Crema fritta alla Veneziana

Crema fritta alla veneziana

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Ingredienti:
1 lt di latte intero fresco
150 gr farina bianca
80 gr di maizena
200 gr zucchero
6 uova
1 limone (solo la buccia grattugiata)
1/2 baccello di vaniglia
un pizzico di sale
pangrattato q.b
1 lt di olio di semi per friggere
zucchero semolato q.b. per la decorazione
– Inizia portando ad ebollizione 700 ml di latte con la scorza del limone ed il baccello di vaniglia.
– Nel frattempo in una pentola abbastanza capiente sbatti con le fruste i 6 tuorli d’uovo con lo zucchero, la farina setacciata insieme alla maizena e il latte rimanente (300 ml) fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Tieni da parte gli albumi.
– Incorpora al composto il latte caldo privato del baccello di vaniglia, e continua la cottura su fuoco basso per circa 10 minuti. Dovrai ottenere una crema molto soda.
– Rivesti di pellicola trasparente una pirofila e versa la crema che dovrà raffreddare. Consiglio di lasciarla riposare una notte intera in frigorifero.
– Una volta rassodata in frigo, estrai la crema dalla pirofila e tagliala a rombi con un coltello. Passa ogni singolo rombo negli albumi leggermente montati e successivamente impanali uno ad uno nel pane grattugiato.
– scalda l’olio a 180°/190° e friggi i rombi di crema su entrambi i lati per qualche istante. Una volta pronti scolali e falli asciugare bene su carta assorbente. Una volta pronti cospargili con zucchero.
Consiglio: la crema alla veneziana andrebbe mangiata calda ma è ottima anche a temperatura ambiente o leggermente riscaldata in forno.

Frittelle di carnevale

Questa è una ricetta che si tramandano le donne della mia famiglia, e io la voglio condividere con voi.

frittelle di carnevale con uvetta

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Ingredienti:
1/2 litro di latte
50 gr di semola di grano duro rimacinata
50 gr di farina bianca
1 pizzico di sale
3 uova
35 gr di burro
80 gr di zucchero
90 gr di uvetta
1 arancia (la buccia grattugiata)
1 limone (la buccia grattugiata)
il succo di mezza arancia spremuta
1 cucchiaio di grappa
1 busta di vanillina
olio di semi per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.
– Metti a bagno in acqua l’uvetta.
– In una pentola fai bollire il latte con il burro, poi aggiungi la farina e la semola setacciate insieme e mescola velocemente per evitare che si formino grumi. Continua a mescolare per qualche minuto fino a quando si sarà creata una “polentina” molto densa. Togli la pentola dal fuoco e fai raffreddare.
– Mentre l’impasto raffredda, grattugia la buccia degli grumi e spremi il succo di mezza arancia, poi strizza e asciuga l’uvetta e metti da parte.
– Prendi la pentola con l’impasto che nel frattempo si e’ raffreddato e aggiungi ed amalgama uno alla volta tutti gli ingredienti rimanenti.
– In una casseruola da frittura fai scaldare l’olio e quando avrà raggiunto la temperata, con un cucchiaio raccogli l’impasto delle frittelle e tuffalo nell’olio con l’aiuto di un cucchiaino.
– Fai friggere per qualche minuto e poi scola le frittelle e falle asciugare su carta da cucina. Una volta fredde cospargile con abbondante zucchero a velo.

CROSTOLI

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Ingredienti:

500 gr di farina 00

6 gr di lievito in polvere per dolci

30 gr di burro

3 uova intere

50 gr di zucchero semolato

100 ml di vermouth (o 50 ml grappa)

1 pizzico generoso di sale

1 lt di olio di semi per friggere

zucchero a velo q.b per la decorazione

– Su una spianatoia setaccia la farina con il lievito e forma una fontana, metti al centro lo zucchero, il burro ammorbidito, le uova, il vermouth (o la grappa) ed il pizzico di sale.

– Impasta bene con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Forma una palla con l’impasto, avvolgilo nella pellicola e fallo riposare per almeno un’ora a temperatura ambiente.

