Il mia ricetta del cuore viene dalla Sicilia – Pasta c’anciova e muddica atturrata

Questo è il piatto che mi faceva nonna quando ero piccola e che, ancora oggi, desidero quando sento nostalgia delle mie radici.
Ho origini Palermitane, e la mia famiglia non è esattamente tutta fiocchi e merletti, è più simile ad un guazzabuglio di personalità complesse e contrastanti, ma le cose che ci accomunano tutti sono l’amore per la cucina e l’amore per la famiglia (anche quando le famiglie sono strampalate).
A volte penso che in famiglia siamo tutti un po’ isole. Ogni testa è un mondo a sé, magari vicini ma allo stesso tempo distanti anni luce, perché in fondo e in verità, noi ci bastiamo. La mia famiglia è fatta da gitani con l’arte di cavarsela e da gente dai contrasti accesi, come la nostra amata Sicilia, che incanta per bellezza e allo stesso tempo è un’overdose di vita vera.

Se devo essere onesta, all’inizio la Sicilia non mi piaceva. 
Ero piccola e Palermo era la città dove trascorrevo parte delle mie vacanze per visitare i parenti lontani – e quindi noia assoluta! 
Le mie giornate erano scandite da visite ai vicini di casa, conoscenti, tutto il parentado e affini, in giornate torride e in balia del traffico esasperante di Palermo che mi terrorizzava. 
All’epoca, non so ora, oltre alle macchine e ai motorini, a Palermo c’erano anche i cavalli in strada. Ricordo che avevo tanta paura che qualcuno potesse andare addosso agli animali e fargli del male. Così, tra una strombazzata e un “cornuto!”, evitavo di guardare i calessi e speravo di arrivare a destinazione il prima possibile, senza spargimenti di sangue.

Le uniche gioie erano qualche sporadica passeggiata per mangiare la brioche con il gelato alla cannella (quanto mi manca!), le puntate al bar/rosticceria migliore della città per mangiare le arancine (ancora oggi la mia preferita è al burro) e la casa piena di donne. 
Mi piaceva tanto sentire le mie zie parlare con nonna e sentire cosa si dicevano in quell’accento così strano e bellissimo. 
Le mie zie sono fantastiche, sono tutte fuori testa! 
Parlano, ridono, amano, odiano e si disperano come se fossero prime attrici o regine assolute di un regno immaginario. 

Ma c’è una cosa che ricordo benissimo e che adoravo sin da piccina, è l’odore di Palermo. 
Per me Palermo ha sempre avuto l’odore di sesamo, zafferano e agrodolce, un mix impalpabile di questi tre gusti e sapori che profuma l’aria di buono.
E poi c’era nonno, e lui sapeva di pesche e vino perché la sua bevanda preferita consisteva in un bicchierone di vino bianco freddo dove ci tuffava una pesca tagliata in quarti. A fine pasto si mangiava la pesca che aveva marinato nel vino. 
Io e nonno non ci capivamo, lui mi parlava in dialetto palermitano arcaico. Io non capivo niente di quello che mi diceva e lui non capiva me, ma nonostante tutto ci parlavamo e ridevamo. 
Ancora oggi non so cosa ci dicevamo, ma tutte le nostre “conversazioni” si chiudevano con le urla di nonna che diceva: “Tanino! non ti capisce, a picciridda nun te capisce, parla in italiano – poi qualche cosa in siciliano”. Allora nonno rispondeva: “mi capisce, mi capisce, la picciridda un poco capisce”. Poi mi sorrideva e mi diceva: “gioia mia, quanto si bedda, tu si bedda assai, sangu mio va’ a giucà, va’ da nonna”. 
Allora io andavo da nonna e aspettavo con ansia l’arrivo dei negozianti che ci portavano la spesa a domicilio. La cosa bella era quella di “salire o scendere la spesa” con un cestino di vimini legato con una corda alla ringhiera del terrazzo. I terrazzini di Palermo sono un continuo “salire e scendere” di prelibatezze, soldi e dimenticanze.

