1/2 costa di sedano
500 gr di macinato misto
1/2 bicchiere di vino bianco
80 gr di piselli surgelati
1/2 lt di passata di pomodoro
3 cucchiai di olio e.v.o.
sale e pepe q.b
15 gr di burro
pangrattato q.b.
3 cucchiai di Caciovallo grattugiato (quello duro tipo grana)
100 gr di mozzarella
100 gr di prosciutto cotto

– Per prima cosa prepara il ragù: In una casseruola versa i tre cucchiai d’olio e.v.o. e fallo scaldare, poi aggiungi il trito di cipolla, carota e sedano e fai rosolare per 3 minuti circa. Aggiungi la carne macinata e fai rosolare bene anche questa, poi sfuma con il vino bianco. Aggiungi la passata di pomodoro, aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e cuoci per 1 ora e 1/2. Quando mancano 30 minuti alla fine della cottura aggiungi al sugo i piselli.

– Quando il ragù è cotto lessa gli anelletti in acqua salata (se la confezione riporta 13 minuti di cottura la pasta andrà scolata dopo 10 minuti), poi mescola la pasta con il ragù ed il Caciocavallo grattugiato.

– Ungi con il burro una teglia da forno ed infarinala con il pangrattato. Versa metà degli anelletti nella teglia e livella la superficie, fai uno strato con pezzetti di prosciutto cotto e di mozzarella, poi ricopri bene il ripieno con il resto degli anelletti. Livella con il dorso di un cucchiaio e spolvera la superficie con altro pangrattato.

– Inforna a 200° per 30/40 minuti circa.

TAGLIOLINI CON GAMBERI E FUNGHI (Happy Family)

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Film: Happy Family (2010)
Regia: Gabriele Salvatores
Trailer:

Questo è uno di quei film dove (inaspettatamente) non c’è molto da dire ma molto da sentire, è un film da capire perché c’è molto di più di quello che il trailer non dice.
Ad esempio si può capire che l’amore non ha bisogno di grandi scuse per essere vissuto e spesso è accanto a noi. Ci mostra come a volte l’amicizia può essere improbabile ma vera e ci fa riflettere sul fatto che non siamo i soli a sentirci incompleti, ma soprattutto ci fa capire che ogni tanto è bello arrendersi alle nostre fantasie e vivere la vita a macchie monocromatiche …. usa pure il colore che preferisci!

Musica d’accompagnamento:
Chopin, notturno nr. 20

Il tocco d’autore:
sotto il link di una delle scene del film che mi sono rimaste più nel cuore.
Una serie d’immagini della città in versione notturna che ricordano tanto lo stile di Woody Allen (che adoro!). Un micro viaggio dove la mente spazia su una città addormentata guidati dal notturno di Chopin. Sono sublimi fotografie in pellicola.

Ingredienti per due persone:
150 gr di tagliolini
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
15 gr di porro
150 gr di funghi Champignon freschi
12 Mazzancolle
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe q.b
una spruzzata di vino bianco secco

– In una padella fai scaldale l’olio extra vergine d’oliva e fai soffriggere il porro tritato con lo spicchio d’aglio schiacciato. Una volta dorato aggiungi i funghi mondati e tagliati, aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e falli saltare per circa 10 minuti, poi sfuma con il vino e togli lo spicchio d’aglio.
– Una volta evaporato il vino aggiungi ai funghi le Mazzancolle pulite dall’intestino, lavate e sgusciate, ma lascia la testa a circa la metà (per la decorazione del piatto) e continua la cottura per non più di 5 minuti.
– Nel frattempo fai lessare i tagliolini in abbondante acqua salata, generalmente cuociono in 4 minuti. Una volta cotti versali nella padella con il condimento di funghi e gamberi e cospargili con un po’ di prezzemolo tritato. Fai insaporire ed amalgamare gli ingredienti e servi caldo.

Note: non essendo stagione di funghi ho usato dei semplici Champignon, ma se possibile usa Porcini e/o Finferli freschi.