– Tira una sfoglia d’impasto sottile con l’apposita macchina per la pasta fresca all’uovo e ritaglia dei rettangoli con una rotella zigrinata.

– In una casseruola fai scaldare l’olio fino a 180°/190° ed  immergi i rettangoli di pasta (pochi alla volta) e friggili su entrambi i lati fino a farli dorare. Scolali e falli asciugare su carta assorbente.

– Una volta che i crostoli si saranno raffreddati cospargili con abbondante zucchero a velo.

A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE

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(sotto altre immagini del carnevale di Venezia)

Il Carnevale è un periodo dell’anno in cui tutte le persone, adulti compresi, ritornano un po’ bambini, tutta l’Italia è avvolta in una bolla magica di gioia e si organizzano feste in maschera a tema. Dal punto di vista alimentare la parola d’ordine é : fritto e dolce, meglio se in abbondanza, infatti a carnevale oltre che a gioire l’animo deve gioire anche la gola, visto che questo periodo precede l’austerità della quaresima.

Senza ombra di dubbio il carnevale più romantico ed affascinante è quello di Venezia, che devo dire essere anche il mio preferito, vista la vicinanza e la magia che questa città emana. Provate ad immaginare calle e vicoli che si diramano e intrecciano come in un labirinto, immaginate persone vestite con le tradizionali maschere veneziane, in un attimo vi sembrerà di essere stati catapultati nel ‘700 veneziano.

Ma cosa sappiamo veramente di questa meravigliosa festa?

Il carnevale di Venezia ha radici antichissime, la prima traccia ufficiale si ha nel 1094 dove in un documento si parla di festeggiamenti pubblici che precedono la quaresima. In realtà questa festa ha radici molto più antiche e testimoniava il passaggio dall’inverno alla primavera. In passato il carnevale durava molto più a lungo di oggi e andava dalla prima domenica di ottobre fino a pochi giorni prima dell’inizio della quaresima. In questo periodo Venezia diventava la città del piacere, della maschera, del gioco e della goliardia. In questo periodo dell’anno tutto era possibile e nelle calle e nei campi venivano allestiti dei palchi dove si esibivano artisti e giocolieri. “Buongiorno signora maschera” era il saluto che si facevano i veneziani quando s’incrociavano nei veicoli, perché la maschera annullava l’identità personale, il sesso e le differenze sociali, così tutti potevano partecipare allegramente a questa grande illusione.

In passato ci si mascherava non solo a carnevale, ma anche in molte occasioni durante l’anno ed esistevano vari tipi travestimenti. Tra le maschere più comuni per gli uomini c’era la Bauta e consisteva in un lungo mantello nero detto Tabarro e da una maschera bianca chiamata Larva che a differenza delle maschere prettamente femminili permetteva di parlare e mangiare. La Larva poteva essere indossata anche dalle donne, ma l’uso aveva precise limitazioni. Le dame invece indossavano una piccola maschera ovale di velluto nero chiamata Moretta ed era una maschera muta, perché veniva indossata tenendo in bocca un bottoncino cucito all’interno. La “magia” di queste maschere durante il carnevale era quello di mantenere l’anonimato, perché in questo periodo dell’anno sia uomini che donne si concedevano trasgressioni di ogni tipo e spesso di questo libertinaggio ne approfittavano sia preti che monache. Nel tempo molte regole e decreti vennero emessi per limitare l’uso della maschera perché spesso questi travestimenti venivano utilizzati per commettere illeciti. Ad esempio non si potevano nascondere armi sotto il Tabarro e se le persone venivano sorprese in flagranza di reato dovevano pagare delle multe salatissime e potevano andare in prigione. Per le donne che commettevano l’illecito di meretricio la punizione consisteva in una multa che anch’esse dovevano pagare, per non parlare di frustate pubbliche e a volte l’allontanamento da Venezia per un certo periodo. Oggi invece il carnevale di Venezia incarna il suo volto più romantico e chiama a se artisti e persone da ogni parte del mondo.

Quadro consigliato: il ridotto di Venezia  –  Piero Longhi

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