Poi sono cresciuta, ho iniziato a sopportare meglio il lungo viaggio da Vicenza a Palermo, ho incominciato ad esplorare meglio e con occhi da adulta la città, e devo ammettere che ora Palermo mi ha conquistata. Ora apprezzo e capisco quella mescolanza di bellezza e decadimento, quel mix di strade sporche e trafficate che si aprono in piazze meravigliosamente barocche. 
La Sicilia è una terra agrodolce, fatta di contrasti e sfumature, come questo piatto che mi faceva nonna e che ancora oggi è il mio comfort food del cuore.

pasta c'anciova e muddica atturrata

Pasta c’anciova e muddica atturrata – Immagine soggetta a Copyright

Ingredienti per 4 persone:
320 gr di Reginette (o il formato di pasta che preferisci)
40 gr di pinoli
40 gr di uvetta secca
3 cucchiai d’olio d’oliva
4 filetti d’acciuga sott’olio
100 gr di concentrato di pomodoro (circa 100 ml)
400 ml d’acqua
2 pizzichi di sale
10 gr di zucchero semolato (circa 2 cucchiaini)

Per la muddica atturrata:
1 cucchiaio d’olio d’oliva
50 gr di pane grattugiato

  • la prima cosa da fare è quella di preparare la muddica atturrata. Trattasi di semplice pane tostato che viene usato come se fosse formaggio grana. Metti una piccola padella antiaderente sul fuoco, versaci un cucchiaio d’olio d’oliva e il pane grattugiato. Mescola in continuazione fino a quando il pane si sarà imbrunito, poi metti da parte. Ricordati di fare molta attenzione, perché il pane brucia in pochi istanti.
  • Metti sul fuoco una capiente pentola con abbondante acqua salata per lessare la pasta, e nel frattempo che le reginette cuociono inizia a preparare il sugo con l’anciova (le acciughe).
  • In una capiente padella fai scaldare l’olio, aggiungi i filetti di acciuga con i pinoli e l’uvetta e mescola fino a quando le acciughe si saranno sciolte. Versa in padella il concentrato di pomodoro e allungalo con l’acqua. Mescolando fai sciogliere il concentrato e aggiungi il sale e lo zucchero. Continua la cottura per qualche minuto e fai amalgamare bene tutti i sapori.
  • Quando la pasta è cotta falla saltare in padella con il sugo. Impiatta e cospargi la pasta con abbondante muddica atturrata (mollica arrostita) come se fosse del formaggio grana.

Pasta con le sarde

Con questa ricetta inizia il mese dedicato alle sardine, un pesce poverissimo ma di grande gusto e versatilità. Proporrò tre ricette semplici da realizzare, ma di grande soddisfazione per gli occhi ed il palato. Sono sicura che alcuni dei piatti che andrò a proporvi, diventeranno la base di molte vostre cene d’estate.

pasta con le sarde, sardine, cucina siciliana

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Ingredienti per 4 persone:
400 gr di bucatini
1 bustina di zafferano
600 gr di sarde fresche
350 gr circa di finocchietto selvatico (4 rami grandi)
1 cucchiaio di uvetta secca (25 gr)
1 cucchiaio di pinoli (15 gr)
4 filetti di acciughe sott’olio
3 cucchiai di olio e.v.o.
1/2 cipolla (90 gr)

  • Monda le sarde e ricavane dei filetti. Fai ammollare l’uvetta in acqua tiepida, poi strizzala e metti tutto da parte.
  • Fai bollire abbondante acqua salata per cuocere la pasta e lessa nella stessa acqua bollente il finocchietto per 10 minuti. Una volta pronto togli dall’acqua il finocchietto e fallo sgocciolare in un colapasta. Ora lessa i bucatini nell’acqua che avrà preso l’aroma del fionocchietto.
  • Nel frattempo che cuoce la pasta, procedi con la preparazione del condimento: Prendi una padella capiente, versa i 3 cucchiai d’olio e.v.o. e fai appassire la cipolla tritata finemente con i filetti d’acciuga fino a farli sciogliere. Aggiungi i pinoli, l’uvetta e i filetti di sarde e cuoci a fiamma vivace per circa 6 minuti mescolando sempre.
  • A questo punto versa nella padella il finocchietto (lessato in precedenza) tritato al coltello e lo zafferano. Per amalgamare bene tutti i sapori aggiungi un mestolo di acqua di cottura della pasta e fai rapprendere.
  • Una volta pronto il condimento, versa nella padella i bucatini scolati e fai insaporire bene. Servire caldo.