 

SEDANINI CON SPINACI, RICOTTA E NOCCIOLE

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Ingredienti per 4 persone:

320 gr di pasta formato sedanini

200 gr di spinaci novelli freschi

200 gr di ricotta mista (vaccina e pecora)

2 scalogni

40 gr di formaggio grana in scaglie

noce moscata q.b.

4 cucchiai di granella di nocciole

4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

sale e pepe q.b.

– sbuccia gli scalogni, tagliali ad anelli e soffriggili in una padella tipo wok con l’olio extra vergine d’oliva, aggiungi gli spinaci precedentemente lavati e tagliati a julienne, aggiusta di sale e pepe e fai saltare in padella per 5 minuti.

– nel frattempo che prepari il condimento, lessa la pasta in abbondante acqua salata. Quando la pasta è a metà cottura, stempera e ammorbidisci con una forchetta la ricotta con due cucchiai di acqua di cottura e metti da parte.

– scola la pasta quando è cotta, ma tienila abbastanza bagnata (consiglio una cottura al dente), versala nella padella con gli spinaci, aggiungi la ricotta stemperata , insaporisci con un pizzico di noce moscata e fai saltare in padella per qualche minuto. Se necessario aggiusta di sale.

– porziona la pasta nei piatti o in un unico vassoio da portata, spolvera la superficie con la granella di nocciole e con le scaglie di grana.

(FOTO A CURA DI WWW.BEATRICEMILOCCO.COM)

SARTU’ … MON AMOUR

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ingredienti :

300 gr di riso carnaroli

250 gr di macinato di manzo

150 gr di mozzarelle ciliegine

100 gr di piselli surgelati

20 gr di funghi secchi

2 salsicce ( 200 gr circa)

80 gr di grana grattugiato

1 cipolla piccola ( 100 gr circa)

3 uova

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

50 gr di burro

2 cucchiai di olio d’oliva

olio di semi per friggere q.b.

Pangrattato q.b.

Farina q.b.

Sale e pepe q.b

1 litro circa di brodo vegetale leggero

 

Stampi:

usa una tortiera a cerniera diametro 19 cm o uno stampo tradizionale da Sartù.

 

 

  • lavora il macinato con un uovo intero, 40 gr di grana grattugiato, un cucchiaio di pangrattato ed aggiusta di sale e pepe. Forma delle polpettine mignon, passale nella farina e friggile in abbondante olio e mettile da parte.
  • in una padella tipo wok soffriggi la cipolla tritata con due cucchiai di olio d’oliva, i funghi precedentemente ammollati e tagliati grossolanamente, i piselli e sfuma con due cucchiai di brodo bollente dove avrai sciolto il concentrato di pomodoro e fai cuocere per circa 10/15 minuti fino a quando si sarà rappreso. Ora prendi metà di questo composto e mettilo da parte perché ti servirà per fare il risotto.
  • Rimetti sul fuoco la padella con la metà del sugo di piselli e funghi rimasto e aggiungi la polpa delle due salsicce prive di budello e tritate al coltello, cuoci a fiamma medio alta per circa 10 minuti e metti da parte. Se necessario allunga con il brodo ma ricordati di far evaporare bene la parte liquida.
  • Versa la metà del sugo di piselli e funghi precedentemente messi da parte in una casseruola, aggiungi il riso e cuoci aggiungendo brodo bollente quando serve, il risultato dovrà essere un risotto compatto dalla cottura al dente. Ora togli la casseruola dal fuoco e manteca con il grana grattugiato rimasto, il burro e le due uova intere sbattute, mescola bene e fai raffreddare il risotto ottenuto.
  • Imburra ed impana uno stampo da Sartù (o una tortiera) e rivesti i lati ed il fondo con 2/3 del risotto facendolo aderire bene ai bordi. Incorpora al sugo di piselli e salsiccia rimasto le polpettine fritte, le mozzarelline e versa il tutto nello stampo. Chiudi la parte superiore dello stampo con il risotto rimasto livellando bene e cospargi con pangrattato. 
  • Inforna a 180° per 40/45 minuti ( la superficie dovrà risultare dorata) e una volta cotto fai intiepidire, passa una spatola o un coltello lungo i bordi e scaravolta lo stampo.