Note: Il finocchietto selvatico è quasi impossibile trovarlo nei fruttivendoli e nella grande distribuzione, specialmente al Nord. Vi consiglio di comprarne una piantina in un vivaio, vi costerà come compralo sfuso (parliamo di 2/3 € al massimo). 

TAGLIOLINI CON GAMBERI E FUNGHI (Happy Family)

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Film: Happy Family (2010)
Regia: Gabriele Salvatores
Trailer:

Questo è uno di quei film dove (inaspettatamente) non c’è molto da dire ma molto da sentire, è un film da capire perché c’è molto di più di quello che il trailer non dice.
Ad esempio si può capire che l’amore non ha bisogno di grandi scuse per essere vissuto e spesso è accanto a noi. Ci mostra come a volte l’amicizia può essere improbabile ma vera e ci fa riflettere sul fatto che non siamo i soli a sentirci incompleti, ma soprattutto ci fa capire che ogni tanto è bello arrendersi alle nostre fantasie e vivere la vita a macchie monocromatiche …. usa pure il colore che preferisci!

Musica d’accompagnamento:
Chopin, notturno nr. 20

Il tocco d’autore:
sotto il link di una delle scene del film che mi sono rimaste più nel cuore.
Una serie d’immagini della città in versione notturna che ricordano tanto lo stile di Woody Allen (che adoro!). Un micro viaggio dove la mente spazia su una città addormentata guidati dal notturno di Chopin. Sono sublimi fotografie in pellicola.

Ingredienti per due persone:
150 gr di tagliolini
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
15 gr di porro
150 gr di funghi Champignon freschi
12 Mazzancolle
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe q.b
una spruzzata di vino bianco secco

– In una padella fai scaldale l’olio extra vergine d’oliva e fai soffriggere il porro tritato con lo spicchio d’aglio schiacciato. Una volta dorato aggiungi i funghi mondati e tagliati, aggiusta di sale e pepe a tuo piacimento e falli saltare per circa 10 minuti, poi sfuma con il vino e togli lo spicchio d’aglio.
– Una volta evaporato il vino aggiungi ai funghi le Mazzancolle pulite dall’intestino, lavate e sgusciate, ma lascia la testa a circa la metà (per la decorazione del piatto) e continua la cottura per non più di 5 minuti.
– Nel frattempo fai lessare i tagliolini in abbondante acqua salata, generalmente cuociono in 4 minuti. Una volta cotti versali nella padella con il condimento di funghi e gamberi e cospargili con un po’ di prezzemolo tritato. Fai insaporire ed amalgamare gli ingredienti e servi caldo.

Note: non essendo stagione di funghi ho usato dei semplici Champignon, ma se possibile usa Porcini e/o Finferli freschi.

 

SEDANINI CON SPINACI, RICOTTA E NOCCIOLE

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Ingredienti per 4 persone:

320 gr di pasta formato sedanini

200 gr di spinaci novelli freschi

200 gr di ricotta mista (vaccina e pecora)

2 scalogni

40 gr di formaggio grana in scaglie

noce moscata q.b.

4 cucchiai di granella di nocciole

4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

sale e pepe q.b.

– sbuccia gli scalogni, tagliali ad anelli e soffriggili in una padella tipo wok con l’olio extra vergine d’oliva, aggiungi gli spinaci precedentemente lavati e tagliati a julienne, aggiusta di sale e pepe e fai saltare in padella per 5 minuti.

– nel frattempo che prepari il condimento, lessa la pasta in abbondante acqua salata. Quando la pasta è a metà cottura, stempera e ammorbidisci con una forchetta la ricotta con due cucchiai di acqua di cottura e metti da parte.

– scola la pasta quando è cotta, ma tienila abbastanza bagnata (consiglio una cottura al dente), versala nella padella con gli spinaci, aggiungi la ricotta stemperata , insaporisci con un pizzico di noce moscata e fai saltare in padella per qualche minuto. Se necessario aggiusta di sale.

– porziona la pasta nei piatti o in un unico vassoio da portata, spolvera la superficie con la granella di nocciole e con le scaglie di grana.

(FOTO A CURA DI WWW.BEATRICEMILOCCO.COM)